Da 10 giorni gli operai della Motive di Castenedolo, organizzati dal SiCobas (e con la presenza solidale di compagni di Sinistra Anticapitalista e del PCL) resistono. Ogni mattina il picchetto, dalle 6,30 in poi, ricorda al padrone che è finita l’epoca della schiavitù (tra l’altro ormai tutti hanno imparato il ritornello della vecchia canzone proletaria Noi vogliamo l’uguaglianza, in cui si dice “e giú la schiavitù…..”) ed impedisce ai crumiri (assunti con un contratto di 15 giorni!) di rompere il fronte di lotta. Nella notte tra giovedì e venerdì i crumiri, scortati da agenti della Digos, hanno cercato di giocare d’anticipo, presentandosi alle 4,30, convinti di non trovare nessuno. Ed invece…sorpresa! I lavoratori erano lì, pronti a respingere l’ennesima provocazione. A onor del vero bisogna dire che gli stessi agenti della Digos appaiono poco convinti del “lavoro” di rompere l’unità operaia. Probabilmente si sono resi conto (magari aiutati dall’arroganza del padrone, Giorgio Bosio, che sembra poco adatto ad attirare simpatie, persino tra coloro che dovrebbero “servire il potere” -e quindi i padroni- per statuto) che le violazioni della stessa legalitá borghese da parte di questo vero e proprio negriero sono indifendibili. Per cui si limitano, piú o meno svogliatamente, a sorvegliare il picchetto, cercando ogni tanto di chiedere cortesemente di far entrare qualche crumiro. Ed il picchetto, con serena determinazione, risponde, ovviamente, picche! Quindi crumiri e Digos si ritirano in buon ordine, con un fairplay da far invidia ad un Lord britannico. Domattina comincia un’altra settimana di lotta. Ci ritroveremo ai cancelli della Motive, cantando “e giú la schiavitù, vogliam la libertà, siamo lavoratori…”
Appuntamento a Castenedolo, zona industriale (via Le Ghiselle, 20). Resistere per esistere!
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Devo aggiungere, per dovere di cronaca, che anche i compagni del Mag 47 (per due giorni) e i compagni di Ross@ (per un giorno), hanno portato la loro solidarietà agli scioperanti. Scusate l’omissione.
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