Materiali per una storia della “nuova” sinistra bresciana (1968-1980), a cura di Flavio Guidi
Dopo la pubblicazione del prologo e dell’introduzione il 13 giugno scorso, cominciamo la pubblicazione della prima parte del lavoro iniziato oltre tre anni fa. Nella prima parte analizzeremo la percezione della “nuova” sinistra da parte dei giornali locali, a cominciare dal “bugiardino” (il Giornale di Brescia) e da Brescia Oggi (che però inizierà le pubblicazioni solo nel 1974). Prenderemo in considerazione anche il settimanale della potente diocesi bresciana (la Voce del Popolo) e gli organi dei tre partiti principali (Il Cittadino per la DC, La Verità per il PCI e Brescia Nuova per il PSI), oltre che quelli del PSIUP (Riscossa Socialista, Il Giacobino, ecc.). Si tratta di oltre 2500 articoli, usciti tra il gennaio 1968 e l’ottobre 1980, di cui circa il 60% su Brescia Oggi. Per ogni anno cercheremo di dare una cronologia bresciana.
Flavio Guidi
Parte prima: la “contestazione” vista dalla stampa locale
1968: Cronologia bresciana
27 gennaio – Elezioni studentesche a Magistero (Università Cattolica): buona affermazione della lista di sinistra, guidata da Marino Ruzzenenti, Pierluigi Brustia ed altri futuri esponenti della nuova sinistra.
9 febbraio – Le mogli degli operai della Eredi Gnutti di Lumezzane, in sciopero ad oltranza, si scontrano con i crumiri
10 febbraio – Nuovi scontri tra operai in sciopero e crumiri alla Eredi Gnutti di Lumezzane.
22 febbraio – Prima assemblea cittadina del movimento studentesco al salone “Da Cemmo”. Circa 200 i partecipanti.
25 febbraio – Sciopero generale di zona, a Lumezzane, in solidarietà con gli operai della Eredi Gnutti.
27 febbraio – Manifestazione degli operai della Eredi Gnutti a Brescia, con comizio finale in Piazza della Repubblica, davanti alla Camera del Lavoro.
4 marzo – La presidenza provinciale delle ACLI si pronuncia, per l’ultima volta, per l’appoggio alla DC nelle elezioni di maggio. Contemporaneamente esprime solidarietà ai lavoratori de “La Scuola Editrice” (editoriale cattolica) in lotta contro la direzione aziendale.
7 marzo – Manifestazione dei lavoratori in occasione dello sciopero generale nazionale per le pensioni indetto dalla CGIL, con comizio finale al Cinema Crocera.
8 marzo – Sciopero degli studenti delle medie superiori (in particolare ITIS e Liceo Classico “Arnaldo”).
11 marzo – Notevole successo dello sciopero generale degli studenti. Alla manifestazione partecipano oltre 2.000 studenti, secondo il Giornale di Brescia e la Voce del Popolo.
29 marzo – Tafferugli in Piazza Loggia in occasione della tradizionale festa della matricola tra militanti del neonato movimento studentesco e “goliardi” tradizionalisti. La polizia interviene pesantemente contro gli studenti del movimento (definiti “capelloni” dal GdB).
31 marzo – In occasione della “Giornata dell’Università Cattolica” il movimento studentesco di Magistero distribuisce fuori dalle chiese il volantino del movimento milanese. Davanti al Duomo viene distribuito un volantino firmato “Movimento Provos e Circolo Culturale Grimau”.
2 aprile – Prima assemblea studentesca cittadina, con massiccia partecipazione, all’ITIS “Castelli”
6 aprile – Seconda assemblea cittadina del movimento studentesco al salone “Da Cemmo”: solo una quarantina i presenti.
11 aprile – Manifestazione studentesca e giovanile in Piazza Loggia, per protestare contro l’assassinio di Martin Luther King.
24 aprile – Vittoria della mozione della sinistra universitaria, presentata da Marino Ruzzenenti, all’assemblea degli studenti della Cattolica.
29 aprile – Gli operai della Standard (ceramica) di via Milano proclamano lo sciopero a oltranza.
