Al Pirellone va in scena il funerale della sanità pubblica in Lombardia, per ora solo virtuale…

di Andrea De Lotto

Venerdì prossimo, 26 Novembre, potrebbe essere votata, proprio all’interno delle mura del vecchio e storico grattacielo milanese, la pseudo riforma Moratti-Fontana. In contemporanea, quel pomeriggio si terrà una manifestazione a difesa della sanità pubblica: la provocazione di oggi serve proprio a lanciare quel momento allargato. “Questa pessima riforma – dicono gli organizzatori del Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute – non deve passare, sarebbe la morte definitiva del sistema sanitario pubblico.”

Dopo lunga agonia e per mano consapevole è venuto a mancare il sistema sanitario pubblico lombardo” questo il necrologio affisso sulla spoglia bara di legno collocata ai piedi del Pirellone dagli attivisti del Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute: in scena un vero e proprio funerale con flash mob e l’invito a partecipare rivolto a “tutti coloro che hanno beneficiato delle sue cure, sempre disinteressate”.

“Siamo qui per scongiurare che questa morte annunciata possa davvero verificarsi e che questo funerale, per ora soltanto virtuale, debba davvero essere celebrato- dichiara Marco Caldiroli, Presidente di Medicina Democratica, fra le 57 associazioni aderenti. Se la riforma Moratti venisse approvata, la sanità pubblica verrebbe affossata ancora di più, aprendo ai privati anche la medicina territoriale, case e ospedali di comunità, assistenza domiciliare integrata: le risorse del PNRR verrebbero riciclate verso il profitto, anziché a sostegno della salute pubblica. Il depotenziamento della sanità pubblica ha avuto effetti devastanti che le nostre comunità hanno pagato duramente con gli oltre 35.000 morti di Covid e gli infiniti disservizi che si sono verificati nel corso della pandemia e non solo.”

“Di fatto rischiamo di andare verso il modello statunitense – ha sottolineato VittorioAgnoletto, responsabile scientifico dell‘Osservatorio Coronavirus- e i ricchi potrebbero curarsi ricorrendo, a pagamento, alla sanità privata mentre tutti gli altri dovrebbero arrangiarsi, aspettare mesi e mesi per avere una visita o un esame diagnostico e nel frattempo le patologie potrebbero evolvere. La possibilità di curarsi dipenderebbe dal proprio portafoglio e verrebbe nei fatti cancellato l’articolo 32 della Costituzione che stabilisce come il diritto alla salute sia un diritto universale; le conseguenze sarebbero spaventose”.

Nel corso del flash mob è stato sottolineato anche che le discussioni e i contrasti nella maggioranza di centrodestra, emerse in questi giorni, non hanno niente a che fare con eventuali ripensamenti sull’ulteriore spinta alle privatizzazioni! “In gioco c’è la torta dei finanziamenti europei e sta scoppiando una guerra tra bande su chi dovrà gestirla – ha detto Angelo Barbato del Forum Nazionale per il Diritto alla Salute- e infatti un emendamento di Forza Italia vuole sottrarre all’Agenzia Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti (creatura della Lega e di Fontana) il controllo del malloppo e affidarlo all’assessorato della Moratti. Nei territori sta crescendo il malumore degli amministratori locali, anche di destra, a cui è stato sottratto il potere di intervenire sulla realizzazione delle Case della Comunità e dei servizi territoriali, già decisa dalla Regione con le localizzazioni identificate senza alcuna consultazione dei comuni e tanto meno della cittadinanza!” Per venerdì 26 novembre, alle 16 e 30, annunciata una manifestazione regionale in previsione del voto finale sulla legge. Di nuovo sotto il vecchio Pirellone.

Anche a Brescia sabato mattina nel piazzale dell‘ospedale civile un presidio con oltre un centinaio di partecipanti hanno manifestato contro la riforma Moratti e discusso del disastro della sanità lombarda.