Un vero “tour de force” il Consiglio Comunale di oggi: per me (e per l’altro centinaio di compagni presenti al presidio sotto la Loggia) è iniziato alle 16 ed è finito verso le 22,30. Al presidio (un centinaio tra “comunisti” e “comunali”, nel senso dei lavoratori del Comune di Brescia, presenti per sostenere le loro rivendicazioni sindacali) c’erano un po’ tutte le sigle dell’arcipelago “comunista” bresciano: da noi di Sinistra Anticapitalista al PRC, dal PCI a Potere al Popolo, oltre a vari “cani sciolti” e a esponenti di Sinistra Italiana. Ovviamente l’oggetto del presidio non era certo la delibera sulle case Aler o sulla tassa di soggiorno (argomenti noiosissimi che hanno sfidato la mia capacità di concentrazione) ma la preannunciata mozione dell’opposizione di destra che, con la scusa della sciagurata risoluzione del Parlamento Europeo del 19 settembre (quella che equipara nazismo e “comunismo”) voleva, sostanzialmente, modificare la delibera della giunta comunale del 2017 in cui, per ottenere la concessione di spazi pubblici, si richiede una dichiarazione di adesione ai principi dell’antifascismo e dell’antirazzismo (ma la Lega, per non parlare del “post-fascisti di FdI, ottempera a queste condizioni?). In buona sostanza i nostri ineffabili “destri” avrebbero voluto che queste condizioni fossero sostituite da un generico “anti-totalitarismo” in cui fosse esplicitato il rifiuto del comunismo. I partecipanti al presidio (una sessantina dei quali sono poi entrati nella sala consiliare) temevano che, visto come è andata la votazione a Strasburgo (col PD quasi unanimemente schierato con la destra), ci fosse la possibilità di una ripetizione dello scempio anche nella città della strage fascista di Piazza Loggia. I dubbi si sono gradualmente dissolti ascoltando gli interventi dei vari esponenti del centro-sinistra, che hanno, in modo più o meno coerente e motivato, respinto al mittente la richiesta delle destre. Devo dire che gli interventi degli esponenti della destra mi hanno fatto riflettere sul livello, incredibilmente basso, della cultura e della conoscenza storica a cui è arrivato questo schieramento. Ovviamente le poche e raffazzonate citazioni da “fonti storiche” hanno fatto cenno solo ad alcune malefatte dello stalinismo (alcune purtroppo verissime), senza che a lor signori venisse il minimo dubbio sul fatto che l’equiparazione stalinismo=comunismo ha una solidità storica tutt’altro che indiscutibile. Anche la maggior parte degli interventi del centro-sinistra, dal tono complessivamente difensivo, non ha brillato per profondità e conoscenza dei fatti storici. Persino i migliori interventi (Albini, Curcio, Fenaroli e, inaspettatamente, il consigliere del M5S, Ghidini) si sono limitati a sostenere la “diversità” del “comunismo italiano” (leggi PCI) dallo stalinismo, sorvolando sui giustificazionismi e complicità, ed ignorando totalmente il comunismo pre-stalinista ed anti-stalinista (con l’unica, limitata eccezione di Fenaroli, che ha accennato al massacro del gruppo dirigente bolscevico da parte di Stalin). Giustamente hanno sottolineato il contributo dei comunisti (PCI e non PCI, aggiungo io) alla Resistenza, il fondamentale ruolo del PCI nella costruzione della “nostra democrazia”, ecc. ecc. in una specie di “captatio benevolentiae” rivolto sia agli avversari di destra, sia ai propri partner di tradizione democristiana o liberale. Qualcuno, in particolare Curcio e Fenaroli e, seppur brevemente, Ghidini, ha accennato alle radici della seconda guerra mondiale, contestando la ricostruzione fatta dal PE (storiograficamente debolissima) che vedrebbe nel patto Hitler-Stalin la principale causa della Seconda Guerra Mondiale.  Complessivamente un dibattito non certo di altissimo livello, ma incomparabilmente più interessante delle solite discussioni “amministrative”, almeno dal mio punto di vista. Alla fine solo 9 consiglieri (tutti della destra forzitaliota, leghista e post-fascista) hanno votato sì, mentre tutto il resto del Consiglio (centro-sinistra, M5S e civica) ha votato no. Non è molto ma, in tempi come questi, è già un piccolo risultato positivo.

FG