Grazie ad un amico italiano che vive e lavora a Yangon, abbiamo notizie fresche sul colpo di stato dei militari di stamattina. Ecco il suo resoconto.

Come ampiamente annunciato sin dalla settimana scorsa, oggi nelle prime ore della mattinata il Matmadaw ha messo agli arresti il Presidente del Myanmar U Win Myint, il suo Primo Ministro Daw Aung San Suu Kyi ( premio nobel per la pace nel 1991) ed altri 22 Ministri del suo governo ripristinando un governo militare guidato dal Tatmadaw.

Formalmente le motivazioni del colpo di stato si basano sulle accuse di brogli rivolte alla Union Election Commission (Comissione Elettorale) e alle discrepanze nel conteggio dei voti delle ultime elezioni dell 08 novembre del 2020 e che hanno visto il partito della San Suu Kyi la NLD riportare un indiscutibile 80 % delle preferenze di voto. Nonostante questo risultato il Tatmadaw da sempre accusa di brogli il Comitato Elettorale e punta il dito alle interferenze delle nazioni occidentali ostili alla loro presenza sui banchi del parlamento. Per questo motivo da aprile 2020 le frontiere sono praticamente sigillate in entrata per gli stranieri, specialmente per gli appartenenti alle organizzazioni della Societa Civile o alle ONG che collaborano con le popolazioni e le minoranze etniche e che da anni denunciano gli abusi e le prepotenze dell’esercito. Si puo quindi uscire facilmente dal Myanmar ma entrare é possibile solo su lettera d’invito emessa da una unità governativa e solo per giustificati motivi di utilità nazionale.

Il nuovo governo nato dalle elezioni dell 08 novembre si sarebbe dovuto insediare domani martedi 02 febbraio 2021 ma questo nuovo colpo di stato militare mette fine ad un breve periodo democratico ed a un supposto negoziato o per lo meno a una tacita intesa tra la NLD ed il Tatmadaw. Il risultato di questo negoziato si era reso evidente quando la leader del NLD, Daw San Suu Kyi aveva dato le spalle alla Comunità Internazionale e alla Corte Internazionale di Giustizia di un anno fa aveva giustificato la repressione degli oltre un milione di Rohinga che ancora risiedono nel Myanmar e che il governo vorrebbe espellere oltre confine in quanto mussulmani e con pretesti ridicoli o grotteschi.

Inoltre le elezioni dell 08 novembre 2020 non erano state condotte nelle zone ancora interessate dal conflitto armato che da decenni le minoranze etniche sostengono con il potere centrale. Nonostante tutte queste limitazioni alla democrazia e le misure Anticovid che hanno di fatto impedito ogni propaganda elettorale la gente, quella domenica dell 8 novembre, si era messa ordinatamente in fila a tre metri di distanza l’una dall’ altra in un silenzio religioso, aspettando pazientemente in piedi il suo momento per votare e il NLD ha stravinto.

Oggi a Yangon il sole è sorto luccicando sui ferri dei carri armati messi in posizione strategica agli incroci delle strade. Scene già viste molte volte in America latina. La gente che corre a comprare di tutto per fare scorta di generi alimentari, code agli ATM che oramai non permettono più il ritiro di denaro contante. Ma a Yangon il Tatmadaw è sicuro di non avere oppositori seri e di avere una vittoria facile, senza incidenti. Per mettere sotto scacco l’intero paese hanno scelto un Lunedì, giorno non di certo il più facile per un colpo di stato: il lunedì la gente si trova nelle fabbriche uffici e università quindi è un giorno dove è facile organizzare una resistenza; avendo poi un fine settimana a disposizione la scelta sarebbe stata ovvia a qualsiasi stratega, ma il Tatmadaw é sicuro che nessuno li fermerà; altro punto è che in nessun momento (finora) e stato interrotto il servizio internet, quindi stanno permettendo di mantenere aperti i canali di comunicazione con l’ esterno, anche questo fattore dimostra una grande sicurezza da parte dei militari. Le comunicazioni all’interno del paese sono invece bloccate, così le strade, gli aeroporti ed il porto marittimo. Il telefono funziona a singhiozzo ma per il momento ci permette di mantenere i contatti con i villaggi e con le zone dove lavorano i nostri progetti.

Il Tatmadaw dice che a maggio se ne andrà ripristinando le garanzie democratiche attraverso nuove elezione. Staremo a vedere.

Il birmano