So benissimo che le petizioni servono a poco, a pochissimo. Meglio uno sciopero generale (o anche uno sciopero limitato) e persino una manifestazione (di massa!) piuttosto che 100 petizioni. Però, visto che se ne parla così poco, ho lanciato una petizione su Change.org. Se qualcuno vuole firmarla…così, tanto per non dimenticare come è nato il 1º maggio….

Lavorare meno, lavorare tutti! – Firma la petizione! https://www.change.org/p/lavorare-meno-lavorare-tutti?recruiter=3428248&utm_source=share_petition&utm_medium=twitter&utm_campaign=share_twitter_responsive via @ChangeItalia

Lavorare meno, lavorare tutti!

La produttività media di un lavoratore italiano è oggi oltre 7 volte quella del 1970. Quindi, visto che la settimana lavorativa era allora di 44 ore, dovremmo lavorare (a parità di potere d’acquisto del salario) circa 6 (sei!) ore la settimana: cioè meno di un’ora e mezza al giorno. Ammettiamo che una parte di questo “guadagno” in produttività debba essere destinato all’ammortamento dei costi per gli investimenti nelle nuove tecnologie. Che, ne so: un quarto del totale? Metà? Anche considerando la metà, si tratterebbe di 22 ore alla settimana. Più 6 fa 28. Kenyes diceva già negli anni ’30 che sarebbe stata possibile la settimana di 20 (venti!) ore. Noi ci accontenteremmo (per ora), di una settimana di 30 ore (ovviamente pagate 40). In questo caso i progressi tecnologici degli ultimi 45 anni andrebbero finalmente a vantaggio dei lavoratori e della società, non di pochi privilegiati i cui profitti sono arrivati alle stelle. Tra l’altro la riduzione secca del 25% delle ore lavorate porterebbe al riassorbimento della disoccupazione.

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