Secondo i dati ufficiali, circa il 77% degli elettori si è rifiutato di partecipare alla farsa del referendum del 1° novembre 2020.
Si tratta di un palese rifiuto della nuova costituzione del regime. È una terribile sconfitta elettorale del regime, dell’ autorità illegale e del regime che incarna.
Questo ampio rifiuto popolare della costituzione trae la sua forza dalla rivolta del movimento popolare dell’aprile 2019. Nonostante la “tregua” a causa delle ripercussioni della pandemia di Covid-19, il vulcano del movimento è ancora in fiamme.
Il regime ha reclutato tutte le risorse materiali, finanziarie e umane, in particolare datori di lavoro e partiti come l’FLN e la RND (Rassemblement national démocratique), da un lato, e dall’altro, ha usato il suo totale controllo sui media pubblici e privati. Tuttavia, il regime illegale ha ricevuto un forte schiaffo politico: la maggioranza del popolo algerino continua a chiedere la fine del regime autoritario, neoliberale e antisociale e rifiuta la continuità del regime in qualsiasi forma.
Nel 66° anniversario dello scoppio della guerra di liberazione nazionale, il Partito socialista dei lavoratori algerini dichiara che la lotta del popolo algerino per recuperare la libertà, la dignità e la sovranità continua ancora oggi contro l’oppressione politica e sociale. Questa battaglia deve chiedere l’elezione di una Assemblea Costituente sovrana che esprima le aspirazioni democratiche e sociali dei lavoratori, dei disoccupati, delle donne, dei piccoli agricoltori e di tutti gli sfruttati.
In questa occasione, il Partito Socialista dei Lavoratori continua ad affermare la necessità:
- L’immediata rimozione di tutti gli ostacoli all’effettivo esercizio delle libertà democratiche e sindacali!
- Il rilascio di tutti i prigionieri di coscienza!
- Solidarietà con le lotte dei lavoratori e la convergenza delle lotte sociali e democratiche.
La Segreteria Nazionale, 2 novembre 2020
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