Qualcuno (probabilmente molti) accuseranno di “nichilismo” o “ultrasinistrismo” questo intervento di Mario. Come sua abitudine, colpisce di sciabola, non certo di fioretto. Ma forse, in tempi bui, bisogna ricorrere ad armi “poco signorili” per scuotere le coscienze. (FG)
Non ho mai dato soverchia importanza alle campagne di boicottaggio.
È una forma di “lotta” tipica della piccola borghesia che al massimo mette in gioco la sua faccia e al limite il suo portafoglio.
Un voto non costa nulla e nemmeno una firma su una petizione, su una supplica, un invito a nominare cavaliere il proprio paladino, a dare il “nobel” al proprio punto di riferimento mediatico.
Scegliere di non comprare un prodotto e sostituirlo con quello della concorrenza è già all’apparenza una forma di lotta più “incisiva”.
Solo all’apparenza.
A parte il fatto che il “concorrente” magari non “ammazza” i bambini, per tramite dello Stato di riferimento, ma probabilmente ne sfrutta il lavoro e li condanna a una vita da schiavi.
Ed in ogni caso produce per procurarsi profitto.
Non esistono merci che non producono profitto.
E non esistono imprese capitaliste “eticamente” sostenibili.
Il mercato è immorale per sua natura perché, nell’atto stesso in cui si compra un qualsiasi bene, si realizza un crimine.
Il furto di valore prodotto dalla forza lavoro umana.
Il boicottaggio dei prodotti della concorrenza è un vecchio strumento da sempre usato nella corsa ad accaparrarsi i mercati.
E non mi meraviglierei affatto se dietro campagne di “alto valore morale” ci sia il solito immorale “imprenditore” che le finanzia per portare acqua e quattrini al suo mulino.
Dovete prenderne atto.
Qualsiasi capitalista boicottate ne avvantaggiate un altro.
E boicottare il capitale non si può perché TUTTO ciò che compriamo è prodotto nelle stesse forme e negli stessi modi ovunque nel mondo.
E’ una forma di protesta assolutamente inutile, a parte il fatto che serve a mettere a posto la coscienza del fariseo.
Lo stesso che, per boicottare i prodotti di una nazione infame usa, il suo telefonino che gli costerebbe dieci volte di più se non fosse il prodotto di una filiera economica che prevede lo sfruttamento minorile, documentato, nelle miniere dove vengono estratti i materiali necessari a costruirlo.
Lo stesso che, dopo aver boicottato l’economia dell’odiato nemico si gode il suo piatto di pasta e sugo senza nemmeno preoccuparsi dello sfruttamento bestiale che comporta produrre e raccogliere una cassetta di pomodori.
Ma c’è un altro elemento che rende questa forma di lotta elitaria e destinata a non produrre nessun effetto.
Il lavoratore salariato, la maggioranza della popolazione, non sceglie cosa comprare. Non può permetterselo.
Il suo reddito da lavoro è tale che gli permette appena di sopravvivere.
Compra le merci e il cibo spazzatura che il mercato produce per le classi dominate.
Non può decidere di comprare il prodotto “eticamente sostenibile” e “politicamente corretto”.
Compra quello che costa di meno.
A volte è pure costretto a rinunciare al consumo di beni elementari.
A rinunciare perfino alle medicine.
A boicottare gli stessi mezzi che gli permettono di vivere.
Nelle rivolte i supermercati e i negozi si saccheggiano il che è l’unica forma reale di boicottaggio del capitale.
E in guerra l’unica forma di lotta in grado di incidere sulle scelte dei propri governi è sabotare le industrie belliche, fermare coi propri corpi i carichi di armi, denunziare pubblicamente e isolare i fomentatori di conflitti.
Organizzare la lotta contro le conseguenze della guerra che, prima che le bombe ci cascano sulla testa, avranno già ridotto alla fame la maggioranza della popolazione.
Ma una sinistra “antagonista” nata sul terreno della pace sociale, sul terreno della democrazia, non è in grado di costruire un reale movimento di resistenza alla guerra.
Non è in grado nemmeno di comprendere la posta in gioco.
Continua a saltellare da un isolotto e l’altro della palude mentre le dighe che proteggono le sue acque stagnanti stanno cedendo sotto l’impeto della tempesta annunciata.
E all’arrivo di quella tempesta saranno i primi a essere spazzati via.
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