Ed eccoci di nuovo alle stucchevoli prime pagine dei quotidiani e dei TG mainstream (o “borghesi” per i veteromarxisti come il sottoscritto). Il notevole risultato del partito di estrema destra, ironicamente autodefinitosi “della Libertà” (FPÖ), ottenuto dallo spostamento a destra di un terzo degli ex elettori democristiani (ÖVP), è ovviamente LA NOTIZIA. Peccato che i nostri commentatori, che hanno mediamente la memoria di un pesce rosso, dimentichino che il suddetto partito non ha fatto che recuperare i voti che aveva perso cinque anni fa a favore dei democristiani. Un numero di voti e una percentuale analoga a quella raccolta nel 1999 (25 anni fa!) dallo stesso FPÖ sotto la guida del famigerato Jörg Haider (chi se lo ricorda? Era sulle prime pagine dei giornali, un quarto di secolo fa!). Comunque, eccovi i dati numerici (in migliaia di voti, ovviamente).

partitoVoti 2024%2024Voti 2019% 2019diff. Voti 24/19
FPÖ137529,277316,2602
ÖVP124726,5178937,5-542
NEOS4229,03878,135
DESTRA304464,7294961,895
SPÖ99121,0101221,2-21
Verdi3788,066413,9-286
KPÖ1102,3330,777
altri sinistra721,6891,9-17
SINISTRA155132,9179837,7-247

Come si vede, i rapporti di forza elettorali, già sfavorevoli alla sinistra (intesa in senso molto ampio, comprendendo socialdemocratici e verdi), non sono cambiati di molto. A destra c’è una radicalizzazione pronunciata (ma simile a quella degli anni precedenti al 2019, quando il nuovo boss dei democristiani, Kurz, spostò a destra il partito sottraendo voti ai razzisti dichiarati del FPÖ). Una specie di partita di giro, quindi. A sinistra, un po’ come è successo in Germania, il crollo dei Verdi (che di verde hanno ormai solo una verniciatina superficiale) fa da contrasto alla tenuta dei socialdemocratici e al piccolo spostamento verso sinistra di una parte dei loro elettori. Il KPÖ (il partito comunista austriaco), pur deludendo in parte le aspettative (dopo le recenti vittorie a Graz e Salisburgo ci si aspettava di più) quasi quadruplica in voti e in percentuale, e le altre forze (i dissidenti dei verdi, il partito legato al movimento europeo di Varoufakis, ecc.) recuperano quasi tutti i voti che nel 2019 erano andati ai dissidenti ecologisti di Jetz. Le forze a sinistra dei socialisti passano perciò da 122 mila (2,6%) a 182 mila voti (3,9%). Ci sarebbe poi da capire dove sistemare gli elettori del partito punk-satirico della BIRRA, che passa dai 5 mila voti (0,1%) di cinque anni fa ai 94 mila (2,0%) di oggi, e che mi sembra, se non dichiaratamente di sinistra, sicuramente non di destra. Non c’è certo da stare allegri, ovvio. Ma questa storia di gridare “al lupo, al lupo” ogni volta che l’estrema destra supera una certa soglia (e, come ho già scritto sopra, nel caso austriaco è tutt’altro che una novità negli ultimi 30 anni) mi ricorda un giochino piuttosto stucchevole.

Flavio Guidi


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