1972: Cronologia bresciana
Gennaio – Il PSIUP bresciano sempre più vicino al PCI: sui suoi giornali cresce la polemica con i gruppi “extraparlamentari”.
14 gennaio – In un lungo documento di 16 pagine, il “Movimento Studentesco Bresciano” sviluppa un’analisi della situazione bresciana, italiana ed internazionale. Si criticano apertamente i “gruppuscoli massimalisti” e in modo meno chiaro gli “opportunisti di destra” revisionisti (senza citare PCI e PSIUP). Si tratta del coronamento sostanziale dell’adesione della maggioranza del gruppo dirigente alle tesi del MS della Statale (Capanna-Toscano), anche se la formalizzazione impiegherà ancora un anno per stabilizzarsi.
21 gennaio – Sciopero generale provinciale indetto dalla Federazione CGIL-CISL-UIL, a cui partecipa, con un corteo autonomo, il Movimento Studentesco ed in genere i gruppi dell’estrema sinistra.
3 febbraio – Aggressione neofascista agli studenti del “Calini”. In seguito a ciò, sciopero e corteo che raggiunge il Moretto, l’IPF e l’Abba.
4 febbraio – Altra giornata di sciopero studentesco cittadino, con corteo e comizio in Piazza Loggia, per protestare contro l’aggressione al Calini.
8 febbraio – In seguito ad episodi di sabotaggio all’interno della fabbrica, la direzione dell’OM denuncia alla magistratura alcuni lavoratori. Proteste di FIOM-FIM-UILM.
11 febbraio – Resi noti i 27 nomi dei lavoratori denunciati per le forme di lotta dure: tra di loro due dirigenti sindacali, Sclavi (FIOM) e Castrezzati (FIM). Cresce la tensione in fabbrica.
14 febbraio – Comizio dell’UCI (m-l) in Piazza Duomo. Nel pomeriggio si aggiungono altri militanti della stessa organizzazione che protestano in occasione del matrimonio della figlia del sindaco democristiano Bruno Boni: quattro militanti dell’UCI m-l vengono arrestati e malmenati
24 febbraio – Il giudice Arcai ordina perquisizioni nelle sedi di vari gruppi “extraparlamentari”. Sequestrati volantini nella sede della Lega m-l.
25/26 febbraio – Precongresso bresciano delle ACLI (il primo sotto la presidenza Anni) per eleggere i delegati al congresso nazionale. La destra interna non si presenta neppure, dando per scontata la scissione. Vince, con circa l’80% dei voti, la lista “unitaria” (dalla nuova sinistra alla sinistra DC) presentata da Anni.
28 febbraio – Condannato ad altri due mesi di prigione militare Claudio Bedussi, già detenuto a Peschiera per obiezione di coscienza. Proteste del Movimento Nonviolento e della sinistra extraparlamentare.
2 marzo – Manifestazione degli operai OM, Radiatori, Breda e Sant’Eustacchio, con presidio davanti al GdB, a cui aderisce il Movimento Studentesco. Agli inizi della mattinata scontri tra neofascisti e studenti del MS davanti al Gambara. Saputo degli incidenti, varie centinaia di militanti dei gruppi “extraparlamentari” raggiungono la sede del MSI in via Matteotti, presidiata dalla polizia, che carica i dimostranti. Nello stesso giorno Sciopero studentesco in Valle Camonica, con corteo nel centro di Darfo-Boario Terme (500 persone secondo il GdB).
2 marzo – In un volantino gli anarchici bresciani criticano Pietro Valpreda per aver accettato di candidarsi nelle liste del Manifesto.
11 marzo – Manifestazione “contro la svolta a destra” di studenti ed operai a Salò, indetta da PCI, PSIUP e sinistra extraparlamentare. Nello stesso giorno manifestazione antimilitarista a Brescia in solidarietà all’obiettore Claudio Bedussi: Tavola rotonda alla Cavallerizza “Obiezione di coscienza: strategia di lotta anticapitalistica”, organizzata dal Movimento Nonviolento
12 marzo – Gli operai occupano l’Ideal Standard per impedire 400 licenziamenti.
14 marzo – Volantino del Movimento Studentesco in cui si attaccano duramente per il loro “estremismo parolaio” Avanguardia Operaia, Lotta Continua, Potere Operaio (inesistente a Brescia) e Lotta Comunista. Ulteriore consolidamento del MS come organizzazione politica, in sintonia con il MS della Statale (Capanna-Toscano).
