50 anni di evoluzione del PIL mondiale (1965-2014)

Ecco di seguito un mio modesto contributo (con alcune tabelle allegate) al dibattito “economico” della prossima conferenza programmatica di Sinistra Anticapitalista, che si terrà il prossimo fine settimana (dal 14 al 16 ottobre) a Chianciano.

I dati del 1965 e 1975 esprimono il cosiddetto “Reddito nazionale”, mentre dagli anni Ottanta le statistiche parlano di PIL (prodotto interno lordo). Il tutto è espresso in dollari USA e non in standard di potere d’acquisto (unità usata dall’ONU solo a partire dagli anni ’90), per cui il valore di queste statistiche è piuttosto relativo. Ma sono comunque indicative di una tendenza generale.

1) Innanzitutto uno sguardo al PIL globale del pianeta (sono esclusi i microstati con un peso demografico ed economico trascurabile). I dati sono espressi in milioni di dollari USA, al valore dell’anno di riferimento, quindi non rivalutati sulla base dell’inflazione).

1965: 1.778.249

1975: 6.006.686

1985: 13.137.320

2005: 44.513.724

2014: 77.496.930

Risulta fin troppo facile vedere la decelerazione progressiva, a partire dalla fine dei “Trenta gloriosi” (1945-1975, grosso modo). Il decennio 1965-1975 vede infatti più che triplicare il PIL mondiale (per l’esattezza una crescita di quasi il 34% nominale annuo, in media: pur tenendo conto dell’inflazione, notevole in vaste aree del pianeta in quegli anni, resta comunque impressionante).

Il decennio successivo, che si apre con la recessione del 1974-75, vede poco più di un raddoppio (il 22% nominale in media all’anno, con un’inflazione però ancora più accentuata e diffusa, anche nei paesi del capitalismo “maturo”, per cui il dato sarebbe ben più ridotto in termini reali). Il ventennio successivo, caratterizzato soprattutto dall’assorbimento nell’economia capitalistica dei mercati dell’ex area d’influenza sovietica e della Cina, vede ciò nonostante un tasso annuo di crescita nominale media di circa il 17% (quindi intorno alla metà dell’ultimo periodo della Golden Age). L’ultimo decennio, caratterizzato dall’esplosione della grande crisi iniziata nel 2008, vede, come previsto, un’ulteriore riduzione, con una crescita annua nominale media tra il 7 e l’8%: la metà del ventennio precedente, meno di un quarto rispetto ai tempi “d’oro” di mezzo secolo fa.

2) Vediamo ora la “performance” dei principali paesi “a capitalismo maturo”.

– Gli USA passano da una percentuale del PIL mondiale pari al 31,7% nel ’65 al 25,7 dieci anni dopo, per risalire al 29,5 a metà degli anni ’80, in piena “era reaganiana”. Il ventennio successivo vede un leggero calo (28%) accentuatosi negli ultimi dieci anni (22,5%). Complessivamente l’imperialismo USA vede ridursi di quasi 10 punti il suo peso nell’economia globale, caratterizzandosi come quello che ha subito il maggior declino relativo.

– Il Giappone, che aveva iniziato con una crescita spettacolare (dal 3,8 all’8,3% del PIL globale tra il ’65 e il ’75, passando dal 7º al 3º posto, dopo USA e URSS), vede una riduzione della crescita relativa nel decennio 75-85 (dall’8,3 al 10,1), per poi stagnare nel ventennio successivo (dal 10,1 al 10,3) e crollare negli ultimi dieci anni (meno del 6% nel 2014). Resta comunque, rispetto agli USA, un vantaggio relativo: se nel ’65 il peso dell’economia nipponica era pari ad 1/8 di quello degli USA, oggi, nonostante la famosa stagnazione di Tokyo, siamo ad oltre un quarto (dopo però aver superato un terzo tra gli anni Settanta e i primi Duemila) del gigante yankee.

– La Germania, terzo colosso economico, che era passata dal 4,8% del ’65 al 7% del ’75 (solo Germania occidentale), tornava sostanzialmente al valore precedente nell’85 (5,1%). L’assorbimento dell’ex DDR la faceva risalire al 6,3% nel 2005, per poi ridimensionarsi a valori vicini a quello degli anni Sessanta nel 2014 (5%). Vale per i tedeschi quanto detto per il Sol Levante. Rispetto ai nordamericani, l’economia tedesca è passata dal rapporto di quasi 7 a 1 a quello di poco meno 4 a 1.

– Britannici e francesi (appaiati come peso della loro economia, anche se ci sarebbe da fare un lungo discorso sugli aspetti in gran parte “fittizi” dell’economia britannica) appaiono entrambi in affanno, in tempi e modi un po’ diversi. Mentre il Regno Unito perde colpi tra il ’65 e l’85 (passa dal 4,5 del ’65 -terza economia capitalistica dopo americani e tedeschi- al 3,9% del ’75 e al 3,5% dell’85, in piena era thatcheriana, venendo superata da giapponesi e francesi), la Francia fa in parte il contrario, passando da meno del 4% ad oltre il 5,6 nel ’75, per poi tornare ai livelli precedenti nell’85 (3,96%).

