Sto guardando una vecchia foto di mio padre, probabilmente della fine del 1944. Ha 21 anni, magrissimo e sorridente. Ha in mano una bandiera rossa (secondo i suoi ricordi, perché la foto, apparsa su un giornale italiano della zona liberata, è tagliata all’altezza del bastone della bandiera). A tracolla un enorme fucile (un ’91, secondo lui). E sul capo una “bustina” bianca, con la stella rossa. Scattata quasi sicuramente a Lissa, dove, con altri 170 italiani del “Battaglione Antonio Gramsci“, combatteva nella Brigata Proletaria Dalmata, a fianco dei “titini” (come li chiamano i fascisti di tutte le risme) jugoslavi, contro i nazisti e gli ustascia croati. Mentre la guardo giungono le notizie dal TG. Dicono che in Austra l’estrema destra ha superato il 35% dei voti. Parlano dei commenti di altri “leader” dell’estrema destra europea, da Salvini alla Le Pen, che sorridono soddisfatti. Sto aspettando le notizie…
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