17 marzo – Numerose perquisizioni eseguite dai Carabinieri in abitazioni di militanti della sinistra extraparlamentare
21 marzo – Presentate le liste del Manifesto a Brescia e Bergamo.
22 marzo – Presentate le liste del MPL a Brescia e Bergamo.
24 marzo – Presentate le liste del PCI (m-l) a Brescia e Bergamo
31 marzo – Fine dell’occupazione dell’Ideal Standard, dopo che la direzione ha ritirato i 400 licenziamenti.
1 aprile – Il Centro Lenin di Brescia dà indicazione di voto al PCI.
15 aprile – In occasione del comizio di Almirante in Piazza Loggia, una manifestazione della sinistra extraparlamentare viene caricata dalla polizia. Ne nascono scontri nella zona del Carmine che proseguono fino alle 20. Fermati 45 militanti della sinistra “extraparlamentare”.
16 aprile – Dei 45 fermati, 9 vengono arrestati
18 aprile – Tre dei 9 arrestati vengono rilasciati. Nel pomeriggio assemblea dell’ala del movimento studentesco contrapposta al “nuovo” MS “partitico”, organizzata da AO, LC, Manifesto, ecc. Viene disturbata da numerosi militanti del MS (Capanna-Toscano).
19 aprile – Assemblea alla Cavallerizza del MS “ufficiale”, in cui vengono attaccati i “gruppini avventuristi e parolai”. In città viene distribuito un volantino firmato “Freaks”, in cui si polemizza con partiti, sindacati e gruppi extraparlamentari, rivendicando una “vita felice da subito, senza il lavoro”
25 aprile – Al comizio ufficiale della Festa della Liberazione prende la parola anche un militante del MS
30 aprile – Scontri tra manifestanti dell’estrema sinistra e carabinieri che difendevano un comizio missino ad Orzinuovi. Tre militanti della sinistra vengono arrestati
1 maggio – Gli anarchici bresciani invitano, come al solito, all’astensione nelle prossime elezioni, così come molti gruppi della sinistra extraparlamentare (AO e LC in primis). Manifesto, MPL (di cui solo alcuni aderiranno in seguito all’estrema sinistra) e PCI (m-l) ovviamente chiedono il voto alle rispettive liste, mentre il Centro Lenin (OLC) invita a votare PCI. Il MS non si pronuncia né in un senso né nell’altro. Si inaugura la tradizione (interrotta solo nel 1976) ad andare alla scadenza elettorale in ordine sparso.
7 maggio – Elezioni anticipate, per la prima volta nella storia della Repubblica. A Brescia la “nuova sinistra” (Manifesto e PCI m-l), ottiene 1.043 voti (0,75%, meno della media nazionale). Il MPL ottiene 1018 voti (0,73%, quasi il doppio della media nazionale). In 72 comuni (un terzo del totale) Manifesto e PCI (m-l) superano l’1% (tra i quali Darfo, Montichiari, Lonato, Nave, Provaglio d’Iseo, Pisogne, Travagliato, Verolanuova). In 6 comuni superano il 2% (Capo di Ponte, Incudine, Nuvolera, Prestine, Treviso Bresciano), in 1 (Milzano) il 3%.
19 maggio – Manifestazione per il Vietnam indetta dal MS.
31 maggio – Perquisita la sede di LC in via Milano 75 e quella del “Gruppo Lenin” di Piancogno, oltre che le abitazioni di vari militanti, tra i quali due fratelli di Rezzato, militanti di un non meglio precisato “Movimento marxista-leninista”, che vengono arrestati con l’accusa di detenzione di armi ed esplosivi.
5 giugno – Tafferugli davanti ai cancelli della Ruggeri (dove lavorano vari militanti dell’estrema sinistra), da 37 giorni in sciopero. Polizia e carabinieri aggrediscono gli operai per permettere l’entrata di una decina di crumiri.
8 luglio – Il IV congresso provinciale del PSIUP decide a larga maggioranza l’entrata nel PCI. Solo il 4% degli iscritti (142) decide la continuazione dell’esperienza, dando vita, con l’ala sinistra del disciolto MPL, al Partito di Unità Proletaria.
