Dopo quasi un mese di sciopero generale e blocchi delle principali strade, assemblee di quartiere si riuniscono anche con commissioni per autogestire le esigenze fondamentali della vita. Scontri continuano in tutto il paese per l’aggressione dei reparti di polizia ai blocchi e alle manifestazioni. Intanto anche le forze repressive dello stato iniziano a entrare in crisi. Un grande numero di poliziotti dichiara che sono innanzitutto cittadini, prima di essere poliziotti, e se il governo non troverà soluzioni accettabili per la popolazione, dal 11 giugno rifiuteranno di prestare servizio di ordine pubblico.