Si moltiplicano i segnali di debolezza per la Apple. Dopo che la scorsa settimana la società di Cupertino ha rivisto al ribasso le stime sul quarto trimestre, scatenando un’ondata di pessimismo sul mercato, indiscrezioni stampa riportate dal Nikkei Asian Review affermano che il gruppo avrebbe pianificato di ridurre i suoi programmi di produzione dei prossimi tre mesi per i nuovi iPhones di circa il 10%.

La società non ha finora confermato. Ma qualora la notizia si rivelasse vera, si tratterebbe di un ulteriore segno che qualcosa non sta andando nel verso giusto per il colosso californiano, su cui sta pesando il rallentamento del mercato cinese. Rallentamento che ha lasciato il segno anche su Samsung ed Lg. 

La società di ricerche di mercato Canalys stima che le vendite siano scese del 12% in Cina lo scorso anno e prevede un ulteriore calo del 3% quest’anno, al di sotto dei 400 milioni.

Il Nikkei Asia Review sottolinea inoltre che in questo primo trimestre il volume di produzione totale di vecchi e nuovi iPhones dovrebbe essere ridotta a 40-43 milioni di unità rispetto a previsioni precedenti tra 47 e 48 milioni di pezzi.

Se le casse di Apple saranno meno piene per l’ultimo trimestre nero del 2018, le tasche di Tim Cook sono ancora più gonfie di prima. La remunerazione dell’amministratore delegato del colosso tech è aumentata nell’esercizio dello scorso anno, toccando quota 15,7 milioni di dollari.Una cifra record, che cresce del 22 per cento rispetto al 2017 e che corrisponde a 283 volte il compenso mediano di un dipendente della multinazionale di Cupertino, pari a 55.426 dollari.

Per dare un’idea, prima che finisse il 2 gennaio Cook aveva già intascato più dello stipendio medio annualedei dipendenti Apple.

I numeri si leggono in un documento depositato presso la Sec(Securities and exchange commission) e mostrano l’enorme divario salariale tra il vertice dell’azienda e suoi dipendenti. Il compenso di Tim Cook riguarda l’anno fiscale chiuso alla fine di settembre 2018, prima quindi dell’annuncio del taglio delle stime sulle vendite di iPhone riferite all’ultimo trimestre dello scorso anno: un’allarme sugli utili che aveva fatto drizzare i capelli ad alcuni analisti di Wall Street dopo il tonfo della società in Borsa.

Tim Cook ha incassato 3 milioni di dollari di stipendio e 12 milioni di bonus in contanti. Il documento riporta anche una spesa di 294 mila dollari per i viaggi personalidell’amministratore delegato di Apple su jet privati e altri 310.981 dollari per garantire la sua sicurezza.

Numeri che appaiono ancora più alti se messi a confronto con quanto guadagnano i dipendenti, impiegati nei vari negozi di Apple. Lo stipendio mediano infatti è pari a 55.426: una retribuzione più generosa di quella dei lavoratori di Amazon, ma molto più bassa di quanto percepito da chi è assunto in Alphabet (197 mila dollari) o è al servizio di Mark Zuckerberg in Facebook (240.430 dollari).

Il 58enne Cook, al vertice di Apple dal 2011, è stato premiato per avere messo a segno risultati superiori ai target aziendali. Nell’estate del 2018, la multinazionale aveva superato i mille miliardi di dollari di capitalizzazione, raggiungendo un primato mai segnato da nessuna altra società a Wall Street. E poche settimane dopo l’ad aveva anche incassato 121 milioni di dollari in azioni.

Era successo tutto qualche mese fa, ma quei tempi sembrano così lontani dopo le previsione negative per il primo trimestre fiscale 2019 e la perdita in tre mesi di 450 miliardi di dollari in valore della società.

In ogni caso, il manager si dice ottimista per i negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, ma negli ultimi 12 mesi il titolo Apple ha perso il 13,5% e la capitalizzazione è ora pari a 715,4 miliardi, sotto quella di Amazon.

Da WSI e BSI

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