1 maggio – Al tradizionale corteo operaio partecipano per la prima volta gli studenti. Inalberano cartelli e lanciano slogan come “Operai, studenti, uniti nella lotta”, “Potere Operaio”, “Potere Studentesco”, “Disarmo della polizia”. Al comizio in Piazza Loggia, prima dei dirigenti sindacali di CGIL, CISL e UIL, interviene lo studente Renato Teotti che invita alla lotta unitaria “contro il classismo anti-operaio e l’autoritarismo”.
9 maggio – Anche gli operai del settore metalmeccanico (Ideal) aderiscono allo sciopero proclamato dai colleghi del settore ceramica.
11 maggio – Dopo la terza assemblea cittadina al Teatro S. Chiara, gli studenti si dirigono in corteo (un’ottantina) verso Piazza Vittoria, dove vengono caricati dalla polizia.
12 maggio – Vittoria della lista di sinistra (Ruzzenenti, Brustia, Peroni, Zinelli) alle elezioni studentesche alla Cattolica.
13 maggio – Sciopero studentesco al Liceo “Arnaldo” per protestare contro le cariche poliziesche del sabato precedente. Corteo in centro e presso la sede del “GdB” (accusato di sposare sempre la versione della polizia) e visita alla Camera del Lavoro per chiedere solidarietà e ribadire l’unità operai-studenti.
19 maggio – Elezioni politiche. In provincia di Brescia l’opposizione di sinistra (PCI e PSIUP) ottiene 140 mila voti (24,5%), e il PSU (unione di PSI e PSDI) 78 mila (13,7%). Alle precedenti elezioni il PCI aveva avuto 82 mila voti (15,2%), il PSI 87 mila voti (16%) e il PSDI 34 mila (6,3%). Il PSIUP era assente, visto che era ancora nel PSI.
29 maggio – I 400 operai della Lonati occupano la fabbrica.
5 giugno – Manifestazione degli operai della Lonati (ancora occupata) in Piazza Loggia. Comizio dei segretari FIOM e FIM.
10 giugno – Arrestati e denunciati per “vilipendio alle Forze Armate” Franco Lombardi Mantovani e altri esponenti della nascente “nuova sinistra” in occasione di una manifestazione antimilitarista in Corsetto Sant’Agata, angolo Piazza Vittoria (luogo tradizionale di riunione dei “provos”).
11 luglio – Rivolta nel carcere di Canton Mombello per protestare contro le condizioni di detenzione e chiedere la riforma carceraria.
20/21 luglio – All’Hotel Master di Sulzano si svolge il congresso di Falcemartello, l’organizzazione guidata da Aldo Brandirali, alla presenza di 110 militanti (nessuno dei quali, a quanto pare, bresciano). Il congresso è presieduto da Giangiacomo Feltrinelli. Nel congresso si decide la “svolta maoista” che porterà alla nascita successiva dell’Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti).
25 luglio – Occupata dagli operai l’ATB di Brescia per protestare contro le rappresaglie padronali contro i lavoratori più combattivi.
1 agosto – Manifestazione degli operai Beretta a Gardone Val Trompia, in solidarietà con gli operai dell’ATB
6 agosto – Manifestazione di giovani artisti bresciani (un fuoco acceso davanti alla parrocchiale con annesse danze, slogan e canzoni) nell’ambito della seconda edizione di “Parole sui muri”, happening dell’avanguardia artistica europea, a Fiumaldo di Modena. Il GdB definisce la manifestazione “cinese”.
16 agosto – Spettacolo di Dario Fo e Franca Rame all’ATB (occupata da 22 giorni) davanti ad oltre 2mila persone.
17 agosto – Conclusa con una sostanziale vittoria la lotta dell’ATB: ritirate tutte le misure repressive antisindacali.
21 agosto – Fermata simbolica (5 minuti) in tutte le fabbriche bresciane, proclamata da FIM e UILM, per protestare contro l’intervento del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia.
22 settembre – Incontro nella sede del PSIUP tra la redazione de Il Giacobino e alcuni esponenti del movimento studentesco. In questa fase vari esponenti di primo piano del MS appartengono o simpatizzano per il PSIUP.
