Caro Flavio,
in fondo (e cito), la rivoluzione, se pensiamo al “gioco totale” dell’Olanda dei settanta, non è altro che un’azione iniziata nella tua area e finita, senza soluzione di continuità, nell’area avversaria con un GOL!
Un po’ come un’azione collettiva di rugby, solo con la palla fra i piedi e non nelle mani. Un’impresa a cui tutti partecipano, dai difensori a quelli “ sempre lì, in mezzo al campo” a faticare. Fino allo splendore degli attaccanti. Chi fa gol, poi, non è più così importante.
Quando vorrai, fra un bicchiere e l’altro, ci racconteremo di Eduardo Galeano e del suo “Splendori e miserie del gioco del calcio”. Di Socrates, l’immaginifico, del suo Corinthians e della “democracia corinthiana” contro la dittatura dei militari brasiliani. Della scritta sulle magliette di Socrates e dei suoi compagni: DEMOCRACIA. Del suo arrivo a giocare in Italia, nella FIORENTINA, perché avrebbe avuto l’occasione di leggere Gramsci in italiano.
Di Carlos Caszely, il miglior giocatore cileno della sua generazione, e del suo rifiuto di stringere la mano a Pinochet. Del rigore volutamente sbagliato. Di sua madre torturata.
Di Sollier che, a Perugia, salutava lo stadio col pugno chiuso alzato.
Di Matthias Sindelar il calciatore austriaco antinazista, quasi certamente, ammazzato nel 1939.
Della a partita della morte, nell’agosto del 1942 fra ufficiali nazisti e giocatori sovietici prigionieri. Con l’obbligo, per questi ultimi, di perdere, pena la morte, in caso contrario. La disobbedienza e la morte per tutta la squadra.
Della nazionale della libertà basca: EUZKADI.
Di Johan Cruyff e del suo rifiuto di giocare i mondiali di calcio del 1978 in Argentina, perché a poca distanza dei campi si torturava e si imprigionava prima dei “voli” (e non dirmi che no sai chi era Cruyff!).
Di altro ancora e, certo, di George Best, la sintesi di ogni possibile idea ribelle nella sua fantasia e intelligenza d’azione “al potere”. Di Gigi Meroni, l’emulo italiano, ammazzato sulle strisce pedonali da un suo tifoso.
Col tempo che ci riguarda, parleremo d’altri ribelli fra le piste dell’atletica e il ring.
Colgo, intanto, con piacere la tua conversione come l’unica vera bella notizia che hai raccontato.
ASOLLIER proposito, ogni volta che un giocatore riceve la palla da un suo compagno, mentre sta oltre l’ultimo avversario, E’ FUORIGIOCO!
Se l’arbitro fischia e ferma il gioco.
Ma questa è un’altra storia.


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