Anche a Brescia, come in moltissime città d’Italia, d’Europa e del mondo, siamo scesi in piazza contro l’aggressione sionista al popolo palestinese. Una Piazza Rovetta piena (circa un migliaio di persone, in gran parte giovani e immigrati) ha risposto all’appello dell’associazione di amicizia Italia-Palestina di Brescia, di Restiamo Umani e del Comitato “Un parco per Vittorio Arrigoni”. Un appello a cui aveva aderito, oltre a Sinistra Anticapitalista, tutto il variegato “arcipelago” della sinistra “radicale” bresciana, oltre ad alcune associazioni islamiche. Moltissimi giovani, moltissime bandiere palestinesi. Poche le bandiere rosse: praticamente (a meno che non me ne sia sfuggita qualcun’altra) solo quelle di Sinistra Anticapitalista e del “Partito Comunista” di Marco Rizzo, fino a poche settimane fa sconosciuto a Brescia. La combattività della piazza era palpabile: gli slogan continuamente ripetuti di Palestina Libera hanno spesso interrotto i discorsi delle oratrici e degli oratori. Purtroppo solo la delegazione di SA aggiungeva un “rossa”, dopo il libera. Certamente a livello di massa è ancora diffusa l’illusione che sia possibile costruire una Palestina “libera” (sarebbe interessante capire cosa vuol dire quel “libera” per molti) senza farla finita col capitalismo, con le divisioni etnico-religiose. Anzi, è molto più diffusa di qualche decennio fa, quando “Palestina libera, Palestina rossa” era lo slogan più gridato nelle manifestazioni di massa contro il sionismo. Evidentemente l’arretramento della coscienza di classe internazionalista ha inciso, se possibile, ancor più in questo ambito che in altri (per esempio nella solidarietà col Rojava o col Chiapas). Credo che pure l’indebolimento delle posizioni rivoluzionarie (o anche semplicemente laiche e progressiste) in Palestina non sia estraneo a questa debolezza di fondo delle massicce dimostrazioni di oggi. Comunque resta un dato positivo la mobilitazione di centinaia di giovani immigrati (soprattutto di provenienza medio-orientale) che hanno urlato tutta la loro rabbia contro l’aggressione sionista di questi ultimi giorni. Anche se il livello di coscienza politica si limita all’anti-sionismo (per fortuna, almeno apparentemente, senza accenni di anti-giudaismo), è già un primo passo. Da segnalare un brutto episodio, accaduto, a quanto sembra, alla fine della manifestazione anti-sionista. Nella vicina Piazza Vittoria si teneva una manifestazione per il DDL Zan, organizzata dal Kollettivo Studenti in Lotta (KSL), contro l’omotransfobia, a cui hanno partecipato circa 200 persone. Alcuni giovani provenienti dalla manifestazione di Piazza Rovetta (uno dei quali, secondo vari testimoni, con una bandiera del PC “rizziano”) avrebbero apostrofato i manifestanti anti-omofobia con insulti tipici della destra reazionaria omofobica (“froci di merda” ed altre simili amenità). Stiamo cercando testimonianze dell’accaduto per verificare fino a che punto si sia trattato di una bravata di qualche povero mentecatto o se ci sia qualcosa di più grave dietro questo penoso episodio. Noi comunque ribadiamo che siamo a fianco del popolo palestinese e a fianco della lotta per la liberazione sessuale. Senza sconti né da un lato né dall’altro.

FG