Qualcosa di grosso sta succedendo dalle parti del PD, e non solo a livello di “fronda” locale sparsa qua e là per l’Italia. Si sa da tempo che serpeggia il malcontento nella base del partito, soprattutto tra i vecchi militanti e tra i giovanissimi. Sintomi sono stati il cambiamento di nome di alcune sezioni toscane e romagnole negli ultimi mesi, come la sezione “Aldo Moro” che ha deciso di intitolarsi a “Che Guevara”, o la “Unità democratica” che ha scelto “Per la Rivoluzione Mondiale!” I nostri lettori hanno già saputo dei contatti tra il premier Conte e alcuni dei 23 partiti comunisti diffusi in Italia, e di come le trattative per l’allargamento del governo giallo-rosa ai comunisti siano naufragate. Ora si è scoperto l’arcano: un istituto di sondaggi quasi sconosciuto, ma a quanto pare serissimo (pare sia stato l’unico a prevedere l’esito delle europee con errori dello 0,001%), l’Istituto Nostradamus, ha pubblicato oltre un mese fa un sondaggio che ha lasciato a bocca aperta i pochi fortunati che ne sono venuti a conoscenza. E pour cause! è stato tenuto nascosto fino ad oggi. Questo sondaggio segreto vede un crollo dei principali partiti di governo e dell’opposizione di destra: il PD scenderebbe al 9%, i grillini al 3, LeU all’1,5, Renzi addirittura sotto l’1%! Ma a destra non va meglio: la Lega scenderebbe al 10%, seguita dai seguaci della Meloni al 3, con Forza Italia sotto il 2! Ma dove finiscono questi voti? In parte nell’astensione, ci dice il prestigioso Istituto, ma in gran parte (e questa è una vera bomba!) ai vari partiti comunisti, seppur divisi. Così Rifondazione è data al 25%, seguita dal Partito Comunista dei Lavoratori, al 15, da Sinistra Anticapitalista, al 10, dal PCI di Alboresi all’8%, da Potere al Popolo al 5 e da altre sigle minori (tra i quali gli Animalisti Vegani Internazionalisti, new entry col 4%). Ora si capiscono le mosse affannose di Conte per ingraziarsi l’arcipelago della falce e martello! Il titolare di Palazzo Chigi, che avrà molti difetti ma non manca di lungimiranza, aveva deciso di correre ai ripari in tempo. E si capisce anche il perché della riluttanza dei vari partiti comunisti ad accettare l’offerta di collaborazione governativa. Evidentemente i dati del sondaggio erano noti anche a loro (per lo meno ad alcuni di loro). E nel PD sono cominciate le fibrillazioni. Già due settimane fa i giornalisti avevano visto Zingaretti uscire di casa con “Stato e Rivoluzione”, libro scritto da Lenin nel 1917 e che, a quanto pare, giaceva intonso nella biblioteca del leader democratico da vari decenni. E le indiscrezioni si moltiplicano sulla proposta che il segretario starebbe per fare alla prossima direzione del partito: una vera e propria rifondazione, cambiando nome e simbolo. Fonti ben informate parlano di ripristinare la falce e il martello (altri parlano di un pugno chiuso su fondo rosso), di scegliere nomi come “Partito Comunista Unificato (o Unitario)” o addirittura “Partito Comunista Rivoluzionario dei Lavoratori, Disoccupati e Poveracci in genere”. Dal punto di vista del nuovo programma proposto, sono arrivate voci non ancora confermate, ma si sussurra di nazionalizzazioni a tutto spiano (pare senza indennizzo!), di dar vita a “soviet” in tutte le realtà produttive, di introdurre un’aliquota IRPEF del 99% sui redditi oltre i 500.000 euro, di ripristinare le pensioni di vecchiaia a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne, e quelle di anzianità a 35 anni di contributi (com’erano prima della riforma Dini del 1995), di reintrodurre la scala mobile integrale dei salari, migliorando quella in vigore fino al 1992. E, per quanto riguarda lo “stile”, si parla dell’obbligo per tutti i dirigenti (compresi i parlamentari e i ministri) di abbandonare le auto blu a favore di biciclette e autobus, e di ridurre agli stessi  gli stipendi, equiparandoli a quelli di un operaio di medio livello. Una vera e propria rivoluzione, insomma. I nostri inviati sono in questo momento a Roma per dar conto di ogni movimento in questo senso. Vi terremo informati.

Feiknius