E’ passata alla storia per essere la più giovane deputata mai eletta al Congresso. Ocasio-Cortez della corrente di sinistra di Sanders, aveva deciso di rifiutare contributi di grosse aziende ricevendo la stragrande maggioranza dei suoi fondi da piccoli sostenitori con piccole somme. In totale, ha speso 194mila dollari per la sua campagna mentre il suo avversario Crowley ne ha spesi 3,4 milioni.

Ora Alexandria Ocasio-Cortez, la socialista eletta nelle file democratiche, newyorkese di origini portoricane, potrebbe essere l’artefice di una legge anti-paperoni.

Quando presidente degli Stati Uniti era Barack Obama fu Warren Buffett a spingere perché venisse imposta un’aliquota sui più ricchi come lui (Buffett rule) denunciando più volte come i ricchi americani pagano una quota inferiore sul reddito in tasse federali rispetto alla classe media, perché i guadagni sugli investimenti sono tassati meno degli stipendi. Negli Usa difatti 160 mila famiglie detengono il 90% della ricchezza del paese e da qui la Ocasio-Cortez rilancia una tassazione del 70% 80% proprio a carico di questa fetta di super-ricchi. I proventi derivanti dalla tassazione andrebbero a finanziare un Green New Deal per portare a termine la transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Secondo la Ocasio-Cortez, dalla super-tassazione potrebbero arrivare 720 miliardi di dollari in dieci anni.

Ma perché la Ocasio-Cortez propone una tassazione al 70 e non al 100%?

La risposta è che questo eliminerebbe qualsiasi incentivo a fare quello che fanno per guadagnare così tanti soldi, il che danneggerebbe l’economia. In altre parole, la politica fiscale nei confronti dei ricchi non dovrebbe avere nulla a che fare con gli interessi dei ricchi di per sé, ma dovrebbe preoccuparsi solo di come gli effetti di incentivazione cambiano il comportamento dei ricchi e di come questo influenzi il resto della popolazione.

Così scrive il premio Nobel Paul Krugman dalle pagine del New York Times, ricordando come la tassazione dei paperoni è stata ripresa da molti economisti in primis Peter Diamond, Nobel per l’Economia che insieme con Emmanuel Saez, esperto di diseguaglianze, ha ipotizzato una tassazione ideale dei super patrimoni al 73% oppure all’80% come suggerito da suggerita dalla macroeconomista e consigliera capo del presidente Obama sulle questioni economiche Christina Romer.

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