No alla repressione del governo “socialista” di Pedro Sanchez

Lo sciopero dei lavoratori metallurgici di Cadice ha paralizzato il principale settore industriale della regione. L’Andalusia è da sempre la regione più povera del paese. Lo sciopero è iniziato dieci giorni fa ed è stato segnato da continue e massicce manifestazioni nel capoluogo di provincia.

Il governo di Pedro Sanchez, che si basa sull’alleanza tra il PSOE (il partito tradizionale della socialdemocrazia spagnola) e di Unidos Podemos (l’alleanza tra Podemos e il PCE) ha affrontato la straordinaria mobilitazione operaia con i reparti di pronto intervento, i blindati, le cariche e gli idranti, le pallottole di gomma e lacrimogeni. Ancora ieri, mercoledì, dure cariche nella zona portuale su un corteo di studenti e solidali. 

Al contrario lo sciopero ha raccolto il sostegno di gran parte dell’opinione pubblica e del movimento studentesco. Tutte le scuole della città sono scese in sciopero a fianco dei metallurgici. 

Anche il sindaco di Cadice, José Marìa Gonzàles, detto “Kichi”, che è un esponente di Anticapitalistas (una organizzazione di estrema sinistra 

all’opposizione del governo), ha partecipato ai cortei e ha dichiarato: “Gli operai non sono affatto delinquenti (così li avevano definiti i giornali filogovernativi). Se abbiamo dovuto erigere le barricate è stato perché Madrid finalmente si accorgesse della nostra esistenza”.

In ballo c’è il rinnovo del contratto con la FEMCA, la Federmeccanica regionale, perché i contratti nello stato spagnolo sono tuttora regionali. C’è la definizione degli indici di progressione dei salari per i prossimi tre anni, di fronte ad un’inflazione che anche in Spagna (come d’altra parte in tutta la UE) sta crescendo in modo incontrollato. Ma c’è soprattutto l’uso scriteriato e massiccio dei contratti a termine che colpiscono circa i tre quarti dei 29.000 metallurgici della provincia di Cadice. Per tantissimi lavoratori la continua successione di contratti precari prosegue da decenni.

Ieri sera (mercoledì) è stata raggiunta un’ipotesi di accordo tra i vertici sindacali e la FEMCA e in queste ore (giovedì mattina) questa ipotesi è in discussione e votazione nelle assemblee dei lavoratori.