16 settembre – Manifestazione antifascista. Il MS e l’estrema sinistra fanno corteo da Piazza Garibaldi a Piazza Loggia (dove c’è il CUPA), polemizzando per la presenza della DC.
30 settembre – Sit-in in Piazza Loggia del Movimento Nonviolento in solidarietà con gli obiettori e contro il militarismo
16 ottobre – Sciopero di tutte le scuole indetto dal MS.
30 ottobre – Assemblea generale studentesca alla Cavallerizza per preparazione nuovo sciopero.
31 ottobre – Sciopero studentesco regionale, indetto dal MS e da tutti i gruppi della sinistra extraparlamentare.
1 novembre – Conferenza su Resistenza e antifascismo indetta alla Cavallerizza dagli anarchici, alla presenza di Renzo Vanni, ex comandante garibaldino della zona delle Apuane.
11 novembre – Manifestazione pro vittime politiche da Piazza Garibaldi al Carmine (davanti al cinema Moderno) indetta dagli anarchici.
15 novembre – Volantino per la liberazione di Valpreda firmato da AO, LC, PCI (m-l), OC (m-l). Nello stesso giorno iniziativa antimilitarista organizzata dal Movimento Nonviolento, Gruppo nonviolento Botticino, GTE Volta, Comunità Badia
27 novembre – Attività (volantinaggi, comizi volanti, scritte) del MS in solidarietà a Valpreda e contro la “Strage di Stato”.
30 novembre – Volantino del MS in cui si attaccano i “revisionisti” della FGCI. Dopo la rottura verso “sinistra”, completata anche la rottura verso “destra”: il MS è ormai definitivamente, a Brescia come a Milano, un gruppo politico della sinistra extraparlamentare.
3 dicembre – Un commando neofascista, guidato da Paolo De Nora, entra al bar Frascati, noto ritrovo di militanti dell’estrema sinistra in Piazzetta Vescovado, e fa fuoco contro Mario Paris, militante di LC, ferendolo gravemente.
4 dicembre – Grande assemblea del MS alla Cavallerizza con Mario Capanna.
6 dicembre – Manifestazione antifascista in Piazza Loggia per protestare contro l’aggressione a Mario Paris. In serata vengono lanciate bottiglie molotov contro la sede della CISNAL.
7 dicembre – Sciopero di mezz’ora proclamato dalla Federazione CGIL-CISL-UIL per protestare contro l’aggressione a Mario Paris.
8 dicembre – Il Consiglio Provinciale delle ACLI emette un comunicato in cui critica l’accordo nazionale tra il “centro” (Gabaglio) e la destra (Pozzar) delle ACLI, temendo un’involuzione rispetto alla “scelta di classe” degli ultimi tre anni.
12 dicembre – Giornata di mobilitazione contro la strage di stato e il fermo di polizia indetta da quasi tutti i gruppi extraparlamentari
19 dicembre – Sciopero generale contro il fermo di polizia. Diffuso, tra gli altri, un volantino unitario di Manifesto, Centro Lenin (OLC) e Fronte Unito (OC-ml)
20 dicembre – Aggressione neofascista davanti all’Arnaldo. Ferita una giovane militante di sinistra.
23 dicembre – Una manifestazione per il Vietnam, indetta da PCI, PSI, PRI, ACLI e FLM, a cui partecipano numerosi militanti della nuova sinistra, percorre il centro storico di Brescia.
