DI RITORNO DA MADRID: ALCUNE RIFLESSIONI…
«…dobbiamo prendere misure di autodifesa. Sospendiamo il pagamento del debito, prendiamo delle misure fiscali molto forti per fare pagare i ricchi e soprattutto quelli che sono responsabili della crisi. E ci impegniamo in un piano B perché il piano A non ha funzionato…». E’ ciò che avrebbe dovuto dire Tsipras, secondo la visione di Eric Toussaint, ma anche secondo la visone delle persone presenti alla “3 giorni” di Madrid, che, essendo consapevoli del “fallimento” dell’esperienza greca, si sono riunite per esporre una vera alternativa.
Il tutto si è svolto al Matadero di Madrid dove, grazie alle grandi sale messe a disposizione sono stati organizzati diversi workshop tematici.
Qui potete vedere l’organizzazione della giornata di sabato: https://www.youtube.com/channel/UCffvXv6gRinxIQVOt7VeRDw
Decisamente interessanti sono stati gli workshop dedicati all’analisi di possibili alternative democratiche per la costruzione di un’ altra Europa.
Lo workshop “Una economia per costruire un’altra Europa” sono intervenuti, in quanto relatori, Costas Lapavitsas(professore di economia ed ex deputato di SYRIZA), Jesus Rodriguez(economista e membro di podemos), Iolanda Fresnillo, Amaia Pérez Orozco(economista femminista), Carlos sanchez mato, e Alberto montero(deputato di podemos).
Tutti i relatori hanno posto l’accento sulla necessità di un cambiamento del modello europeo, della creazione di un piano B, che passa attraverso una sovranità monetaria e la nazionalizzazione delle banche, fondamentali per creare un Europa democratica. Amaia ha, anche, chiarito l’impossibilità della creazione di un piano b se non lo si affronta da un punto di vista ecologista, che deve andare di pari passo con la lotta alla precarietà.
E’ stato analizzato che il capitalismo è al limite della sua forza e ne è dimostrazione la crisi finanziaria.
Si è inoltre affrontato il tema della capitolazione di SYRIZA, affermato che il governo greco non è stato capace di mettere in atto i suoi programmi iniziali, la strategia di SYRIZA non ha avuto successo in quanto inconsapevole di non poter combattere l’austerità “scendendo a patti” con l’unione europea.
Sono stati invitati a parlare, ad uno degli workshop successivi(El sistema bancario y monetario,Hay alternativas), riguardante l’analisi del sistema bancario e monetario e le possibili alternative: Ozlem Onaram(professoressa di economia all’università di Greenwich, Regno Unito), Francisco Louca(economista portoghese, facente parte del “Bloco d’Esquerda”), Nacho Alvarez(professore di economia) e Antoni Soy i Casals.
Anche in questo caso si è affrontato il tema di come non essere subalterni al sistema finanziarlo e come poter avere un controllo di questo, per avere un controllo finanziario è necessari che ci sia un controllo popolare delle banche, e non solo. Alla sovranità bancaria deve essere affiancata necessariamente, secondo la visione di Ozlem Onaram, la sovranità del cibo e dell’energia, in una prospettiva ecologista, poiché la produzione e la distribuzione di cibo e di energia devono essere liberi dal controllo delle industrie.
Lo workshop successivo alla pausa pranzo(Las instituciones en la UE y la lucha contra el neo-liberalismo) vedeva come protagonisti: Daniel Albarracin(sociologo ed economista), Sol Sanchez( deputata di Izquierda unida), Eric Coquerel( Portavoce del PG francese) e Juan Domingo Sanchez Estop(Podemos).
In questo workshop è stato messo in luce che la crisi che si sta vivendo è sistemica e bisogna preparare il terreno per affrontarla e creare un “sistema” alternativo.
Il capitalismo è identificato come il principale nemico: un regime anche e soprattutto di dominazione politica non solo economica. La dominazione del capitalismo si basa sulla naturalizzazione dell’economia e la “dittatura di classe della borghesia” diventa, così, un fenomeno naturale.
Se il nemico identificato è il capitalismo, ciò che non ha interesse nel fermarlo ed anzi lo “alimenta” è da identificarsi nell’Unione Europea, la quale ha un funzionamento quasi oligarchico, è quindi, necessario avere autonomia da essa.
La giornata di sabato si è conclusa con un dibattito che ha visto, anche, la partecipazione dell’ eurodeputata di “Altra Europa con Tsipras” Eleonora Forenza, la quale ha messo in risalto la prospettiva femminista che deve essere uno dei punti cardinali di un Europa radicalmente alternativa. Essa ha ribadito che è necessario, ricordando il movimento dei social forum dei primi anni 2000, che si riacquisti la stessa consapevolezza e volontà da parte di ognuno di poter cambiare.
La giornata di domenica si è conclusa con una serie di interventi tra cui quello di Varoufakis, il quale ha sottolineato la necessità di lottare per la democrazia e creare un “fronte” democratico, di Miguel Urban(vice di podemos)e di molti altri. La cerimonia di chiusura della “tre giorni”, caratterizzata da questi, numerosi, interventi ha dimostrato e rivelato una volontà generale di cambiamento, di un cambiamento che sia radicale e che porti alla creazione di un Europa veramente democratica, che nasca dal basso e che sia libera dalle politiche della banca centrale e dell’eurogruppo.
Nadir Crocella
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