6 ottobre – Il convegno provinciale dei “giovani lavoratori” ACLI, organizzato dal responsabile della formazione Giuseppe Anni (futuro dirigente MPL, PdUP e DP), fa propria, pur con qualche distinguo, la “scelta socialista” decisa a Vallombrosa e chiude con il collaterismo alla DC.
19 ottobre – A Darfo, in occasione della visita del vescovo di Brescia, un nutrito gruppo di “cattolici del dissenso” inscena una manifestazione di protesta, accusando la Chiesa Cattolica di schierarsi a fianco dei ricchi e del capitalismo.
4 novembre – Sciopero studentesco con corteo (500 partecipanti secondo il GdB) a Darfo Boario Terme.
7 novembre – Assemblea studentesca cittadina al salone Da Cemmo, con un migliaio di partecipanti. Per il GdB è il “fallimento della rivoluzione studentesca bresciana”.
11 novembre – Gli studenti dell’Istituto Professionale “U. Papa” di Desenzano occupano la scuola media per protestare contro la carenza di aule.
14 novembre – Massiccia adesione allo sciopero generale nazionale per la riforma delle pensioni.
15 novembre – Sciopero generale degli studenti bresciani, indetto dal movimento studentesco, con un grande corteo (9.000 partecipanti secondo il MS, 2.000 secondo il GdB) e assemblee di massa ai giardini di Via dei Mille e davanti al Provveditorato. Principali richieste il diritto d’assemblea e la totale agibilità politica all’interno delle scuole.
16 novembre – Seconda giornata di sciopero degli studenti, con adesione ancora maggiore del giorno precedente (secondo lo stesso GdB). Una delegazione viene ricevuta dal Provveditore agli Studi, a cui vengono presentate le richieste. Nello stesso giorno il Consiglio Provinciale delle ACLI ribadisce la fine del collateralismo con la DC.
18 novembre – Muore, pare per un infarto, l’ex comandante partigiano della 122a Brigata Garibaldi Luigi Guitti, detto “Tito” o “Tobegia”, dopo una colluttazione con alcuni neofascisti penetrati nella sua casa di Collebeato.
21 novembre – Assemblea di massa (un migliaio i partecipanti) davanti alla Camera del Lavoro in Piazza Repubblica per continuare la lotta per il diritto d’assemblea.
22 novembre – Sciopero dei lavoratori degli Enti Locali. Lo stesso giorno scioperano gli studenti dell’ITC “Bazoli” di Desenzano.
10 dicembre – Circa 200 operai pendolari (fonte GdB) bloccano i treni a Ghedi per protestare contro ritardi e disservizi.
19 dicembre – L’assemblea degli studenti della Cattolica decreta lo scioglimento dell’organo corporativo (Giunta – ORSUC) degli studenti. D’ora in poi sarà l’assemblea l’organo sovrano deliberativo.
L’assenza, per i primi sei anni oggetto di studio in questo lavoro, del quotidiano più attento alla nuova sinistra, Brescia Oggi, rende abbastanza arduo il tentativo di trovare le tracce di questa corrente (ma sarebbe più corretto usare il plurale) in un quotidiano conservatore come il Giornale di Brescia (non a caso soprannominato “il bugiardino” nell’ambito del movimento operaio organizzato del Bresciano). L’attenzione ai nuovi fenomeni di radicalizzazione studentesca ed operaia è piuttosto superficiale non solo nell’unico quotidiano bresciano ma pure, per diversi e spesso opposti motivi, nei periodici della diocesi di Brescia e dei tre principali partiti (anche, come nel caso di Brescia Nuova, organo della Federazione del PSI, per l’estrema saltuarietà della pubblicazione). Per quanto riguarda la stampa del partito più “contaminato” dall’incipiente nuova sinistra, il PSIUP, il periodico centrale della federazione bresciana, Riscossa Socialista, quasi sempre uscito in maniera saltuaria (almeno nel periodo 1968-72), appare più come un bollettino (spesso ciclostilato) che riporta analisi e proposte del nazionale che come un periodico locale. Più interessante appare il ciclostilato Il Giacobino, periodico degli studenti