C’è un bel film di Fred Zinneman, regista austriaco-americano, del 1963, che si chiama “E venne il giorno della vendetta”, con due grandi attori, Gregory Peck ed Anthony Quinn. La storia ricorda le vicende di un grande guerrigliero anarchico, il “Quico” Sabaté, ucciso in un agguato dalla guardia civil nel 1960 vicino a Barcellona. “Quico” non si era arreso, dopo la sconfitta del ’39, e nonostante la sconfessione dei vertici della FAI-CNT, alla fine degli anni ’40, aveva continuato la “sua” guerriglia antifranchista, entrando in Catalogna, dalla sua casa sui Pirenei, appena oltre il confine francese, fino alla sua morte. Zinnemann racconta la storia di un guerrigliero, probabilmente anarchico, che percorre più o meno gli stessi passi. Nel film il guerrigliero (Gregory Peck) è attirato in trappola dal suo persecutore poliziotto (Anthony Quinn), che gli fa giungere la notizia che la madre è moribonda. Una delle scene che ricorderò sempre è quando il prete si avvicina alla vecchia madre morente e vuole impartirle la “benedizione”. La madre, con gli occhi fiammeggianti, gli dice sprezzantemente “Vai a benedire i plotoni di esecuzione, prete!“. Della serie “Al enemigo ni agua!”. Questa sera, brindando con una copa di vino rigorosamente rosso al primo anniversario della morte del boia in cui il suo corpo si trova fuori dal macabro scenario del Valle de los Caídos (un orribile mausoleo-cimitero costruito col sudore e il sangue dei prigionieri repubblicani vicino a Madrid), ho pensato a quella madre. Abbiamo pazienza e memoria lunga, Francisco Franco. E non siamo disposti a perdonare te. boia dei popoli di Spagna, e i tuoi seguaci, di allora come di oggi. Un criminale seriale, cinico e codardo, al cui confronto persino Mussolini sembra quasi un tenero. Ora sei sepolto in un piccolo cimitero vicino a Madrid, e oggi erano solo poche decine di nostalgici a renderti omaggio. I tuoi seguaci gridavano, di fronte a Miguel Unamuno, “Muera la inteligencia, viva la muerte”. Oggi, come 44 anni fa, ho anch’io pensato “viva la muerte”. La tua, Paquito!

Buenaventura D.