Il quinto anno della nostra ricerca vede una certa ripresa dell’attenzione da parte del Gdb, che dedica 36 articoli all’oggetto del nostro interesse. L’opposto avviene per il settimanale diocesano (6 articoli), mentre sia La Verità (11 articoli) che Il Cittadino (2 articoli) mantengono più o meno lo stesso livello dell’anno precedente. Nessun articolo sul periodico socialista, e 2 articoli sulla stampa del PSIUP (che comunque si scioglierà a metà anno, dopo la sconfitta elettorale di maggio). Con l’emersione, anche agli occhi della stampa locale, dei gruppi organizzati della sinistra “extraparlamentare” molti articoli, più che occuparsi dei vari “movimenti sociali” (studentesco, operaio, ecc.) in cui spesso era non sempre agevole intravedere la presenza organizzata degli “estremisti di sinistra”, fanno ora dei “gruppuscoli” l’oggetto precipuo della loro relativa attenzione. Così il GdB dedica 6 articoli al movimento degli studenti (citando anche qui gli “extraparlamentari”) e 4 alle lotte operaie, ma ben 19 sono dedicati, in tutto o in parte, ai gruppi della sinistra extraparlamentare (definizione ormai consolidatasi in tutti i mezzi di comunicazione di massa, non solo a Brescia). L’atteggiamento del GdB rispetto al movimento degli studenti è ben rappresentato da un articolo, firmato da Angelo Castelli, uscito il 12 gennaio. In esso, partendo da una recensione del libro “La rivoluzione al liceo”, scritto dal professor Adriano Guerrini (definito “di simpatie socialiste”) è perfettamente descritta la traiettoria politica non tanto di Guerrini, quanto del GdB e in genere della stampa mainstream (che a quei tempi sarebbe stata definita “borghese”). Da un’iniziale simpatia (nel caso del GdB già sarebbe generoso considerarla in tal modo) nel 1968, per “un primo movimento studentesco per una riforma e un ammodernamento della scuola”, il Guerrini (e a maggior ragione il GdB) vede negli studenti “contestatori” dei veri e propri “nemici”, animati da furia nichilista (e si citano Potere Operaio e Lotta Continua), il cui programma consisterebbe nella “distruzione della società cominciando dalla scuola” (sic!). L’articolo rimprovera il PCI di essersi accorto troppo tardi del pericolo rappresentato dai “gruppuscoli extraparlamentari” che farebbero della violenza e della prevaricazione antidemocratica (per pura “sete di potere” più che per “amore di giustizia”) il loro vangelo, assecondati dalla passiva maggioranza degli studenti per puro lassismo e scarso impegno scolastico (1). La linea su cui il GdB si è ormai attestato da un paio d’anni si è andata ulteriormente chiarendo e precisando: se prima, nel ‘68, quasi tutti gli studenti “contestatori” erano “confusi ma generosi ed idealisti”, in breve hanno dato vita a gruppuscoli violenti e prevaricatori (fino a pochi mesi prima per il GdB estremamente minoritari e abbastanza isolati da una maggioranza più o meno silenziosa). Ed ora, di fronte al fatto evidente che quella “minoranza rumorosa” non è poi tanto isolata (lo stesso GdB fornisce spesso le cifre piuttosto sostanziose delle continue manifestazioni di protesta), si ricorre allo stereotipo comodo: i pochi “rivoluzionari” vengono assecondati o tollerati dalla maggioranza degli studenti per poter evitare di studiare, di impegnarsi (a Brescia si diceva per “bruciare le lezioni”).
Quelle che per il movimento studentesco sono “aggressioni fasciste”, per il GdB saranno “risse tra studenti di opposte fazioni”. Gli scioperi studenteschi, organizzati dalle forze di sinistra (con un ruolo via via maggiore della sinistra “extraparlamentare”), vedono la partecipazione di “alcune centinaia di studenti”, mentre molti (siamo ormai lontani dalla relativa precisione delle cifre di adesione fornite nel 1968-69) preferiscono “entrare per assistere regolarmente alle lezioni”. La contraddizione tra l’approccio citato sopra e questo balza agli occhi, ma, ovviamente, non è rilevata dai giornalisti del “bugiardino”. Nessun comunicato o documento del movimento studentesco, mentre si pubblica per intero il comunicato della Gioventù Liberale, che contava al massimo qualche iscritto ai licei “Arnaldo” e “Calini” (2).