bresciani (in realtà di area PSIUP, ufficializzato nel maggio 1968), che sembra una pubblicazione a metà strada tra sinistra “istituzionale” e nuova sinistra “sessantottina” emergente. Resta comunque l’oggettiva difficoltà, anche per il giornalista più attento e non prevenuto, di distinguere chiaramente, almeno per il biennio 1968/69, dove iniziava la “nuova” sinistra e dove finiva quella “vecchia” (in particolare la sinistra socialista incarnata soprattutto dallo PSIUP, ma anche il PCI-FGCI). Basti pensare che, in questo nuovo “biennio rosso”, che in un certo senso cercava di emulare quello di mezzo secolo prima, escono in tutto 139 articoli dedicati alle lotte studentesche ed operaie nella nostra provincia. Nello specifico 99 articoli sul Giornale di Brescia, 33 sulla Voce del Popolo (più attenta, quindi, vista la periodicità settimanale, del quotidiano di via Solferino), 3 su La Verità, 4 su Il Cittadino (tutti del 1969), nessuno su Brescia Nuova (che, come sottolineato poc’anzi, aveva una periodicità estremamente saltuaria). Nel “fatidico” Sessantotto escono meno di una settantina di articoli, di cui meno della metà (21 su 50) dedicati dal Giornale di Brescia (1) al movimento degli studenti (con una certa attenzione all’Università Cattolica nella prima parte dell’anno, e alle scuole medie superiori negli ultimi tre mesi), mentre ben dodici articoli (su 14) gli sono dedicati dalla Voce del Popolo (2) e due (su due) da La Verità. L’atteggiamento del GdB oscilla tra il paternalismo e la stigmatizzazione, anche se non mancano articoli, come quello del 12 marzo che parla dello sciopero e successiva manifestazione, improntati ad una certa obiettività, fornendo addirittura i dati delle adesioni allo sciopero nei singoli istituti. Obiettività abbandonata già nel successivo articolo del 30 marzo, quando si parla dell’annuale festa goliardica della matricola, disturbata da “giovani, forse più capelloni che studenti” e tra i quali “si sono notate persone decise a finalizzare a scopi politici un fatto che era…squisitamente goliardico”. E l’articolista chiude con un esplicito appoggio all’intervento repressivo delle “forze dell’ordine”. Sembra di intravedere, soprattutto negli articoli di opinione firmati da un certo “Inspector”, una notevole insofferenza verso i “portatori di ideologie faziose”, unita ad un atteggiamento comprensivo, unito ad un elenco di “consigli paterni”, verso le “legittime richieste di modernizzazione” della scuola e dell’Università. Si ha l’impressione che la suscettibilità del GdB sia particolarmente forte per ciò che riguarda la Cattolica, ritenuta probabilmente un inviolabile spazio da non contaminare con le “ideologie faziose”, rispetto alle scuole medie superiori. Significativo l’uso dei termini: in soli tre casi si parla di “movimento studentesco”, mentre si usa il termine “capelloni” in altrettanti tre casi, in uno “cinesi” (con chiaro riferimento alla Cina maoista) e in soli due casi si cita il Gruppo Democratico Universitario della Cattolica. Nella maggioranza degli articoli si parla semplicemente di “studenti” (o di “goliardi” per quanto riguarda gli universitari). Significativo anche il fatto che, per quanto riguarda gli studenti, la parola sciopero sia sempre scritta con le virgolette. Altrettanto significativo della scelta di schieramento del GdB è il fatto che, ogni qual volta riferisca di una vittoria della sinistra studentesca rispetto alle componenti moderate, viene messo in risalto il fatto che la votazione sia stata minoritaria rispetto agli iscritti alle varie facoltà (in particolare Magistero, “covo” della sinistra universitaria con Ruzzenenti, Brustia, ecc.), sottintendendo quel concetto di “maggioranza silenziosa” destinato ad aver fortuna nei successivi due o tre anni. Univocamente schierato “contro” (e