Nella guerra in corso, più o meno triangolare, tra USA, Israele e Iran, mi sembra ci sia pochissima attenzione agli aspetti “ideologici” (nel senso che dava Marx alla parola) ampiamente presenti nel conflitto. Più o meno tutti, giustamente, guardano alla “ciccia” (in particolare il controllo delle fonti energetiche), cioè alle vere, profonde motivazioni strutturali. Non posso che essere d’accordo con questo approccio sostanzialmente materialista. Ma mi stupisce che venga trascurato un po’ da tutti un aspetto “sovrastrutturale” che mi sembra piuttosto evidente: e cioè la motivazione ideologico-religiosa che dovrebbe giustificare, agli occhi dei tre regimi in guerra, il massacro. Che il regime iraniano sia imbevuto di religione (in questo caso l’islam sciita) è un fatto talmente risaputo che è inutile rimarcarlo. Che il regime israeliano, soprattutto negli ultimi anni, sia ormai legato all’integralismo giudaico (l’aspetto pseudo-laico del vecchio sionismo essendo ormai morto e sepolto) mi sembra altrettanto assodato. Meno assodata mi pare la percezione degli aspetti integralisti cristiani (nell’accezione protestante sui generis) del regime yankee. L’oscena visione dei guru delle varie sette cristiane che appoggiano le loro mani sulle spalle dell’idiota col ciuffo alla Casa Bianca durante “la preghiera”, o le citazioni bibliche del ministro della guerra USA dovrebbero però rendere ben visibile qual è “l’ispirazione” ideologica di questa banda di criminali assassini. È il “Dio è con noi” che da millenni viene usato come giustificazione e incitamento alla guerra, e che sembrava essere passato in secondo piano (se non scomparso) negli ultimi due secoli, salvo in casi particolari (pensiamo per esempio alla guerra civile spagnola). Non voglio certo cadere nella trappola tesaci dagli integralisti delle tre religioni abramitiche di presentare questa guerra come uno scontro tra islam, giudaismo e cristianesimo. Ma non credo sia saggio ignorare completamente questo aspetto, che sicuramente impregna chi combatte dal lato iraniano e israeliano e, temo, sempre più anche dal lato statunitense. Il “dio degli eserciti” marcia alla testa di tutti e tre i contendenti, insomma. Un altro segno dell’imbarbarimento progressivo della società in molti paesi del mondo. Certo, sappiamo tutti che le giustificazioni ideologiche per far scannare tra di loro i poveracci (in tempi meno bui avremmo scritto “i proletari”) sono sempre state necessarie. Ma il fatto che ora si invochino gli dei (non importa se, dal punto di vista teologico, è lo stesso dio di Abramo-Mosè-Gesù-Maometto) per benedire le reciproche crociate è un segno preoccupante dell’oscuramento di quei Lumi che, quasi trecento anni fa, avrebbero dovuto iniziare a spazzare via definitivamente le “tenebre dell’ignoranza”.
FG
P.S. Sul legame tra religioni (tutte!) ed estrema destra a livello mondiale si discute troppo poco a sinistra, a mio avviso. E, quando lo si fa, in genere si punta il dito soprattutto sull’estrema destra giudaico-sionista o cristiana (da Bolsonaro a Trump, per fare solo due esempi). Penso anche alla mia organizzazione, la Quarta Internazionale, che analizza la crescita dell’estrema destra nel mondo e fornisce gli esempi di USA, Europa, America Latina, Israele….e India. Dimenticando, forse per timore d’essere tacciati d’islamofobia, che l’estrema destra islamista governa già da tempo (in alcuni casi da “sempre”, come in Arabia Saudita) praticamente il 90% dei paesi di cultura musulmana. D’altronde, se le tre religioni abramitiche rivendicano a ragione il podio dell’intolleranza e del fanatismo, non è che induisti, buddisti, ecc. se la cavino molto meglio, come dimostrano i casi dell’India, del Myanmar, di Sri Lanka, ecc. Della serie, ormai consolidata, de “Il migliore ha la rogna”! Io, dal canto mio, ho ripulito dalla polvere la vecchia bandiera con su scritto “Né dio, né stato, né servi, né padroni”
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