DI JOHN LOGAN (professore e direttore degli studi sul lavoro e l’occupazione alla San Francisco State University), da theconversation.com

Da https://www.union-net.it/stati-uniti-un-clima-piu-positivo-per-il-movimento-sindacale/

Pubblichiamo questo articolo, evidentemente non perché rispecchi le posizioni del collettivo Union-net, ma perché offre significativi elementi di conoscenza su di un clima più favorevole ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori negli Stati uniti (redazione).

Le spinte organizzative dei sindacati sono diventate improvvisamente un argomento caldo. Con una sentenza molto pubblicizzata il 29 novembre 2021, il National Labor Relations Board (NLRB) ha riconosciuto che Amazon ha commesso gravi violazioni del diritto del lavoro federale di fronte ad un’iniziativa sindacale in un magazzino a Bessemer, Alabama. Nella sua decisione, il NLRB ha condannato il “palese disprezzo” di Amazon per le regole sui voti organizzativi dei sindacati, dicendo che Amazon aveva “essenzialmente preso il controllo del processo elettorale”. Il gigante della vendita al dettaglio online ha sconfitto così l’iniziativa sindacale, svoltasi all’inizio del 2021, con un margine di 2-1, ma ora si dovranno ripetere le votazioni.

Nel frattempo, a Buffalo (nello stato di New York), i camerieri e le cameriere di una caffetteria Starbucks hanno votato il 9 dicembre per sindacalizzarsi, diventando gli unici dipendenti sindacalizzati della catena statunitense di caffetterie (che ha 15.450 dipendenti in tutto il paese), in quello che è stato presentato come un momento “spartiacque”.

Come studioso di relazioni industriali che ha seguito gli sforzi di sindacalizzazione negli ultimi 20 anni, credo che potremmo essere di fronte ad un nuovo equilibrio nelle relazioni industriali, stimolato in gran parte dall’aumento dell’interesse dei media e del pubblico provocato da queste campagne che hanno investito imprese molto in vista (Amazon, Starbucks, Walmart, Kellogg’s, Uber, ecc., per non dimenticare i movimenti nella sanità e nella scuola pubblica).

La campagna per l’organizzazione del sindacato nei primi mesi del 2021 in un magazzino Amazon in Alabama da parte della organizzazione Retail, Wholesale Department Store Union (RWDSU) è stata una delle campagne sindacali più seguite negli ultimi decenni. Ha generato una copertura mediatica del comportamento antisindacale di Amazon e ha persino contribuito a ravvivare l’interesse per le “battaglie sindacali” nelle redazioni giornalistiche dopo anni di languore.

La sentenza del NLRB ha portato a titoli che sono sfavorevoli al datore di lavoro Amazon. “Amazon ha reso ‘impossibile’ un’elezione sindacale ‘libera e giusta’ a Bessemer, dice il funzionario sindacale”, titola il sito di notizie Alabamanews Al.com. Il Washington Post, di proprietà di Jeff Bezos, ha titolato: “L’Ufficio del lavoro chiede un nuovo voto al magazzino Amazon in Alabama, una grande vittoria per il sindacato”.

Anche se l’azienda dovesse vincere nel nuovo voto senza violare la legge, l’impresa di Amazon è molto sensibile al tono sfavorevole dei media. I funzionari dell’azienda probabilmente vedrebbero molto male le una nuova raffica di critiche giornalistiche di fronte ad un’altra elezione sindacale.

I diritti dei lavoratori sono al centro della scena

Forse la cosa più interessante non è stata tanto la sentenza del NLRB – nonostante il suo enorme significato potenziale per Amazon – ma soprattutto il fatto che essa ha comportato lunghi articoli in diversi importanti media.

Nell’ultimo anno, il movimento operaio sembra aver riconquistato il suo posto nell’arena pubblica. Ciò viene dopo decenni di interesse apparentemente calante dei media per le iniziative sindacali. Un’analisi di Google Ngram – che tiene traccia dell’uso dei termini nelle pubblicazioni – mostra un declino nell’apparizione dei termini “sindacalizzazione” e “iniziativa sindacale” tra la fine degli anni ’70 e la fine del 2010.

Questo declino è correlato alla crescente debolezza dei sindacati durante questo periodo. I sindacati ora rappresentano solo il 10,8% dei lavoratori negli Stati uniti, rispetto al 20% di quarant’anni fa.

È nel contesto di questo declino che è emersa una recente ondata di stampa pro sindacale. Verifichiamo livelli quasi record di approvazione pubblica dei sindacati. Infatti, il sostegno ai sindacati è al livello più alto dal 1965. Si attesta al 68% degli intervistati. Inoltre, la maggior parte delle persone negli Stati uniti crede che il declino dei sindacati abbia danneggiato i lavoratori.

Riforma del diritto del lavoro

La questione dei diritti del lavoro sembra aver catturato l’attenzione del paese in un modo che non ho mai visto nella mia vita e nemmeno nell’ultimo mezzo secolo. E la crescente consapevolezza di questo problema potrebbe avere un impatto sugli sforzi per migliorare il quadro giuridico per la sindacalizzazione.

Un recente sondaggio (Data for Progress, 4-6 giugno 2021) ha rilevato che il 59% degli intervistati è favorevole al rafforzamento del diritto del lavoro attraverso proposte per sanzionare le aziende che fanno ritorsioni contro i lavoratori che vogliono sindacalizzarsi.

