Io non nego che esiste il sionismo, che Israele è uno stato confessionale con una ideologia aberrante, siete voi che negate che i suoi nemici sono fatti della stessa pasta, con una ideologia aberrante al pari del sionismo.

Siete voi che nascondete a voi stessi il carattere reazionario dell’islamismo.

Che fate finta di non sapere che il modello a cui Hamas fa riferimento non è la Palestina “libera, laica e socialista” ma l’Afghanistan dei talebani.

Il carattere codista del “sostegno alla resistenza” di Hamas non può essere cancellato dalle chiacchiere e dalle “analisi” e dalla “teoria” che è pure obsoleta e che fa riferimento a una storia ormai passata, i cui attori sono morti e sepolti.

Cosi come sono cambiate le condizioni materiali che quella teoria l’avevano prodotta.

L’idea demenziale che la rivoluzione islamista possa svolgere un ruolo “progressista” e trasformarsi in corso d’opera in rivoluzione “democratica” e perfino socialista non è prodotta dalla “storia” passata.

E’ un prodotto di oggi, frutto della demenza delle “avanguardie” che hanno perso ogni legame con la classe di cui dicono di essere espressione.

Un piccolo passo ancora e recupererete Hitler, laico, antimperialista, antisionista, amico dei popoli arabi in lotta contro il colonialismo delle potenze dominanti, amico di Gandhi e della lotta per l’indipendenza nazionale dell’India.

O il Mussolini che “sguaina la spada dell’islam” e inaugura (l’unico in Italia) il monumento a Simon Bolivar.

Di che vi scandalizzate. I fascisti erano nazional-socialisti. Odiavano gli ebrei, gli inglesi gli americani e i comunisti al pari degli ayatollah che governano l’Iran usando gli stessi metodi degli israeliani.

L’idea che la lotta al “sionismo” abbia di per se “valore” positivo a prescindere da chi lo combatte è una idea reazionaria.

E voi siete reazionari come i piccoli borghesi “eversori” che vanno alla ricerca di qualche protettore e di qualche padrone da servire.

La questione non è nemmeno discutere se l’epoca delle “lotte di liberazione nazionale” sia finita.

Scomodare Lenin e Nasser e la buon’anima di Ho Chi Minh.

La questione è che questa non è una lotta di liberazione nazionale.

L’islamismo è quanto di più antinazionale ci possa essere, non unisce le borghesie e i popoli delle nazioni oppresse secondo lo schema tanto caro ai teorici del diritto delle nazioni a autodeterminarsi.

L’islamismo è divisivo, settario, i suoi obiettivi non hanno nulla a che vedere con le aspirazioni nazionali dei popoli.

Non c’è un obiettivo “comune”.

Non c’è un pezzo di strada da fare assieme.

Netanyahu ha vinto ma anche Hamas ha vinto.

È questo che non riuscite a capire visto che non avete più un punto di riferimento, una identità, un legame reale con le forze materiali concrete, con una umanità fatta di carne e di sangue.

Essendo profondamenti ignoranti, nonostante i tanti libri letti, di quell’ignoranza che nasce dall’essere fuori dal “movimento reale”, dall’essere incapaci di vivere le contraddizioni e i conflitti della nostra epoca, siete incapaci di comprendere che Hamas ha vinto proprio nel momento stesso in cui Israele ha accettato la sua provocazione.

Che il genocidio di Gaza, che chiude definitivamente ogni possibilità di compromesso, è esattamente quello che Hamas voleva.

Bastava leggere i suoi proclami, le sue analisi, studiare la sua storia, guardare chi erano i suoi finanziatori, a quale “sala di regia” rispondevano.

Un “fiume di sangue” affinché non sia mai più possibile che un ebreo e un islamico potessero guardarsi in faccia senza odiarsi.

Una oscena campagna di reclutamento alla “guerra santa” effettuata attraverso il “martirio obbligato” del popolo palestinese.

I martiri prima o poi si stancano di fare i martiri.

E chi non ci crede finisce sempre appeso a testa in giù.


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