Il ventennio 1985-2005 vede un nuovo “sorpasso” di Londra su Parigi (entrambi in ripresa, rispettivamente al 4,9 e al 4,7), salvo poi ricadere al 3,8 (UK) e al 3,7 (F) nel 2014.

– L’Italia ha un andamento piuttosto simile ai francesi: crescita impercettibile (si parla sempre di peso relativo rispetto all’economia globale, ricordiamolo) tra il ’65 e l’85 ( stabile intorno al 3,2%), un leggero miglioramento nel ventennio successivo (dal 3,2 al 3,9%), crollo post 2005 (scendendo di sotto – al 2,8% – del livello raggiunto a metà degli anni Sessanta). Sono molto lontani gli anni del boom italiano dei Cinquanta e Sessanta. Rispetto agli altri “grandi” paesi imperialisti, gli italiani hanno una situazione non molto dissimile dagli altri europei, e possono vantare la magra consolazione dei passi avanti solo rispetto ai nordamericani (nel ’65 la nostra economia rappresentava un decimo di quella USA, oggi è all’incirca un ottavo) e, in parte, agli inglesi.

– Gli altri paesi a capitalismo “avanzato” o “maturo” (dal Canada alla Spagna, dall’Australia ai Paesi Bassi), pur con diversificazioni anche importanti, hanno un andamento più simile a quello europeo continentale che a quello della, diciamo così, “decadenza anglo-sassone”. Dal 10% circa del ’65 si passa al 14% del ’75, scendendo all’11% nell’85, per poi risalire al 15% nel 2005 e ridiscendere sotto il 13% nel 2014. In quest’area il paese più dinamico sembra essere la Spagna, che raddoppia il suo peso relativo, passando dallo 0,9% del ’65 all’oltre 1,8% del 2014. Al contrario il Canada (il più “piccolo” dei 7 “grandi” del G7) “stagna” intorno a poco più del 2%, senza variazioni notevoli in mezzo secolo.

3) Vediamo ora quello che accade con i paesi cosiddetti “socialisti” (od ex socialisti dopo la restaurazione capitalistica degli anni novanta). Va chiarito che i dati pre 1989 sono ancor meno affidabili di quelli delle economie capitalistiche (avanzate o arretrate poco importa), in quanto i tassi di cambio delle monete nazionali (nelle quali era calcolato il reddito e/o il PIL) erano fissati più o meno indipendentemente dal “mercato”. Comunque resta il valore indicativo, grosso modo, dei dati riportati.

Cominciamo con l’URSS, seconda economia del mondo prima del crollo dell’89-91. Nel ’65 l’economia sovietica rappresenta teoricamente oltre il 12% di quella mondiale (con un “reddito” pro capite simile a quello italiano), percentuale che scende a meno del 9% nel ’75, per risalire leggermente (9,6%) nell’85, all’inizio della perestrojka. Nei vent’anni tra l’85 e il ’95 si assiste ad un pesantissimo crollo: l’insieme delle economie delle 15 ex repubbliche sovietiche arriva a superare di poco il 2% (2,35%) del PIL mondiale. Quella che ai tempi del “socialismo reale” era stata la seconda economia del mondo per almeno cinquant’anni (già scesa al terzo posto, però, nell’85) finiva al 10º posto. La ripresa russa post 2005 (accompagnata da analoghi risultati in parte delle altre ex repubbliche, dal Kazakistan ai paesi baltici) riportava un po’ più in alto le quotazioni (3,4%) di quello che ormai era uno spazio economico sempre meno integrato (7º nella classifica mondiale).

La Russia fa la parte del leone in questa “ripresina” (dall’1,7% del 2005 al 2,4% del 2014, dal 14º al 10º posto), mentre i paesi centro-asiatici, caucasici e l’Ucraina arrancano faticosamente.

Per quanto riguarda i paesi dell’Europa centro-orientale, dopo il massimo del ’65 (il 7% del PIL mondiale, compresa la DDR), si scendeva a meno del 5% nel ’75 e al 4 nell’85. La restaurazione metteva in grosse difficoltà tutte queste economie: nel 2005 la percentuale del PIL globale scendeva sotto il 2% (un disastro unico nell’economia contemporanea, anche facendo la tara della sottrazione della ex DDR, pari allo 0,9% del PIL mondiale). Una lievissima risalita (2%, 0,03% in più) tra il 2005 e il 2014 non modifica comunque il quadro complessivo di fragilità.