L’emersione dei “gruppuscoli”, stavolta con nomi e cognomi e non più genericamente “estremisti di sinistra” (e ancor meno “cinesi” o “capelloni”), di cui si parlava sopra, è sempre più evidente. Ne sono un primo esempio i ben tre articoli dedicati alla contestazione della cerimonia di matrimonio della figlia del sindaco democristiano Bruno Boni. Nel primo si parla sia del comizio mattutino in Piazza Duomo organizzato dall’Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) sia della “chiassata” organizzata nel pomeriggio (che viene attribuita invece alla Lega Marxista-Leninista, gruppo in realtà estraneo agli avvenimenti), con tanto di fotografia della 500 sequestrata dalla polizia e del cartello (“Basta con il lusso dei parassiti”), fornendo ovviamente solo la versione della polizia, che avrebbe pazientemente e cortesemente invitato i “contestatori” a desistere, salvo poi essere costretta a “misure più vigorose”, arrestandone quindi 4 (uno dei quali addirittura con l’accusa di “tentato omicidio”, per il presunto tentativo di investire un poliziotto). Per il GdB il poliziotto sarebbe stato investito e ricoverato in ospedale con prognosi di 15 giorni per le “ferite alle gambe”(3). Salvo poi, nel terzo articolo, dover dar conto, con malcelata sorpresa, della derubricazione dei reati (con conseguente scarcerazione dei quattro) a “oltraggio a pubblico ufficiale”(4). La Lega Marxista-Leninista (stavolta è lei in persona) è invece protagonista dell’articolo del 25 febbraio (5), dove il giornalista, parlando delle perquisizioni in case di militanti (De Paoli e Sarenco) di questa organizzazione ordinate dal giudice Arcai (di note simpatie neofasciste) ci rivela che non sono state trovate né molotov, né esplosivi, né altro di “preoccupante”, bensì dei “documenti”, che sarebbero stati “sequestrati”. Bello l’incipit dell’articolo: “Tempi duri per gli extraparlamentari”. Di tono analogo, ma ancor meno serio e documentato, è l’articolo del 18 marzo in cui si parla del ritrovamento di armi nelle abitazioni di non precisati “extraparlamentari”(6). L’articolo parla di “extraparlamentari di destra e di sinistra”, senza chiarire se le armi fossero state ritrovate nelle case degli uni o degli altri. La settimana precedente, in un articolo sulla “Zuffa tra studenti di opposte tendenze politiche” (7) davanti al Gambara, si parla del corteo organizzato dal Movimento Studentesco (con le maiuscole), Lotta Continua ed “altri movimenti extraparlamentari” in seguito a quella che la sinistra chiama “aggressione fascista”, corteo che avrebbe assediato la sede del MSI in via Matteotti, dove i “manifestanti sono stati allontanati dalla polizia” (senza specificare se con le buone o con le cattive).
I lettori del GdB vengono a conoscenza dell’esistenza a Brescia di altri due “gruppi estremisti” grazie alle elezioni anticipate del 7 maggio. Si tratta della presentazione elettorale del “Manifesto” e del Partito Comunista Italiano (marxista-leninista), nuovo nome assunto poco prima dall’Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti), novità che il GdB ignora. Il GdB si limita a presentare le liste dei candidati delle due organizzazioni, mentre dedica un po’ più d’attenzione alla lista del Movimento Politico dei Lavoratori (in cui troviamo futuri esponenti del PdUP e di DP, come Gasparini o Savoldi), probabilmente sia perché d’origine cattolica (per quanto dissidente) sia perché ritenuto un partito con un potenziale elettorale ben più vasto.
L’estrema sinistra riemerge con forza grazie agli incidenti durante il comizio di Almirante in Piazza Loggia del 15 marzo, che costituisce in un certo senso il “battesimo del fuoco” della sinistra extraparlamentare bresciana (8). Ovviamente, per il GdB (che riporta senza commenti l’intervento “dell’onorevole Almirante”) i “facinorosi” della sinistra extraparlamentare avrebbero attaccato le “forze dell’ordine” costringendole a reagire “energicamente”. Il centinaio (secondo il GdB) di “estremisti di sinistra” avrebbe poi impegnato polizia e carabinieri in una guerriglia urbana nelle vie del Carmine fino alle 20 circa, dimostrando un’inaspettata capacità di manovra e di resistenza, dato l’esiguo numero rilevato dal GdB.