con toni spesso forcaioli) è il GdB quando parla di un mondo non propriamente studentesco, ma contiguo a quest’ultimo, come quello dei giovani “beat” o “provos” (4 articoli). In questo caso ogni residuo paternalistico viene abbandonato. Alcuni esempi illuminanti: si esalta il lavoro di “ripulitura”(sic!), da parte delle forze dell’ordine, del centro storico “infestato da bande poco raccomandabili di giovani sedicenti capelloni” (3); oppure si parla di “indegna gazzarra inscenata dai giovinastri” (4) che sarebbero stati salvati dalla polizia da una folla di “bresciani indignati”, che “intendevano dare una lezione agli pseudo-rivoluzionari sfaccendati”. Quest’ultimo articolo, in cui si cita uno degli esponenti del ‘68 bresciano, Franco Lombardi Mantovani (definito “capo-capellone”, “zazzeruto”, in un crescendo di epiteti insultanti – almeno nelle intenzioni del giornalista-Torquemada ) è probabilmente il punto più basso raggiunto dal GdB nel dar conto dei movimenti studenteschi e giovanili. Anche l’articolo in cui si parla dell’intervento di alcuni artisti bresciani nell’evento “Parole sui muri” dedicato all’arte d’avanguardia europea dal comune di Fiumaldo (Modena) non brilla certo per obiettività. La performance di questi artisti (di cui non vengono forniti i nomi) viene definita “chiassata”, “manifestazione cinese” con invocazioni ad “O chi Minh (sic!) e a Mao” (5). Il settimanale diocesano è meno aggressivo, e mantiene spesso una visione “comprensiva”, pur con qualche sbavatura. L’articolo del 16 marzo, in cui si parla dello sciopero studentesco di cinque giorni prima, si limita a fornire le cifre degli scioperanti (e dei manifestanti) e a riportare le richieste studentesche, citando i nomi della delegazione del Liceo Classico “Arnaldo da Brescia” ricevuta dal Provveditore agli Studi (tra i quali troviamo Fausto Cadeo, che diventerà successivamente esponente di Democrazia Proletaria). Anche nell’articolo del 16 aprile, in cui si parla dell’iniziativa anti-goliardica già riportata dal GdB, i toni sono sostanzialmente “comprensivi”, anche se non mancano accenni alla presenza, tra i “dissidenti”, di “giovani che nulla hanno a che fare con la goliardia” “giovani attivisti di movimenti politici che avevano lo scopo di far degenerare la manifestazione in una rissa”(6). Gli articoli della primavera del ‘68 danno voce a vari studenti, con posizioni diverse (in uno di questi sentiamo parlare, per la prima volta, della Lega Marxista-Leninista e di imprecisati “gruppi estremisti”), senza le stigmatizzazioni e le aggettivazioni pesanti che a volte troviamo sul GdB (7). Questo approccio tutto sommato moderato e di comprensione per le ragioni del movimento degli studenti viene mantenuto fino alla fine dell’anno, nei successivi articoli firmati da Mario Fappani, Angelo Onger, Diego Bianchi, Ugo Pozzi. Proprio il titolo dell’articolo di quest’ultimo “Contestazioni dei giovani e responsabilità degli anziani: hanno proprio torto?” (8) potrebbe essere preso ad esempio dell’atteggiamento della diocesi di Brescia verso le realtà giovanili e studentesche: lettura in chiave generazionale, paterna comprensione – condita da buoni consigli di “saggezza” – verso certi “eccessi”, necessità di dare, almeno parzialmente, ascolto alle richieste di modernizzazione e democratizzazione della scuola. I due articoli de La Verità sembrano invece condividere appieno le ragioni del neonato “movimento studentesco”: oltre alla foto del primo articolo (del 31 marzo) affiancata a quella della manifestazione operaia, che suggerisce un tipico slogan studentesco dell’epoca, nel secondo articolo (del 19 maggio) si solidarizza con gli studenti aggrediti dalla polizia dopo l’assemblea cittadina al Teatro S. Chiara. Nessun accenno alla presenza di “estremisti”, “extraparlamentari”, ecc.