Molto diverso, com’è noto, è il caso cinese. Il gigante asiatico, che dimezzava il suo peso tra il ’65 e il ’75 (dal 5,4 al 2,4% del PIL globale, scendendo dal 3º al 9º posto), cominciava a risalire la china nel decennio successivo, passando al 2,8% (8º posto), per poi iniziare il boom che tutti conosciamo: nel 2005 la Cina è già la 4ª economia del mondo (5% del PIL mondiale), per portarsi al 2º posto nel 2014 (oltre il 13%) in termini nominali, e al primo in termini di potere d’acquisto. Per quanto riguarda gli altri paesi asiatici ex o pseudo-socialisti, un percorso (seppure in sedicesimo) simile a quello cinese è rappresentato dal Vietnam, la cui economia, quasi trascurabile in termini relativi fino ad un decennio fa (al massimo intorno allo 0,1%, paragonabile a quella di un piccolo paese come l’Irlanda) è più che raddoppiata in termini relativi (0,24%) e quasi quadruplicata in termini assoluti in un decennio, ed ha oggi un peso simile a paesi come la Romania, la Rep. Ceca o il Portogallo.

All’opposto la Corea del Nord è andata perdendo peso (addirittura in termini assoluti nell’ultimo decennio).

Forse unico paese in cui l’aggettivo “socialista” non sia del tutto fuori luogo, Cuba, ha mostrato in questi 50 anni una performance economica piuttosto debole. Nel ’65 l’economia cubana rappresentava lo 0,24% del PIL globale (intorno al 5% di quello latinoamericano). Oggi rappresenta meno della metà (0,1%) di quella cifra (e circa l’1,5% del PIL latinoamericano).

4) Per quanto riguarda i paesi a capitalismo “emergente” più o meno arretrato, ci soffermiamo soprattutto su India, Brasile, Messico e Sudafrica.

L’India nel ’65 rappresentava il 2,5% del PIL mondiale, percentuale scesa di un punto (1,5%) dieci anni dopo. Il decennio successivo non vedeva grandi cambiamenti: solo un misero 0,1% in più. Ma l’1,6 dell’85 diventava un 1,75 nel 2005, fino ad arrivare al 2,6% del 2014 (9º nel mondo), superando, anche se di poco, la cifra di cinquant’anni prima.

Molto migliore la performance del Brasile, che triplicava il suo peso (dall’1 ad oltre il 3%) nell’economia mondiale, salendo dal 15º al 7º posto. Bisognerà aspettare i dati 2015 e 2016 per vedere gli effetti della recente crisi brasiliana.

Anche il Messico aumenta il suo peso, seppur in modo meno spettacolare, passando dall’1% all’1,7% . Ma, diversamente dal Brasile, che concentra gran parte della sua crescita nell’ultimo decennio (praticamente un raddoppio del peso relativo), il Messico ha peggiorato proprio nell’ultimo decennio la sua situazione, perdendo qualche decimale. Infatti, se nel 2005 le economie brasiliana e messicana erano quasi allo stesso livello, oggi il vicino meridionale degli USA arriva a poco più della metà del gigante sudamericano. Vicinanza fatale? (NAFTA docet).

Infine veniamo al Sudafrica. L’ultimo dei BRICS è molto meno importante dei primi quattro, ed ha perso terreno nell’ultimo mezzo secolo, mantenendosi al di sotto dello 0,5% del PIL mondiale. Ma se, nel ’65, la sua economia rappresentava un quarto di quella africana, oggi siamo a poco più di un settimo.

5) Un ultimo sguardo alla suddivisione geografica del reddito-PIL.

-L’Europa (esclusa l’URSS), che nel ’65 rappresentava circa il 30% del reddito mondiale (salito al 34% nel ’75), ha perso progressivamente terreno a partire dalla fine della Golden Age: dal 27% dell’85 a poco più del 25% oggi.

-L’Asia è il continente in maggior crescita. Se nel ’65 rappresentava meno del 16% del reddito globale (salito al 18 nel ’75 e al 22 nell’85), nel 2005 superava il 25%, fino a sorpassare l’Europa (col 34%) nel 2014. Si tratta di un raddoppio netto, che porta il grande continente sempre più al centro dello sviluppo economico.

-L’Africa resta il continente più marginale, da questo punto di vista, anche se qualche piccolo sintomo di crescita si è presentato nell’ultimo decennio. Con percentuali intorno al 2 o 2 e mezzo per cento del PIL globale tra il ’65 e il 2005, è riuscita a superare il 3% (3,1) solo nel 2014.

-Per quanto riguarda le Americhe, è necessario distinguere tra il Nordamerica anglosassone, a capitalismo “avanzato”, e l’America Latina. Il primo, dato il peso preponderante degli USA (che ne rappresentano il 90% del PIL), ha seguito la decadenza relativa già sottolineata sopra, passando dal 34% del ’65 a meno del 25 di oggi (e dal primo al terzo posto nella classifica “continentale”). Il secondo è passato dal 4,8% del reddito globale nel ’65 al 6,2 nel ’75, per poi cadere al 5,1 nell’85. Salito al 5,7 nel 2005, è arrivato al 7,7% nel 2014, in gran parte trascinato dal gigante brasiliano.