La presenza di gruppi “extraparlamentari” anche fuori dal capoluogo di provincia comincia ad essere notata dal GdB. Prima a Salò (“Gruppo spontaneo”), poi a Castiglione delle Stiviere (IV Internazionale), in provincia di Mantova ma abitualmente considerato semi-bresciano dal giornale di Via Solferino ed infine ad Orzinuovi, dove avvengono incidenti tra “gruppi estremisti di sinistra” e neofascisti del gruppo “Riscossa” (9) in occasione del comizio dei neofascisti (“regolarmente autorizzato”, rivela il GdB). Anche a Piancogno scopriamo che esiste un Gruppo Lenin, grazie alle poco gradite attenzioni dei Carabinieri, che ne avrebbero perquisito la sede (insieme a quella bresciana di Lotta Continua, situata in via Milano 75) e le abitazioni di alcuni militanti (10). Molto strana la parte finale dell’articolo, in cui si parla dell’arresto di due fratelli di Rezzato, appartenenti ad un non meglio precisato “Movimento marxista-leninista”. Nelle loro abitazioni sarebbero stati rinvenuti, secondo l’articolista, ben 8 candelotti di tritolo, 3 detonatori e 20 metri di miccia a lenta combustione. La stranezza è dovuta al fatto che, nelle settimane e nei mesi successivi si perdono completamente le tracce di questo “scoop” giornalistico. I due fratelli scompariranno nel nulla, almeno dal punto di vista del GdB.
Durante l’estate il GdB si accorge della nascita, in seguito alla pedonalizzazione del luogo, della “piazzetta”, quella Piazza del Vescovado (11) destinata a diventare luogo di ritrovo per tutti gli anni ‘70 di una composita “fauna” giovanile orientata a sinistra e che sorgerà all’onore delle cronache, pochi mesi dopo, con l’aggressione armata di un commando neofascista nel bar “Frascati” che, insieme all’attiguo bar “Mazzini”, darà riparo nei mesi freddi alla gioventù “capellona” (per una volta ritorna questo nomignolo del decennio precedente).
Il tentato omicidio del militante di Lotta Continua Mario Paris, avvenuto la sera del 3 dicembre ad opera di un commando neofascista guidato da Paolo De Nora, che susciterà un certo scalpore in città, con scioperi e manifestazioni di protesta, viene minimizzato dal quotidiano di via Solferino (12), che, già dal titolo, sceglie l’origine geografica (il Piacentino) piuttosto che l’ideologia (neofascista) per caratterizzare colui che ha sparato. Tutto l’articolo (uno dei più sbilanciati e faziosi pubblicati fino ad allora) cerca di mettere l’intero episodio sul piano dell’ennesimo scontro tra “opposti estremismi”, con l’aggravante di cercare di dipingere il De Nora quasi come un poveraccio spinto ad estrarre la pistola dalla “paura” di essere finito sul “libro nero” degli estremisti di sinistra. E per questa ragione il De Nora “temeva qualche brutto scherzo” (sic!). Il giorno dopo, riportando le reazioni di sindacati, Comitato Antifascista, ecc. il GdB corregge un po’ il tiro, parlando di De Nora come “gorilla nero” e di Paris come “vittima”, un “antifascista disarmato” di fronte ad un neofascista “armato di pistola e coltello” (13).
Per quanto riguarda la Voce del Popolo, scomparsi sia il movimento studentesco sia quello operaio, i 6 articoli che possiamo considerare, almeno indirettamente, collegati al discorso che qui ci interessa sono dedicati al consolidamento, sancito dal XII congresso provinciale, della svolta a sinistra compiuta nell’ultimo biennio nelle ACLI bresciane. Pur con sfumature e qualche “pulce nell’orecchio” (tipo la lettera di Lamberti pubblicata il 15 dicembre), la VdP cerca di mantenere un atteggiamento di apertura e dialogo con la presidenza Anni, senza scomuniche o critiche troppo dure. Anzi, traspare tra le righe una netta condanna dell’opposizione di destra scissionista per non “aver avuto neppure il coraggio di presentarsi al congresso” (14). Sembra prevalere una logica attendista, probabilmente confidando, visti anche i risultati elettorali del MPL, ben inferiori alle attese, sul fatto che la “base” del movimento, pur avendo optato per la scelta “socialista” da Vallombrosa in poi, sappia frenare le velleità “sinistrorse” di quella parte del gruppo dirigente che appare più sbilanciata verso posizioni radicalmente anticapitaliste. Dei due articoli del quindicinale della DC bresciana, il primo riguarda il XII congresso delle ACLI, e il secondo il tentato omicidio di Mario Paris. Sul congresso delle ACLI l’organo democristiano ha una posizione piuttosto simile a quella del settimanale diocesano: nessuna scomunica, ma semmai una tirata d’orecchi sia alla destra scissionista sia alla stessa DC (per aver snobbato le ACLI in passato, favorendone l’evoluzione a sinistra). Se si vuole, diversamente dalla VdP, c’è una maggiore chiarezza, quando si parla della presidenza Anni come “ fortemente di sinistra” e si insinua che, appunto perché troppo radicale, non avrebbe ottenuto i risultati che ha avuto se non avesse goduto dell’appoggio di settori aclisti più “tradizionali”. In buona sostanza Il Cittadino, ben più apertamente della VdP, chiarisce che a gestire le ACLI bresciane è un’inedita alleanza tra questa incipiente “nuova sinistra” cristiana e l’ala riformista e progressista delle “vecchie” ACLI, vedendo in questo condizionamento del “giovane” Beppe Anni da parte dei suoi alleati meno radicali un’assicurazione se non di continuità col passato, almeno di non aperta e radicale rottura (15). Per quanto riguarda la sparatoria di Piazza Vescovado, l’organo DC, pur condannando l’aggressione fascista, punta a dare una lettura del tipo “opposti estremismi” (in linea con la recente campagna elettorale democristiana), rivendicando il ruolo centrale della DC nella “difesa della democrazia” (16).
