Sinistra Anticapitalista partecipa e invita a partecipare al corteo del 17 Febbraio a Roma indetto dalla Rete Kurdistan Italia per la liberazione di Abdullah Ocalan e di tutti/e i/le prigionieri/e politici/che, e contro gli attacchi dello Stato turco al cantone di Afrin, nel nord della Siria.

Il governo di Erdogan da un lato vuole dimostrare alle altre potenze che bisogna tener conto del ruolo della Turchia nelle intricate vicende dell’area, dall’altro vuole contenere la “minaccia” curda e soffocare l’esperienza confederalista del Rojava, mal vista anche dalle altre potenze in campo per i suoi avanzati contenuti democratici e sociali.

I curdi hanno avuto un ruolo decisivo nella cacciata dell’ISIS dalle zone settentrionali del Paese, ma anche nell’immaginario collettivo della sinistra internazionale, con un esperimento di democrazia radicale e di protagonismo delle donne che ha ben pochi paragoni nella storia recente. È perciò sacrosanto il sostegno a questo popolo e alla sua lotta.

Allo stesso modo, la sinistra di classe internazionale avrebbe dovuto sostenere pienamente la sollevazione dei popoli di altri paesi, quelle grandi rivolte che hanno scosso il Medio Oriente al principio del 2011, facendo irrompere sul proscenio internazionale una classe lavoratrice giovane e determinata in cerca di libertà e giustizia sociale: Tunisia, Egitto, Bahrein, e, non ultima, la Siria.

Proprio quella Siria ancora oggi teatro di una repressione sanguinosa ad opera del regime di Assad e terreno della spartizione delle diverse potenze imperialiste con la complicità dei rispettivi alleati. Proprio quella Siria in cui, sin dall’inizio del processo rivoluzionario, Comitati di Coordinamento Locale, una sorta di consigli di base nati sulla base dell’esigenza del movimento popolare di difendere il processo, avevano messo in campo esperienze e sperimentazioni di autorganizzazione simili a quelle del Rojava, pur in un contesto di guerra e violenta repressione.

Partecipiamo convintamente al corteo del 17 febbraio nella consapevolezza della necessità del sostegno a tutti i popoli oppressi da regimi sanguinari e dall’imperialismo, in lotta per la democrazia e la giustizia sociale, in qualunque parte del mondo.

donne curde

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