Il vecchietto che vedete in fotografia non è un vecchietto qualsiasi: si tratta del principale responsabile dell’assassinio, tramite garrota (lo strumento medievale che strangola il condannato, usato dalla Spagna franchista fino al 2 marzo 1974), del compagno Salvador Puig Antich, ucciso appunto 45 anni fa nel famigerato Carcere Modello di Barcellona. I nostri lettori conoscono già il compagno libertario Salvador, militante del MIL, perché ne parliamo ogni anno, quando cade l’anniversario del suo brutale assassinio. Non conoscono però né la faccia né il nome del principale assassino: il suo nome è Carlos Rey González. Era la “pubblica accusa” del tribunale militare che condannò il compagno al “garrote vil”. Lui ne chiese la condanna a morte (e in quel barbaro modo!). Lui, indisturbato (nonostante la richiesta di estradizione per “crimini contro l’umanità” della giudice argentina Servini), continua a vivere a Barcellona, dove continua ad esercitare la sua “professione” di avvocato (spesso in difesa di imputati del PP, il corrotto partito della destra spagnola, ora in crisi anche per la concorrenza della destra ancora più estrema). I compagni del CDR (Comitato di Difesa della Repubblica) dell’Esquerra dell’Eixample (un quartiere di Barcellona), insieme ad altri collettivi, quest’anno hanno deciso di ricordare al boia assassino che non si (ci) sono dimenticati di lui. Speriamo che l’incontro con la memoria storica ristabilisca la bilancia della giustizia a spese di questa invereconda canaglia! Ni olvido, ni perdón!

Ecco il testo diffuso dai compagni di Barcellona (in catalano)

El 2 de març de 1974, Salvador Puig Antich, militant llibertari del MIL va ser assassinat legalment en aquesta presó.
Carlos Rey González, ponent del tribunal militar que el va jutjar, en va demanar l’execució al garrot vil tot subratllant la voluntat del Salvador de “subvertir el estado”.
Contra Carlos Rey González pesen una querella de l’ajuntament de Barcelona i una ordre internacional de detenció per “crims de lesa humanitat” emesa per la jutge argentina Servini. I tanmateix aquest sinistre botxí de la dictadura franquista viu indestorbat sota la protecció del Tribunal Suprem i de totes les institucions de l’estat espanyol, prestant els seus serveis com advocat a polítics del PP i residint tranquil·lament a la nostra ciutat.
Avui recordem en Salvador i la seva lluita per la justícia social i les llibertats, alhora que denunciem amb indignació la perpetuació de la impunitat del criminal que va ser responsable del seu suplici.
Acabem amb la impunitat i lluitem contra el feixisme!

CARLOS REY GONZÁLEZ. CRIMINAL FRANQUISTA

 

 

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