Stamattina il tribunale di Brescia ha condannato Hanefija Prijc, detto “Paraga” (il nome del leader dei neonazisti croati) all’ergastolo. È stato riconosciuto colpevole dell’assassinio del nostro compagno Guido Puletti e di due altri volontari, avvenuto il 29 maggio 1993 sui monti della Bosnia, vicino a Gornij Vakuf. La lettura della sentenza non sembra aver turbato minimamente il boia bosniaco. La sua faccia è apparsa imperturbabile. Forse se lo aspettava? Oppure la sua dimestichezza con le armi e gli omicidi (al tempo era maggiore nell’esercito bosniaco musulmano) lo rende indifferente a questo tipo di cose?
Oggi, osservando la sua faccia da fascista assassino, ho trattenuto la mia voglia di sputargli addosso. Era in una gabbia, controllato dai poliziotti: e non riesco ad infierire su qualcuno ingabbiato. Ho pensato: non sono come loro, non solo non riesco a far del male a chi è indifeso (come erano Guido e gli altri volontari), ma non riesco nemmeno ad insultare un essere umano (quantunque un pessimo essere umano) in quelle condizioni. E devo dire che sono uscito dal tribunale quasi sollevato da questa semplice constatazione. Impara da noi comunisti, Paraga!
Scopri di più da Brescia Anticapitalista
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.