Anche La Verità sembra accorgersi della presenza ormai consolidata delle forze della sinistra “extra-parlamentare”. Lo fa in particolare negli articoli dedicati alle elezioni e alle liste del Manifesto. E non ci va leggera. In un primo articolo (17) che già dal titolo ricorda la tipica accusa di scuola stalinista, che evita di discutere nel merito delle proposte politiche ma utilizza il classico “obiettivamente al servizio del nemico”, lo stesso incipit (“la funzione anticomunista del Manifesto”) la dice lunga sul livello di dibattito con i “manifestardi” (sic!), che godrebbero degli elogi sperticati e dell’appoggio (in termini di spazi concessi) dei “giornali della borghesia e del padronato”. Ma l’articolo assume addirittura toni da “processi di Mosca” (in sedicesimo, per fortuna) quando sostiene che, in questa “battaglia contro il riformismo del PCI”, avrebbero trovato appoggio in un “sottostrato di confidenti e ruffiani delle varie questure”, visto che avrebbero ottenuto uno spazio per un’assemblea a Gardone VT in un salone gestito dalle ACLI. Il novello Vishinsky bresciano termina l’articolo chiarendo come il Manifesto sia al “servizio della reazione, dei padroni e della DC”. Di tono un po’ meno forcaiolo, ma non certo tenero, è l’articolo sul dopo elezioni, quando si sostiene che i 18 voti ottenuti dal Manifesto in una RSA bresciana sarebbero dovuti alla “scarsità di diottrie” degli anziani ospiti, che avrebbero scelto la “falce e martello” più grande (quella del Manifesto) rispetto a quella del PCI (18). Di tutt’altra pasta (forse per la giovane età degli autori, Dino Greco e Nicola Mori, troppo piccoli per aver respirato “aria di gulag”) è l’articolo sul movimento studentesco (19), in cui la polemica con i “gruppi extraparlamentari” e con i “retaggi marcusiani” nel MS è condotta in modo corretto, evitando insulti e scomuniche e restando sul piano del confronto politico. Si intuisce tra le righe l’emergere di preoccupazioni per la progressiva “partitizzazione” della maggioranza del gruppo dirigente del MS bresciano, che sta seguendo le orme del MS della Statale di Milano, controllato dal gruppo Capanna-Toscano. Ma, visto che fino ad ora l’alleanza tra questo gruppo e la FGCI a Brescia ha consentito l’espulsione (o comunque la messa in minoranza) dei gruppi più radicali (come Lotta Continua, Avanguardia Operaia, Lotta Comunista, Manifesto, ecc.) la proposta politica di Greco e Mori evita di attaccare apertamente gli “alleati”, con cui, al di là delle divergenze sempre più marcate, la FGCI è riuscita a dirigere ex aequo finora il grosso del movimento degli studenti nella nostra provincia. In altri articoli la presenza della sinistra extraparlamentare, evidenziata da altri organi di stampa e dai numerosi volantini (come nella manifestazione per il Vietnam del 23 dicembre) viene semplicemente omessa. Anche quando parla del congresso di scioglimento del PSIUP (20), il brevissimo articolo evita di accennare alla componente (a Brescia invero molto limitata) che si oppone da sinistra alla confluenza nel PCI (e che darà vita, con la sinistra del MPL, al PdUP). Nel caso del tentato omicidio di Mario Paris invece l’organo della federazione del PCI, che ovviamente condanna duramente l’aggressione fascista, parla del ferito come militante della sinistra extraparlamentare, pur senza citare l’organizzazione di