Per quanto riguarda il movimento operaio, l’attenzione è simile a quella destinata al movimento degli studenti (20 articoli su 50), ma si nota un atteggiamento in genere un poco più, diciamo così, rispettoso. L’attenzione è soprattutto indirizzata alla CISL, sindacato d’origine cattolica percepito dal GdB come sindacato di riferimento legato alla DC. Significativo è il fatto che, per esempio, si parli delle elezioni per il rinnovo delle Commissioni Interne solo dove i risultati appaiono lusinghieri per il sindacato “democristiano” (9). I sintomi della rottura del collaterismo e della svolta a sinistra incipiente non vengono, a quanto pare, percepiti, e comunque non se ne trova traccia negli articoli. C’è una certa attenzione verso le lotte della Eredi Gnutti di Lumezzane (con la sottolineatura della inedita decisione dello “sciopero ad oltranza” (10). Ovviamente, come c’è da aspettarsi da un quotidiano non certo sospetto di simpatie verso il movimento operaio di tradizione socialista, quasi tutti gli articoli tendono a mettere in risalto soprattutto le ragioni degli imprenditori, pur senza arrivare ai toni quasi forcaioli usati a volte nel caso dei movimenti giovanili e studenteschi. In particolare, in caso di tensioni e scontri davanti ai cancelli delle fabbriche, è la versione padronale che ottiene la parte del leone, come per le tensioni a Lumezzane per la Eredi Gnutti (11), e sostenendo la presunta scarsa partecipazione allo sciopero generale di zona (12). La tendenziosità del GdB rispetto al movimento operaio di tradizione socialista e comunista appare talvolta sfiorare toni non certo consoni ad un giornalismo che si vuole “indipendente”, come per esempio nell’articolo dell’8 marzo sullo sciopero generale per le pensioni (13). Qui si sottolinea la presunta riuscita dello sciopero solo nelle fabbriche dove “FIM-CISL e UIL non hanno preso posizione e quindi hanno favorito l’iniziativa” (lo sciopero era indetto dalla sola CGIL), mentre sarebbe clamorosamente fallito dove la CGIL era rimasta sola. La contraddittorietà dell’argomentazione balza subito agli occhi: se FIM e UILM non hanno preso posizione (favorendo, non si sa come, l’iniziativa) in alcune fabbriche, vuol dire che nelle altre l’hanno boicottata? Oppure dobbiamo intendere che nel primo caso FIM e UIM hanno aderito e nel secondo no? Comunque, al di là di scivoloni come questo, un po’ in tutti gli articoli dedicati alle lotte operaie l’atteggiamento è quello descritto sopra. Raramente si stigmatizzano le lotte con epiteti poco edificanti, ma si percepisce quasi sempre una presa di distanza, una tendenza a ridimensionare il peso delle mobilitazioni, soprattutto se guidate dalla Camera del Lavoro. Talvolta gli articoli sono preceduti da titoli poco comprensibili, il cui unico fine, ancora una volta, sembra quello di ridimensionare, se non ridicolizzare, la lotta dei lavoratori, come nell’articolo del 29 maggio “Occupata (per modo di dire) un’azienda meccanica” (14), in cui l’occupazione della Lonati da parte dei 400 operai viene derubricata, incomprensibilmente, a…una finta occupazione. Molto più equilibrati gli articoli quando è la CISL ad essere perlomeno co-protagonista dell’iniziativa di lotta, anche se si tratta di lotte piuttosto dure, come l’occupazione dell’ATB. Evidentemente il quotidiano di via Solferino non prevede ciò che accadrà nei successivi tre o quattro anni, quando la CISL (segnatamente la FIM) diventerà, se non un “covo di estremisti”, certamente un sindacato più permeabile all’influenza della nuova sinistra della CGIL o della UIL. Diversamente dal GdB, la Voce del Popolo non dedica nessun articolo specifico alle lotte operaie, così come gli altri periodici locali. Unica parziale eccezione è l’articolo de La Verità del 31 marzo già citato, dove, sotto il titolo (15) si pubblicano tre foto: la prima ritrae gli operai in sciopero, la seconda gli studenti e la terza i contadini. Tutte e tre le foto però non sono state scattate a Brescia. Due articoli del GdB sono dedicati a lotte diverse da quelle classiche di operai e studenti. Il primo riguarda la “rivolta” dei detenuti di Canton Mombello (16) e il secondo il blocco dei binari della stazione di Ghedi da parte dei pendolari (17). Nel secondo si può parlare di obiettività, visto che si presentano le ragioni dei manifestanti (addirittura traspare una certa simpatia da parte del corrispondente locale). Anche il primo non è particolarmente schierato (al di là delle virgolette messe incomprensibilmente a incorniciare il verbo “protestano”), ulteriore segnale del fatto che è particolarmente il mondo giovanile e studentesco a riuscire indigesto al GdB.
