Il processo di questi giorni inscenato contro cittadine e cittadini che protestavano contro la direzione ASL accusata di minimizzare le criticità ambientali che da decenni investono la città di Brescia con il pesante livello d’ inquinamento di aria, acqua e suolo, deve trovare la massima espressione di solidarietà da parte di tutta la società civile della nostra provincia. Dobbiamo promuovere un’ importante iniziativa di denuncia pubblica con un grande presidio dell’Azienda Sanitaria Locale per chiedere l’allontanamento dei dirigenti responsabili di questa pesante situazione. Dopo la manifestazione del 10 aprile, questo deve diventare uno degli obiettivi principali per tutelare il diritto alla salute e ripristinare significativi interventi a salvaguardia del territorio.

Maurizio
Tumori, a Brescia ci si ammala di più per l’inquinamento. I dati smentiscono l’Asl Bsnews 1 maggio 2016

A Brescia ci si ammala di tumore più che nel resto d’Italia. E c’è una correlazione diretta tra i Pcb e le diossine, i veleni dell’industria chimica che hanno devastato il territorio, e l’aumento delle neoplasie. È questa la notizia allarmante diffusa da “Il fatto quotidiano”, che ha sviscerato i dati contenuti nel nuovo rapporto “Sentieri” dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Airtum, l’Associazione italiana registri tumori.

Dalle indagini risulta l’eccesso di tumori nella popolazione del sito Brescia-Caffaro rispetto al resto del nord Italia. Smentite, dunque, le autorità sanitarie locali. I numeri parlano chiaro (uomini +10%, donne + 14%) nei tumori epatici, laringei, renali e tiroidei. Ma il timbro dell’inquinamento si trova, secondo i ricercatori, soprattutto in tre tipologie di tumore direttamente riconducibili a Pcb e diossine, per i quali si registra un’incidenza record: i melanomi cutanei (uomini + 27%, donne + 19%), i linfomi non-Hodgkin (uomini + 14%, donne + 25%) e i tumori della mammella (donne + 25%).

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