– Un ultimo appunto per quanto riguarda l’area mediorientale, a cavallo tra Africa e Asia. Nel ’65 questa area tra Egitto e Iran, ricca di petrolio, rappresentava solo l’1,5% del reddito mondiale. Dieci anni dopo, grazie al primo “shock petrolifero”, era già più che raddoppiata (3,4%), superando il 4% nell’85. Dopo un lieve ridimensionamento nel ventennio successivo (3,4%), è tornata a crescere (5% oggi) non solo grazie alle performance petrolifere, ma anche alla crescita della Turchia (passata dallo 0,4% del ’65 ad oltre l’1% di oggi).

Ed ecco, per chi avesse tempo, voglia e pazienza, le tabelle complete (o quasi)

CLASSIFICA GENERALE NEL 1965 (*l’asterisco indica stime)

                       reddito in milioni di $         % del reddito mondiale

1 USA 563.000 31,66
2 URSS 215.512 12,12
3 Cina 97.000 5,45
4 Germania ovest 85.500 4,81
5 Regno Unito 79.240 4,46
6 Francia 70.288 3,95
7 Giappone 68.342 3,84
8 Italia 56.736 3,19
9 India 43.953 2,47
10 Canada 38.700 2,18
11 Germania est 37.362 2,10
12 Polonia 24.900 1,40
13 Cecoslovacchia 24.165 1,36
14 Australia 18.630 1,05
15 Brasile 17.808 1,00
16 Messico 17.716 1,00
17 Svezia 17.067 0,96
18 Argentina 16.056 0,90
19 Spagna 15.557 0,87
20 Paesi Bassi 15.552 0,87
21 Ungheria 14.170 0,80
22 Belgio 13.320 0,75
23 Svizzera 11.458 0,64
24 Danimarca 10.018 0,56
25 Pakistan 9.785 0,55
26 Austria 9.174 0,52
27 Jugoslavia 9.100 0,51
28 Rep. Sudafricana 8.162 0,46
29 Turchia 7.662 0,43
30 Indonesia 7.500 0,42
31 Filippine 7.293 0,41
32 Finlandia 7.274 0,41
33 Romania (stima) 7.000 0,39
34 Venezuela 6.482 0,36
35 Bulgaria 5.663 0,32
36 Norvegia 5.404 0,30
37 Iran 5.175 0,29
38 Colombia 4.935 0,28
39 Grecia 4.839 0,27
40 Egitto 4.782 0,27
41 Nuova Zelanda 4.475 0,25
42 Cuba 4.308 0,24
43 Nigeria 3.853 0,22
44 Cile 3.570 0,20
45 Corea del Sud 3.400 0,19
46 Thailandia 3.379 0,19
47 Portogallo 3.252 0,18
48 Israele 2.718 0,15
49 Perù 2.575 0,14
50 Portorico 2.493 0,14
51 Malaysia 2.337 0,13
52 Marocco 2.314 0,13
53 Algeria 2.297 0,13
54 Taiwan 2.279 0,13
55 Irlanda 2.240 0,13
56 Arabia Saudita 2.000 0,11
57 Ghana 1.943 0,11
58 Siria 1.888 0,11
59 Vietnam del Sud 1.872 0,11
60 Vietnam del Nord 1.800 0,10
61 Corea del Nord 1.800 0,10
62 Iraq 1.784 0,10
63 Kuwait 1.487 0,08
64 Ceylon 1.480 0,08
65 Uruguay 1.423 0,08
66 Birmania 1.362 0,08
67 Sudan 1.188 0,07
68 Guatemala 1.144 0,06
69 Hong Kong 1.134 0,06
70 Ecuador 952 0,05
71 Etiopia 949 0,05
72 Singapore 930 0,05
73 Congo R.D. 926 0,05
74 Libia 910 0,05
75 Afghanistan 900 0,05
76 Rhodesia 878 0,05
77 Kenya 846 0,05
78 Libano 811 0,05
79 Tunisia 796 0,04
80 Rep. Dominicana 770 0,04
81 Costa d’Avorio 768 0,04
82 Giamaica 743 0,04
83 El Salvador 691 0,04
84 Tanzania 672 0,04
85 Cambogia 670 0,04
86 Nepal 650 0,04
87 Albania 648 0,04
88 Zambia 642 0,04
89 Senegal 620 0,03
90 Camerun 617 0,03
91 Uganda 589 0,03
92 Madagascar 589 0,03
93 Bolivia 533 0,03
94 Panamà 523 0,03
95 Costa Rica 510 0,03
96 Trinidad e Tobago 498 0,03
97 Lussemburgo 496 0,03
98 Nicaragua 492 0,03
99 Honduras 446 0,03
100 Papua Nuova Guinea 400 0,02

