I femminicidi non si fermano, sono due negli ultimi giorni: Lucrezia Di Prima e Elena Casanova.ELENA CASANOVA, 49 ANNI, è stata uccisa a Castegnato mercoledi 20 ottobre, in strada a martellate, dall’ex compagno EZIO GALESI, che aveva lasciato da un anno. L’uomo ha atteso che Elena tornasse a casa e l’ha uccisa. Si è consegnato ai carabinieri, dopo aver acceso una sigaretta e aver detto in dialetto “l’ho’ copada. Ghere di’t che el fàe e l’ho fat”, a testimonianza della feroce premeditazione. Elena lascia una figlia di 17 anni.NEL BRESCIANO SONO 4 LE DONNE ASSASSINATE NEGLI ULTIMI 12 MESI E 23 NEGLI ULTIMI 10 ANNI!LA RABBIA FEMMINICIDA DEL MASCHIO LASCIATO O CONTRADDETTO, È SEMPRE PIU’ BRUTALE.SIAMO STUF* DI TEMERE PER LA NOSTRA VITA, OGNI VOLTA CHE VOGLIAMO ROMPERE UNA RELAZIONE TOSSICA, OGNI VOLTA CHE DICIAMO “NO” AD UN UOMO.Con Elena, ricordiamo anche LUCREZIA DI PRIMA, 37 ANNI, uccisa il 17 ottobre a San Giovanni La Punta, nel catanese. Il suo corpo è stato ritrovato il giorno seguente, quando il fratello Giovanni ha confessato di averla uccisa a seguito di un litigio.FERMIAMO I FEMMINICIDI, COMBATTIAMO IL PATRIARCATO, CHE UCCIDE LE DONNE E LE SOGGETTIVITA’ NON ETERO-NORMATE!SCENDIAMO IN PIAZZA TUTTE, TUTTU E TUTTI INSIEME con rabbia e amore per ogni donna o soggettività dissidente uccisa per mano machista, in particolar modo quando questo orrendo delitto avviene nel territorio dove viviamo, amiamo, lottiamo e sentiamo ancor più vicina la vittima e il dolore di chi resta.La violenza contro le donne e la violenza di genere sono strutturali: attraversano ogni luogo e momento delle nostre esistenze. Vogliamo svelare insieme l’oppressione e lo sfruttamento che ci colpiscono ogni giorno. Vogliamo praticare la sorellanza e strappare l’abuso e tutte le gradazioni della violenza dal contesto domestico per riportarlo in piazza, nello spazio pubblico, perché la violenza contro le donne e la violenza di genere non sono fatti privati, ma sono sistemiche e per questo riguardano tutta la società. L’attacco patriarcale, perpetrato dalle mani di un machista, è infatti un attacco a tutte le donne e a tutte le soggettività non eteronormate, è la punizione per il fatto di essere liber* e auto-determinat*.Al di là della diversa età delle vittime e della loro collocazione geografica il dato comune è la violenza machista che uccide, priva della vita o avvelena la quotidianità.Non accettiamo, e mai lo faremo, la spiegazione neuro-biologica del “gene guerriero”, che vorrebbe ridurre le responsabilità individuali e sociali dei femminicida, in nome di un determinismo biologico. Gli uomini che si sono macchiati del sangue di queste donne sono patriarchi. Giustiziano le donne e le soggettività dissidenti perché perdono il potere di controllarle, si infuriano perché non possono piegarle alla loro volontà, non sono capaci di accettare la fine di una relazione.Non un attimo di respiro nella lotta alla società patriarcal-capitalistica che è il brodo di cultura dei femminicidi e della violenza di genere.Ci vogliamo vive, vivu e libere, liberu!

PER DIRE BASTA TROVIAMOCI TUTT* VENERDIÌ 22 OTTOBRE ALLE ORE 18.30 IN PIAZZETTA BELL’ITALIA,

ORA PIUÙ CHE MAI PIAZZETTA NON UNA DI MENO.