Negli Stati uniti è il datore di lavoro ad avere il potere di scegliere se i lavoratori possono organizzare un sindacato attraverso un’adesione a maggioranza o una vera e propria elezione. La proposta legge “Employee Free Choice” intendeva dare ai lavoratori la libertà di scegliere il metodo di adesione ad un sindacato. Si trattava di ristabilire l’equilibrio nel processo di elezione dei sindacati, permettendo ai lavoratori di scegliere un sindacato attraverso un voto a maggioranza semplice o un’elezione

In passato, la mancanza di consapevolezza pubblica ha contribuito al fallimento delle campagne di lotta contro le controriforme del diritto del lavoro. Per esempio, nel 2009-2010, durante la campagna per l’Employee Free Choice Act, era raro incontrare qualcuno che – a meno che non avesse un interesse professionale nel campo delle relazioni di lavoro – avesse sentito parlare di questa legge. E questa proposta di legge ha ricevuto poco sostegno dalla Casa bianca di Obama ed è poi stata respinta dal senato.

Ora, la legislazione sostenuta da Biden per rafforzare il diritto di scegliere un sindacato – il Protecting the Right to Organize Act-PRO – è inesorabilmente chiusa nei cassetti del parlamento nonostante il sostegno della maggioranza degli elettori.

Con l’opposizione dei repubblicani e di tre senatori democratici (Kyrsten Sinema e Mark Kelly entrambi dell’Arizona, e Mark Warner della Virginia), le proposte di legge sono già ritenute in via di fallimento al Senato, tradizionalmente il cimitero delle riforme del diritto del lavoro. Il PRO Act potrebbe anche morire lì, anche se i sostenitori del sindacato sperano che sanzioni finanziarie significative per le violazioni dei datori di lavoro saranno almeno incluse nel disegno di legge da 2.000 miliardi di dollari di Joe Biden “Build Back Better”.

Perché il PRO Act diventi una proposta vivente, dovrà probabilmente trasformare il suo sostegno popolare in pressione sui membri del Congresso. Questo è l’unico modo, secondo me, per ottenere un cambiamento significativo e facilitare la sindacalizzazione.

I titoli dei giornali che si concentrano sul potere coercitivo che le grandi aziende come Amazon hanno sui lavoratori che partecipano alle elezioni potrebbero aiutare a costruire il sostegno per le campagne di organizzazione.

I sindacati sono popolari

Con il voto di Starbucks a Buffalo, i sindacati continueranno ad essere sotto i riflettori dei media nazionali.

La catena di caffè si era impegnata in tattiche antisindacali “aggressive” (così sono state descritte) prima del voto, per esempio costringendo i dipendenti a partecipare a riunioni obbligatorie in cui li si tempestava di argomentazioni antisindacali. Anche se ha coinvolto solo poche decine di lavoratori, la vittoria di Workers United-SEIU a Starbucks è considerata una delle più importanti vittorie di sindacalizzazione degli ultimi decenni.

Le corporazioni padronali negli Stati Uniti hanno condotto per decenni brutali campagne antisindacali. Ciò che è cambiato, dal mio punto di vista, è che tali attività sono ora considerate degne di nota – almeno quando le aziende coinvolte hanno nomi famosi. Questo è in netto contrasto con la copertura mediatica del passato che spesso ritraeva i lavoratori sindacali come “strapagati, avidi e immeritevoli della loro ricchezza”.

In un articolo del New York Times del 7 novembre 2021, si afferma testualmente “i media ora amano i lavoratori”.

Parlare di sindacati

Oltre ad Amazon e Starbucks, negli ultimi mesi un numero crescente di dipendenti ha preso in considerazione la formazione di sindacati nei loro posti di lavoro. Solo negli ultimi mesi, abbiamo visto i lavoratori dei media, della tecnologia e dei musei organizzarsi o minacciare uno sciopero.

La copertura della campagna sindacale in Amazon è uno dei motivi per cui le discussioni sulla sindacalizzazione sembrano diffondersi. Ma ci sono altri fattori – non ultimo la situazione creata dalla pandemia di Covid-19 – che hanno scatenato molte lotte sindacali, grandi e piccole. Lo stesso vale per le lotte sulla sicurezza dei magazzinieri di Amazon e dei lavoratori dell’impresa di distribuzione di cibo biologico Whole Foods, anch’essa di proprietà di Amazon. Allo stesso tempo, l’avvento dei social media ha facilitato la creazione di un intenso scambio di opinioni sulle iniziative sindacali, come nel caso della recente campagna di hashtag #Striketober (contrazione di strike e october). La sindacalizzazione, a quanto pare, può essere contagiosa – alle giuste condizioni.

Cogliere l’attimo?

Non è ancora chiaro se i sindacati e i loro alleati possano capitalizzare questa apparente nuova attenzione pubblica e convertirla in un aumento delle adesioni o in un cambiamento della legge. Ma penso che stiamo vivendo un momento unico nella storia del lavoro americano. La questione è se i sindacati saranno in grado di capitalizzare la maggiore attenzione dei media – e i titoli sfavorevoli per le grandi imprese che stanno cercando di soffocare i diritti dei lavoratori – e quindi stimolare un nuovo periodo di attivismo sindacale