CLASSIFICA GENERALE 1975

  Var. 1975-65
1 USA 1.542.180 25,67 -5,97
2 URSS 525.533 8,75 -3,37
3 Giappone 498.777 8,30 4,97
4 Germania ovest 417.439 6,95 2,14
5 Francia 338.852 5,64 1,69
6 Regno Unito 235.029 3,91 -0,55
7 Italia 192.047 3,20 0,01
8 Canada 163.964 2,73 0,55
9 Cina 141.543 2,36 -3,09
10 Brasile 124.277 2,07 1,07
11 Spagna 104.836 1,75 0,88
12 Australia 95.925 1,60 0,55
13 India 88.758 1,48 -0,99
14 Messico 88.004 1,47 0,47
15 Paesi Bassi 86.975 1,45 0,58
16 Svezia 72.443 1,21 0,25
17 Cecoslovacchia 71.940 1,20 -0,16
18 Polonia 65.225 1,09 -0,31
19 Belgio 62.893 1,05 0,40
20 Germania est 57.810 0,96 -1,14
21 Svizzera 54.303 0,90 0,26
22 Iran 51.924 0,86 0,57
23 Argentina 47.072 0,78 -0,12
24 Arabia Saudita 38.315 0,64 0,53
25 Austria 37.671 0,63 0,11
26 Danimarca 37.636 0,63 0,07
27 Rep. Sudafricana 37.505 0,62 0,16
28 Turchia 35.949 0,60 0,17
29 Nigeria 35.413 0,59 0,37
30 Jugoslavia 34.301 0,57 0,06
31 Indonesia 30.464 0,51 0,09
32 Romania (stima) 30.000 0,50 0,11
33 Norvegia 28.449 0,47 0,17
34 Venezuela 27.561 0,46 0,10
35 Finlandia 27.532 0,46 0,05
36 Corea del Sud 21.146 0,35 0,16
37 Grecia 20.818 0,35 0,08
38 Filippine 15.825 0,26 -0,15
39 Perù 15.377 0,26 0,12
40 Portogallo 14.743 0,25 0,07
41 Thailandia 14.663 0,24 0,05
42 Taiwan 14.418 0,24 0,11
43 Algeria 14.362 0,24 0,11
44 Bulgaria 14.250 0,24 -0,08
45 Nuova Zelanda 14.177 0,24 -0,01
46 Iraq 13.635 0,23 0,13
47 Egitto 13.418 0,22 -0,05
48 Pakistan 13.338 0,22 -0,18
49 Israele 13.250 0,22 0,07
50 Colombia 13.098 0,22 -0,06
51 Libia 12.770 0,21 0,16
52 Kuwait 12.024 0,20 0,12
53 EUA 9.962 0,17 0,16
54 Malaysia 9.297 0,15 0,02
55 Marocco 8.983 0,15 0,02
56 Bangladesh 8.941 0,15 ..
57 Irlanda 8.420 0,14 0,01
58 Portorico 8.226 0,14 0,00
59 Cuba 8.113 0,14 -0,10
60 Ungheria 7.938 0,13 -0,67
61 Hong Kong 7.035 0,12 0,06
62 Singapore 5.640 0,09 0,04
63 Siria 5.598 0,09 -0,02
64 Sudan 4.341 0,07 0,00
65 Tunisia 4.339 0,07 0,03
66 Ecuador 4.310 0,07 0,02
67 Cile 4.170 0,07 -0,13
68 Costa d’Avorio 3.894 0,06 0,02
69 Sri Lanka 3.859 0,06 -0,02
70 Congo R.D. 3.785 0,06 0,01
71 Birmania 3.682 0,06 -0,02
72 Guatemala 3.646 0,06 0,00
73 Uruguay 3.623 0,06 -0,02
74 Rep. Dominicana 3.599 0,06 0,02
75 Zimbabwe 3.518 0,06 0,01
76 Kenya 3.253 0,05 0,00
77 Libano 3.247 0,05 0,00
78 Camerun 3.066 0,05 0,02
79 Corea del Nord * 3.000 0,05 -0,05
80 Ghana 2.882 0,05 -0,06
81 Giamaica 2.854 0,05 0,01
82 Etiopia 2.669 0,04 -0,01
83 Vietnam del Nord* 2.500 0,04 -0,06
84 Trinidad e Tobago 2.482 0,04 0,01
85 Qatar 2.469 0,04 0,03
86 Zambia 2.463 0,04 0,00
87 Bolivia 2.460 0,04 0,01
88 Tanzania 2.381 0,04 0,00
89 Afghanistan 2.356 0,04 -0,01
90 Lussemburgo 2.350 0,04 0,01
91 Gabon 2.158 0,04 0,03
92 Oman 2.099 0,03 0,03
93 Albania (stima) 2.000 0,03 -0,01
94 Uganda* 2.000 0,03 0,00
95 Costa Rica 1.961 0,03 0,00
96 Senegal 1.896 0,03 0,00
97 Madagascar 1.844 0,03 0,00
98 Panamà 1.841 0,03 0,00
99 El Salvador 1.791 0,03 -0,01
100 Nicaragua 1.585 0,03 0,00

