I giudici della Cassazione hanno ribadito, dando ragione prima al Comune di Livorno contro una scuola gestita da suore e poi al Comune di Orvieto contro un istituto religioso proprietario di un hotel, un principio che dovrebbe in realtà essere ovvio: chi fa impresa deve pagare le tasse. E chi fa pagare un retta e remunera i fattori produttivi non può dire di svolgere attività non lucrativa.
A Brescia come è la situazione, visto che in molte parti d’Italia le scuole confessionali non pagano le tasse comunali? I grandi immobili della curia bresciana messi a profitto con veri e propri imperi didattici contribuiscono al bilancio comunale o sono solo un costo per la comunità? Cercheremo di saperlo e informare.
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