Sono passati più di 5 anni da quando un gruppo di compagni del circolo “Guido Puletti” di Sinistra Anticapitalista decise di dar vita a questo blog. L’idea (col senno di poi rivelatasi purtroppo velleitaria) era quella di dar vita ad una specie di “bacheca” aperta a tutte le correnti dell’anticapitalismo bresciano, su cui tutt* potessero scrivere, confrontarsi, magari pure litigare, andando oltre (senza ovviamente rinunciarvi) agli steccati, agli “organi di partito” (blog, radio, giornali, ecc.). In realtà, al di là di collaborazioni saltuarie, oltre il 90% degli articoli sono espressione dei compagni del circolo suddetto o comunque dell’area che fa riferimento alla Quarta Internazionale (con qualche incursione di compagni d’area libertaria, del PCL o del PRC). Indubbiamente si può parlare, in questo caso, di un bilancio insoddisfacente. Molto meglio è andata per quanto riguarda il, chiamiamolo così, “successo di pubblico”, in particolare nel 2020. Complice forse anche il confinamento dovuto al COVID-19, quest’anno abbiamo battuto ogni (nostro) record: circa 190 mila visualizzazioni, con 150 mila visitatori. Tutti i mesi sono stati da “record” per noi (esclusi giugno e luglio, superati di poco dal precedente record del 2017), con ben 5 articoli che hanno superato le 10 mila visualizzazioni (tra i quali uno con 39.200 visualizzazioni) e altri 11 tra 1000 e 10 mila. In totale il triplo del 2019 e più del doppio del precedente record del 2017. Un dato estremamente positivo per un blog “di provincia”, ci sembra. Il che non ci impedisce di guardare con preoccupazione alla poca “interattività”: solo poco più di 1000 “likes” e 120 commenti ( su 972 articoli pubblicati quest’anno) nonostante i continui inviti a scrivere e a commentare liberamente. Anche i “followers”, pur essendo più che raddoppiati nel 2020, sono ancora pochini (poco più di 300). Per non parlare della militanza, la grande assente di questi tempi grigi, quando la stragrande maggioranza della “compagneria” si limita ad un click di sostegno passivo alla irrinunciabile battaglia politica. Certo, sappiamo benissimo che non sarà certo un blog (o un giornale, una radio, o una rete tv) che potrà supplire alla (quasi) assenza di movimenti reali e alla passività di gran parte della classe lavoratrice. Noi continueremo, nel nostro piccolo, ad andare in direzione ostinata e contraria, scrivendo liberamente (al di là delle sentenze che vogliono censurarci) ciò che pensiamo. Buon 2021 a tutt*