CLASSIFICA GENERALE 1985

    variazione1985-75
1 USA 3.877.000 29,51 3,84
2 Giappone 1.322.800 10,07 2,77
3 URSS 1.255.800 9,56 0,81
4 Germania ovest 667.340 5,08 -1,87
5 Francia 519.700 3,96 -1,69
6 Regno Unito 463.100 3,53 -0,38
7 Italia 424.800 3,23 0,03
8 Cina 367.900 2,80 0,44
9 Canada 343.900 2,62 -0,11
10 Brasile 213.700 1,63 -0,44
11 India 210.700 1,60 0,12
12 Australia 177.900 1,35 -0,25
13 Iran 167.330 1,27 0,41
14 Messico 164.900 1,26 -0,21
15 Spagna 161.500 1,23 -0,52
16 Polonia 145.080 1,10 0,01
17 Paesi Bassi 133.110 1,01 -0,44
18 Germania est 122.060 0,93 -0,03
19 Svizzera 105.979 0,81 -0,09
20 Arabia Saudita 102.244 0,78 0,14
21 Svezia 99.282 0,76 -0,45
22 Corea del Sud 92.270 0,70 0,35
23 Cecoslovacchia 91.450 0,70 -0,50
24 Indonesia 85.360 0,65 0,14
25 Nigeria 84.390 0,64 0,05
26 Belgio 83.317 0,63 -0,42
27 Austria 69.174 0,53 -0,10
28 Rep. Sudafricana 65.100 0,50 -0,12
29 Argentina 65.093 0,50 -0,28
30 Taiwan 60.738 0,46 0,35
31 Romania 57.658 0,44 -0,06
32 Norvegia 57.644 0,44 -0,03
33 Danimarca 57.436 0,44 -0,19
34 Algeria 54.500 0,41 0,17
35 Venezuela 53.865 0,41 -0,05
36 Finlandia 53.372 0,41 -0,05
37 Turchia 53.200 0,40 -0,20
38 Jugoslavia 50.600 0,39 -0,18
39 Iraq 46.778 0,36 0,13
40 Thailandia 41.270 0,31 0,07
41 Bulgaria 37.632 0,29 0,05
42 Pakistan 35.330 0,27 0,05
43 Grecia 35.252 0,27 -0,08
44 Colombia 34.980 0,27 0,05
45 Hong Kong 33.100 0,25 0,13
46 Filippine 32.640 0,25 -0,01
47 Malaysia 31.898 0,24 0,09
48 Egitto 29.700 0,23 0,01
49 Libia 28.500 0,22 0,01
50 Israele 27.000 0,21 -0,01
51 EUA 25.430 0,19 0,02
52 Kuwait 24.402 0,19 -0,01
53 Nuova Zelanda 24.050 0,18 -0,06
54 Ungheria 22.260 0,17 0,04
55 Portogallo 19.621 0,15 -0,10
56 Cuba 19.270 0,15 0,01
57 Singapore 18.921 0,14 0,05
58 Perù 18.912 0,14 -0,12
59 Cile 17.381 0,13 0,06
60 Siria 17.380 0,13 0,04
61 Irlanda 17.134 0,13 -0,01
62 Portorico 16.005 0,12 -0,02
63 Bangladesh 14.790 0,11 -0,04
64 Marocco 13.050 0,10 -0,05
65 Ecuador 10.324 0,08 0,01
66 Corea del Nord * 10.000 0,08 0,03
67 Oman 8.779 0,07 0,04
68 Tunisia 8.638 0,07 0
69 Trinidad e Tobago 8.461 0,06 0,02
70 Guatemala 8.333 0,06 0
71 Camerun 8.181 0,06 0,01
72 Vietnam 7.940 0,06 0,02
73 Sudan 7.412 0,06 -0,01
74 Afghanistan 7.200 0,05 0,01
75 Birmania 7.144 0,05 -0,01
76 Qatar 6.489 0,05 0,01
77 Angola 6.100 0,05 ..
78 Costa d’Avorio 6.076 0,05 -0,01
79 Kenya 5.887 0,04 -0,01
80 Sri Lanka 5.861 0,04 -0,02
81 Tanzania 5.859 0,04
82 Giordania 5.460 0,04 0,02
83 Zimbabwe 5.395 0,04 -0,02
84 Congo R.D. 5.168 0,04 -0,02
85 Rep. Dominicana 5.054 0,04 -0,02
86 Lussemburgo 4.951 0,04
87 Ghana 4.914 0,04 -0,01
88 Uruguay 4.864 0,04 -0,02
89 Etiopia 4.730 0,04
90 Yemen 4.680 0,04 0,02
91 Panamà 4.404 0,03
92 Gabon 4.175 0,03 -0,01
93 Bahrein 3.977 0,03 0,01
94 Brunei 3.938 0,03 0,01
95 El Salvador 3.692 0,03
96 Uganda 3.558 0,03
97 Paraguay 3.459 0,03
98 Costa Rica 3.225 0,02 -0,01
99 Honduras 3.190 0,02 -0,02
100 Bolivia 3.022 0,02 -0,02

