Pubblichiamo questo articolo di Andrea Ferrario, dove viene citata la vicenda Nexperia, vicenda sintomatica dell’approccio di alcuni governi europei pronti ad adeguarsi alle direttive di guerra commerciale del governo statunitense più di quanto lo sia Trump stesso. Nexperia società Hi tech olandese controllata dalla cinese Wingtech e integrata nel suo ecosistema produttivo, viene “espropriata” dal governo olandese per accondiscendere alle sanzioni secondarie che l’amministrazione trump aveva applicato alle aziende controllate da aziende cinesi. La risposta cinese è stata semplice e immediata, ha interrotto la fornitura di componenti essenziali all’attività produttiva di Nexperia, paralizzando l’operatività dell’azienda. Nelle settimane scorse l’accordo tra usa e Cina che toglie le sanzioni, ma il problema per il governo olandese rimane, o restituire l’azienda ai cinesi o mantenerla chiusa. (Sauro )

di Andrea Ferrario

Alle tensioni tra Stati Uniti e Cina si aggiungono inaspettatamente quelle tra Germania e Cina, in un’escalation diplomatica che sta assumendo contorni sempre più preoccupanti per l’economia europea. Il ministro degli esteri tedesco Johann Wadephul ha dovuto cancellare all’ultimo momento una visita ufficiale a Pechino prevista per domenica scorsa, dopo che la controparte cinese aveva annullato quasi tutti gli appuntamenti programmati. 

L’affronto ha segnato un punto di rottura nelle relazioni bilaterali, con Pechino che avrebbe addirittura posto come condizione per ulteriori incontri la ritrattazione di alcune dichiarazioni critiche del ministro tedesco sulla questione taiwanese e sul Mar Cinese Meridionale. Un episodio senza precedenti da trent’anni a questa parte, che rivela quanto profonda sia diventata la frattura tra Berlino e la capitale cinese.

Dietro lo scontro diplomatico si nasconde una crisi economica che rischia di paralizzare interi settori dell’industria tedesca. Pechino ha drasticamente ridotto le esportazioni di terre rare verso l’Europa, lasciando alcune aziende tedesche costrette a fermare la produzione. La dipendenza dalla Cina per questi materiali critici è schiacciante, con il 93% delle terre rare europee che proviene dal gigante asiatico. 

Il settore farmaceutico presenta vulnerabilità altrettanto allarmanti, con oltre il 30% dei principi attivi essenziali per la sanità di base che diventerebbe irreperibile in caso di blocco delle esportazioni cinesi. Gli antibiotici rappresentano il caso più critico, con i precursori delle penicilline comuni prodotti quasi esclusivamente in territorio cinese. 

Recentemente anche il settore dei semiconduttori ha vissuto momenti di panico quando Nexperia, azienda olandese controllata dal gruppo cinese Wingtech, ha sospeso le forniture a Volkswagen nel contesto della guerra commerciale tra Pechino e Washington.

La risposta tedesca segna un cambio di paradigma nella politica estera europea verso la Cina. Mentre in passato il governo di Berlino aveva privilegiato una linea morbida, spinto dalle pressioni delle grandi aziende tedesche che hanno accumulato profitti straordinari nel mercato cinese durante gli anni 2010, oggi l’esecutivo guidato da Friedrich Merzsembra determinato ad agire con maggiore fermezza. 

La cancellazione della visita ministeriale rappresenta un messaggio di rifiuto a piegarsi alle pressioni di Pechino. Il regime cinese sta sfruttando le dipendenze costruite negli anni per perseguire obiettivi geopolitici, testando fino a che punto può disciplinare gli attori europei sulla questione taiwanese. Wadephul si recherà invece a Bruxelles per incontrare il segretario generale della Nato Mark Rutte, il ministro indiano del commercio Piyush Goyal e altri alti funzionari europei, con l’obiettivo di discutere soluzioni alternative per garantire forniture stabili di materie prime critiche e semiconduttori.


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