comuneIl 18 marzo 1871 nasceva il primo governo proletario della storia. Il movimento operaio e socialista usciva dalla sua “infanzia” e, per la prima volta nella Storia, prendeva il potere in una delle più grandi metropoli del mondo. Anche se poco più di due mesi dopo la Comune veniva soffocata nel sangue (30.000 morti!) dalle truppe del governo “repubblicano” di Versailles, il cammino era tracciato. Il proletariato aveva iniziato il suo lungo, tormentato e contraddittorio cammino verso la liberazione, sua e dell’intera umanità. Ricordamola con le parole della I Internazionale:

Mentre i governi europei dimostrano così davanti a Parigi, il carattere internazionale del dominio di classe, essi si scagliano addosso all’Associazione Internazionale dei Lavoratori – controrganizzazione internazionale del lavoro alla unione cosmopolita del Capitale – loro fonte prima di tutti questi mali. Thiers la denunciava come despota del lavoro, pretendendo di esserne il liberatore. Picard dette l’ordine di tagliare tutte le comunicazioni tra gli Internazionalisti francesi e quelli degli altri paesi; il conte Jaubert, questa vecchia mummia, già complice di Thiers nel 1835, dichiara che il grande problema per tutti i governi civili è quello di estirpare l’Internazionale. I rurali dell’Assemblea nazionale vomitano il loro livore contro di essa, e tutta la stampa europea si unisce al coro. Un onorevole scrittore francese, completamente estraneo alla nostra Associazione, esprime la sua opinione in questi termini:

“I membri del Comitato centrale della Guardia nazionale e così pure la maggior parte dei membri della Comune, sono le menti più attive, più intelligenti ed energiche dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori… uomini profondamente onesti, sinceri, risoluti, puri e fanatici nel senso migliore della parola”.

Lo spirito borghese, tutto imbevuto di pregiudizi polizieschi, si figura naturalmente l’Associazione Internazionale dei Lavoratori come una sorta di setta segreta, il cui organismo centrale comanda, di quando in quando, le insurrezioni nei diversi paesi. La nostra Associazione, in realtà, non è altro che il legame internazionale che unisce gli operai più avanzati di tutti i paesi del mondo civile. Dovunque, sotto qualsiasi forma e in qualsiasi condizione, lo scontro di classe prenda consistenza, è del tutto naturale che i membri della nostra Associazione si trovino al primo posto. Il terreno su cui essa sorge è la stessa società moderna. Essa non può venire sradicata da nessun massacro, per quanto spargimento di sangue esso comporti. Per sradicarla, i governi dovrebbero sradicare il dispotismo del Capitale sul Lavoro, condizione stessa della loro esistenza di parassiti.

La Parigi operaia, con la sua Comune, sarà celebrata in eterno, come manifestazione di una nuova società. I suoi martiri hanno per urna il grande cuore della classe operaia. I suoi sterminatori la storia li ha già inchiodati a quella gogna eterna, dalla quale non riusciranno a riscattarli tutte le preghiere dei loro preti.

Londra 30 maggio 1871

 

 

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