CLASSIFICA GENERALE 2005

  Variazione 2005/85
1 USA 12.485.725 28,05 -1,46
2 Giappone 4.571.314 10,27 0,20
3 Germania 2.797.343 6,28 0,27
4 Cina 2.224.811 5,00 2,20
5 Regno Unito 2.201.473 4,95 1,42
6 Francia 2.105.864 4,73 0,77
7 Italia 1.718.903 3,86 0,63
8 Canada 1.130.208 2,54 -0,08
9 Spagna 1.126.565 2,53 1,30
10 ex URSS 1.045.604 2,35 -7,21
11 Corea del Sud 793.070 1,78 1,08
12 Brasile 789.315 1,77 0,14
13 India 775.410 1,74 0,14
14 Messico 768.437 1,73 0,47
15 Russia 766.180 1,72 ..
16 Australia 683.759 1,54 0,19
17 Paesi Bassi 625.271 1,40 0,39
18 Svizzera 367.513 0,83 0,02
19 Belgio 364.985 0,82 0,19
20 Turchia 362.461 0,81 0,41
21 Svezia 358.819 0,81 0,05
22 Taiwan 330.740 0,74 0,28
23 Arabia Saudita 314.195 0,71 -0,07
24 Austria 306.833 0,69 0,16
25 Polonia 300.533 0,68 -0,42
26 Norvegia 296.017 0,67 0,23
27 Indonesia 276.004 0,62 -0,03
28 Danimarca 259.746 0,58 0,14
29 Rep. Sudafricana 239.144 0,54 0,04
30 Grecia 222.878 0,50 0,23
31 Irlanda 199.722 0,45 0,32
32 Iran 196.409 0,44 -0,83
33 Finlandia 193.491 0,43 0,02
34 Portogallo 183.436 0,41 0,26
35 Hong Kong 177.723 0,40 0,15
36 Argentina 177.340 0,40 -0,10
37 ex Cecoslovacchia 170.366 0,38 -0,32
38 Thailandia 168.774 0,38 0,07
39 EUA 133.768 0,30 0,11
40 Venezuela 132.848 0,30 -0,11
41 Malaysia 130.796 0,29 0,05
42 Rep. Ceca 123.603 0,28 ..
43 Israele 123.526 0,28 0,07
44 Colombia 122.269 0,27
45 Pakistan 118.472 0,27
46 Singapore 117.882 0,26 0,12
47 Cile 113.956 0,26 0,13
48 ex Jugoslavia 112.313 0,25 -0,14
49 Ungheria 109.483 0,25 0,08
50 Nuova Zelanda 108.547 0,24 0,06
51 Algeria 105.014 0,24 -0,17
52 Nigeria 99.147 0,22 -0,42
53 Romania 98.566 0,22 -0,22
54 Filippine 97.653 0,22 -0,03
55 Egitto 93.045 0,21 -0,02
56 Ucraina 81.664 0,18 ..
57 Portorico 78.808 0,18 0,06
58 Perù 78.576 0,18 0,04
59 Kuwait 74.598 0,17 -0,02
60 Bangladesh 60.970 0,14 0,03
61 Kazakistan 56.088 0,13 ..
62 Marocco 51.986 0,12 0,02
63 Vietnam 50.900 0,11 0,05
64 Cuba 46.932 0,11 -0,04
65 Slovacchia 46.763 0,11 ..
66 Libia 38.735 0,09 -0,13
67 Qatar 37.852 0,09 0,04
68 Croazia 37.553 0,08 ..
69 Lussemburgo 34.184 0,08 0,04
70 Slovenia 34.030 0,08 ..
71 Iraq 33.379 0,07 -0,29
72 Ecuador 33.062 0,07 -0,01
73 Oman 30.325 0,07
74 Tunisia 30.185 0,07
75 Rep. Dominicana 29.209 0,07 0,03
76 Sudan 27.699 0,06
77 Guatemala 27.366 0,06
78 Angola 27.224 0,06
79 Bielorussia 27.072 0,06
80 Siria 26.442 0,06
81 Serbia-Montenegro 26.215 0,06
82 Bulgaria 25.805 0,06
83 Lituania 25.726 0,06
84 Sri Lanka 23.514 0,05
85 Libano 22.052 0,05
86 Costa Rica 19.782 0,04
87 Kenya 19.184 0,04
88 Turkmenistan 17.666 0,04
89 Camerun 16.991 0,04
90 El Salvador 16.900 0,04
91 Cipro 16.652 0,04
92 Lettonia 16.648 0,04
93 Costa d’Avorio 16.204 0,04
94 Uruguay 15.926 0,04
95 Trinidad e Tobago 15.870 0,04
96 Islanda 15.823 0,04
97 Panamà 15.234 0,03
98 Yemen 15.193 0,03
99 Bahrein 13.343 0,03
100 Estonia 13.108 0,03