appartenenza del ferito. Nei due articoli usciti sulla stampa socialproletaria in cui si parla della “nuova” sinistra, lo si fa in modo abbastanza polemico (senza però i toni che abbiamo trovato su La Verità). Nel primo, uscito su “Alternativa di Sinistra”, organo del PSIUP della Badia, si critica il neonato collettivo della nuova sinistra del quartiere (senza nominarlo esplicitamente) per “scambiare i propri desideri per realtà” con proposte utopistiche come la trasformazione dei Consigli di Quartiere in organismi di autogestione popolare (21). Nel secondo, uscito su Fabbrica Scuola, giornale degli studenti psiuppini, agli inizi dell’anno, si commenta positivamente il superamento dello spontaneismo ribellistico da parte del Movimento Studentesco bresciano. Si tratta di un chiaro riferimento alla già citata battaglia per l’emarginazione dei gruppi più “estremisti” da parte della coalizione che vede uniti gli studenti del PSIUP, della FGCI e del nascente MS Capanna-Toscano (22). In definitiva, anche sugli organi di stampa locali, comincia ad emergere la nuova “geografia” della sinistra extraparlamentare a Brescia: oltre ad un Movimento Studentesco sempre più “partito”, agli anarchici e ai gruppi “marxisti-leninisti” (in particolare la “vecchia” Lega dei Comunisti Marxisti-Leninisti, diventata Lega Marxista-Leninista, e la più recente Unione dei Comunisti Italiani, poi Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, più noto come “Servire il Popolo”), il Centro Lenin (ex Il Potere Operaio Bresciano), Lotta Comunista, Il Manifesto, Lotta Continua e Avanguardia Operaia, più vari gruppetti più o meno informali radicati in alcuni paesi o quartieri della città. [continua]
1) “La rivoluzione al liceo”, GdB del 12/01/72
2) “Rissa tra studenti davanti al Calini”, Gdb del 4/02/72; “Un corteo studentesco per le vie del centro”, ibidem, 5/02/72
3) “Quattro giovani arrestati ieri in Piazza del Duomo”, GdB del 15/02/72 e “Le indagini per i disordini avvenuti in Piazza del Duomo”, ibidem, 16/02/72.
4) “Messi in libertà provvisoria gli arrestati di Piazza Duomo”, GdB del 17/02/72.
5) “Perquisizioni in circoli di extraparlamentari”, GdB del 25/02/72.
6) “Armi nelle abitazioni di extraparlamentari”, GdB del 18/03/72.
7) GdB del 3 marzo 1972
8) “La campagna elettorale. Un pomeriggio caldo”, GdB del 16/04/72
9) “Duri scontri e tre giovani arrestati per un comizio disturbato a Orzinuovi”, GdB del 3/05/72
10) “Perquisizioni nelle sedi di alcuni gruppuscoli”, GdB del 1/06/72
11) “All’ombra dei tigli capelloni a riposo”, GdB del 26/07/72
12) “Denunciato per tentato omicidio il giovane operaio piacentino”, GdB del 5/12/72.
13) “Non è stato ancora interrogato il giovane ferito nella sparatoria”, GdB del 6/12/72
14) “Il XII congresso provinciale delle ACLI”, VdP del 03/03/72
15) “Il congresso delle ACLI bresciane”, Il Cittadino del 10/03/72
16) “No alla violenza”, Ibidem, 10/12/72.
17) “A chi serve?”, La Verità del 15/04/72
18) “18 a Casa di Dio”, La Verità del 18/06/72
19) “Dilatare gli spazi di democrazia nella scuola”, La Verità del 15/09/72
20) “Decisa la confluenza nel Partito Comunista”, La Verità del 15/07/72
21) “Alternativa di Sinistra, gennaio 1972, “Dopo il riconoscimento la lotta per i poteri”
22) “ Lotta di classe nella scuola”, Fabbrica Scuola, s.d.,ma gennaio 1972.
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