I restanti articoli dedicati a quella che viene definita “la contestazione” riguardano aspetti della vita culturale della città e della provincia (come l’attività del gruppo teatrale della Loggetta o lo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame all’ATB occupata) e sono, in genere, molto più equilibrati di quelli dedicati al movimento operaio e, soprattutto, a quello giovanile e studentesco. Interessante la polemica del Giacobino con il Circolo Culturale “Grimau” sulla rivoluzione sessuale, dove M.S. critica “l’individualismo piccolo-borghese” di quest’ultimo, reo di cercare “la felicità” in “paradisi artificiali” (cenno all’uso di droghe?) e di allontanarsi da una visione marxista classica. (18) Altrettanto interessante è il numero (estate ‘68) dedicato al Movimento degli studenti a Brescia, con il tentativo di coniugare nuove espressioni giovanili e studentesche (e critica ai movimenti giovanili dei partiti) e movimento operaio (identificato coi partiti operai storici e soprattutto con il sindacato).
Per quanto riguarda l’emersione di una “nuova” sinistra, i riferimenti sono piuttosto generici (e scarsi). L’unico gruppo che viene citato in un articolo (della Voce del Popolo) è la Lega Marxista-Leninista. Qua e là si parla di imprecisati “gruppi estremisti”, o di “cinesi” (chiaro riferimento alla Cina maoista), oppure (soprattutto il Giornale di Brescia) di “capelloni”, “provos”, “sfaccendati pseudorivoluzionari”.
1) D’ora in poi GdB
2) D’ora in poi VdP
3) “Allontanati dalla Mobile i capelloni di Piazza Vittoria”, GdB del 3/10/67
4) “E’ finita con l’intervento della polizia la gazzarra inscenata da 4 capelloni”, GdB dell’11/06/68
5) “Chiassata nel Modenese di giovani artisti bresciani”, GdB del 7/08/68
6) “La festa della matricola con una disfida al pallone” VdP del 16/04/68
7) “Cronache studentesche”, VdP del 4/05/68 e “Facciamo il punto sulla protesta studentesca nella nostra città”, VdP dell’8/06/68.
8) VdP del 23/11/68.
9) “Le Commissioni Interne”, GdB del 19/07/68
10) “Ancora in alto mare la vertenza alla Eredi Gnutti”, GdB dell’8/02/68
11) “Fatti incresciosi a Lumezzane per lo sciopero in corso”, GdB del 10/02/68, e “Continuano gli incidenti ai cancelli della Eredi Gnutti”, GdB dell’11/02/68
12) “Scarsa partecipazione allo sciopero generale”, GdB del 25/02/68
13) “Sciopero per le pensioni nel settore industriale”, GdB dell’8/03/68
14) GdB, 29/05/68, pag. 4
15) “ A Brescia manifestazioni di protesta”, La Verità del 31/03/68
16) “Per 48 ore cento detenuti “protestano” a Canton Mombello”, GdB del 12/07/68
17) “Convogli sempre in ritardo: gli operai bloccano la linea”, GdB dell’11/12/68
18) “Divagazioni sessuali e i falsi problemi del Grimau”, Il Giacobino, s.d., ma probabilmente marzo 1968, e “Il canto del Cigno”, idem, numero successivo, aprile 1968

Scopri di più da Brescia Anticapitalista
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
bellissimo lavoro. grazie.
"Mi piace""Mi piace"
Grazie a te. Siamo solo all’inizio
"Mi piace""Mi piace"
per fortuna. un saluto
"Mi piace""Mi piace"