CLASSIFICA GENERALE 2014

  Var. 2014-05
1 USA 17.418.925 22,48 -5,57
2 Cina 10.380.380 13,39 8,39
3 Giappone 4.616.335 5,96 -4,31
4 Germania 3.859.547 4,98 -1,30
5 Regno Unito 2.945.146 3,80 -1,15
6 Francia 2.846.889 3,67 -1,06
7 Brasile 2.353.025 3,04 1,27
8 Italia 2.147.952 2,77 -1,09
9 India 2.049.501 2,64 0,90
10 Russia 1.857.461 2,40 0,68
11 Canada 1.788.717 2,31 -0,23
12 Australia 1.444.189 1,86 0,32
13 Corea del Sud 1.416.949 1,83 0,05
14 Spagna 1.406.855 1,82 -0,71
15 Messico 1.282.725 1,66 -0,07
16 Indonesia 888.648 1,15 0,53
17 Paesi Bassi 866.354 1,12 -0,28
18 Turchia 806.108 1,04 0,23
19 Arabia Saudita 752.459 0,97 0,26
20 Svizzera 712.050 0,92 0,09
21 Nigeria 573.652 0,74 0,52
22 Svezia 570.137 0,74 -0,07
23 Polonia 546.644 0,71 0,03
24 Argentina 540.164 0,70 0,30
25 Belgio 534.672 0,69 -0,13
26 Taiwan 529.550 0,68 -0,06
27 Norvegia 500.244 0,65 -0,02
28 Austria 437.123 0,56 -0,13
29 Iran 404.132 0,52 0,08
30 EUA 401.647 0,52 0,22
31 Colombia 384.901 0,50 0,23
32 Thailandia 373.804 0,48 0,10
33 Rep. Sudafricana 350.082 0,45 -0,09
34 Danimarca 340.806 0,44 -0,14
35 Malaysia 326.933 0,42 0,13
36 Singapore 308.051 0,40 0,14
37 Israele 303.771 0,39 0,11
38 Hong Kong 289.628 0,37 -0,03
39 Egitto 286.435 0,37 0,16
40 Filippine 284.927 0,37 0,15
41 Finlandia 271.165 0,35 -0,08
42 Cile 257.968 0,33 0,07
43 Pakistan 250.136 0,32 0,05
44 Irlanda 246.438 0,32 -0,13
45 Grecia 238.023 0,31 -0,19
46 Portogallo 230.012 0,30 -0,11
47 Iraq 221.130 0,29 0,22
48 Algeria 214.080 0,28 0,04
49 Kazakistan 212.260 0,27 0,14
50 Qatar 210.002 0,27 0,22
51 Venezuela 205.787 0,27 -0,03
52 Rep. Ceca 205.658 0,27 -0,01
53 Perù 202.948 0,26 0,08
54 Romania 199.950 0,26 0,04
55 Nuova Zelanda 198.118 0,26 0,02
56 Vietnam 186.049 0,24 0,13
57 Bangladesh 185.415 0,24 0,10
58 Kuwait 172.350 0,22 0,05
59 Ungheria 137.104 0,18 -0,07
60 Ucraina 130.660 0,17 -0,01
61 Angola 128.564 0,17 0,11
62 Marocco 109.201 0,14 0,02
63 Portorico 105.149 0,14 -0,04
64 Ecuador 100.755 0,13 0,07
65 Slovacchia 99.971 0,13 0,02
66 Cuba 78.694 0,10 -0,01
67 Oman 77.775 0,10 0,03
68 Bielorussia 76.139 0,10 0,04
69 Sri Lanka 74.588 0,10 0,05
70 Azerbaigian 74.145 0,10 0,07
71 Sudan 73.816 0,10 0,04
72 Rep. Dominicana 64.077 0,08 0,01
73 Birmania 62.802 0,08 0,07
74 Uzbekistan 62.619 0,08 0,05
75 Lussemburgo 62.395 0,08
76 Kenya 60.770 0,08 0,04
77 Guatemala 60.422 0,08 0,02
78 Croazia 57.159 0,07 -0,01
79 Bulgaria 55.837 0,07 0,01
80 Uruguay 55.143 0,07 0,03
81 Etiopia 52.335 0,07 0,04
82 Libano 49.919 0,06 0,01
83 Slovenia 49.506 0,06 -0,02
84 Tunisia 48.553 0,06 -0,01
85 Lituania 48.232 0,06
86 Costa Rica 48.144 0,06 0,02
87 Turkmenistan 47.932 0,06 0,02
88 Tanzania 47.932 0,06 0,03
89 Serbia 43.866 0,06
90 Panamà 43.784 0,06 0,03
91 Yemen 43.229 0,06 0,03
92 Libia 41.148 0,05 -0,04
93 Ghana 38.648 0,05 0,03
94 Giordania 35.765 0,05 0,02
95 Siria 35.164 0,05 -0,01
96 Congo R.D. 34.677 0,04 0,02
97 Bolivia 34.425 0,04 0,02
98 Costa d’Avorio 33.956 0,04
99 Bahrein 33.862 0,04 0,01
100 Lettonia 31.970 0,04

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