Hanno iniziato lunedì mattina in alcuni porti, in serata tutti i venti porti del Cile erano bloccati dallo sciopero proclamato durante la giornata dai sindacati di settore. La richiesta immediata è la cessazione dello stato d’emergenza, del coprifuoco e la liberazione dei quasi 2000 arrestati
In giornata anche la CUT proclama lo sciopero generale totale per mercoledì.
Le rivendicazioni dei portuali sono secche:
1 Aumento del salario minimo e riduzione dell’orario a 40 ore settimanali massime
2 Nazionalizzazione di tutto il trasporto pubblico e gratuità per studenti e lavoratori e disoccupati.
3 Abolizione dei debiti per lo studio
4 Nazionalizzazione dell’industria energetica e congelamento degli aumenti
5 Sanità pubblica e gratuità dei medicinali
6 Abolizione della normativa sull’acqua e degli aumenti tariffari
7 Abolizione delle riforme pensionistiche e tributarie
8 Aborto libero e sicuro
9 Assemblea costituente
Anche ieri lunedì manifestazioni oceaniche a Santiago e Valparaiso, ma anche in tutte le città e paesi da Iquique alla terra del fuoco. I trasporti e le attività sono praticamente paralizzate in tutte le principali città.
Il coprifuoco e lo stato d’emergenza proclamato ormai in tutto il paese anche dove non ci sono stati incidenti.
I supermercati sono circondati da transenne e presidiati dall’esercito che fa entrare poche persone per volta formando lunghissime code.
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