Dopo i precongressi di Brescia città, Franciacorta e Bassa occidentale, domenica prossima, 27 gennaio, si terrà il secondo congresso provinciale di Sinistra Anticapitalista Brescia. Dal primo congresso, tre anni fa, la nostra organizzazione è cresciuta (quasi raddoppiata in termini di iscritti) ma c’è poco da essere soddisfatti. Il clima di riflusso (già ben presente da ben prima del precedente congresso, ma aggravatosi pesantemente negli ultimi anni), la sensazione di trovarsi nel pieno di un’ondata reazionaria non solo a Brescia e in Italia, ma quasi ovunque nel mondo, non può non avere effetti su un’organizzazione piccola sì, ma ben inserita in ciò che resta della sinistra e del movimento dei lavoratori nella nostra provincia, e pertanto (diversamente dalle sette autoreferenziali) esposta a tutti i contraccolpi di questa situazione stagnante. Abbiamo cercato, in questi tre anni, di continuare e approfondire quella pratica di apertura unitaria, pur nella chiarezza politica, che ci contraddistingue fin dalla nascita, nel 2013. Nessuna autoreferenzialità, nessun settarismo preconcetto: abbiamo partecipato a tutti i tentativi di ricomposizione a sinistra degli ultimi anni, da Ross@ all’Altra Europa, fino all’ultimo sfortunato esperimento di Potere al Popolo. Abbiamo cercato, nei limiti delle nostre forze, di batterci nel movimento dei lavoratori (innanzitutto nell’Opposizione di sinistra nella CGIL, ma anche nei sindacati di base come COBAS e ORMA), costruendo con altri compagni, negli ultimi mesi, la battaglia congressuale in CGIL per arginare l’ulteriore svolta a destra del più grande sindacato italiano. Ci siamo battuti nel movimento antirazzista e antifascista, stimolando la nascita, con il Comitato Senza Confini, di una battaglia antirazzista che vada oltre la semplice, doverosa, solidarietà umana e l’impegno di sostegno immediato, per ritrovare la strada di una solidarietà internazionalista e classista. Ci siamo battuti nel movimento contro gli sfratti, per l’acqua pubblica, contro la TAV Brescia-Verona, contro la base di Ghedi e contro la produzione di armi, nella solidarietà internazionalista (in particolare per quanto riguarda il Rojava, il Chiapas e la Palestina). E abbiamo cercato, per quanto possibile, di continuare un lavoro di riflessione politica, storica e teorica di più ampio respiro, con il lavoro del Centro Studi “Maitan-Berneri”, un luogo di confronto tra tutte le culture rivoluzionarie, marxiste e libertarie. I risultati non ci soddisfano, anche tenuto conto delle difficoltà oggettive. Avremmo potuto e dovuto fare di più. Ma l’impegno comunista, libertario, femminista ed ecologista che ci ha contraddistinto continuerà, senza dubbio. Il congresso, aperto ovviamente a tutti i militanti, gli iscritti, i simpatizzanti e a tutti i compagni interessati, si aprirà domenica mattina, alle ore 9,45, nella sede di via Duranti, 6 (zona via Cremona). La sessione pubblica terminerà alle ore 13. Dopo la pausa pranzo continuerà per i soli iscritti a SA.

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