Circa un centinaio di persone hanno affollato (è il caso di dirlo, visto che i posti a sedere nella sala principale sono meno di 50) lo Spazio Illich ieri sera, tra le 19 e le 23. Un pubblico composito, che andava oltre l’area militante “storica” (anche se, oltre ai/le compagn* di SA e BSA, c’era qualche compagn* del Collettivo Gardesano Autonomo, dell’area anarchica, del PRC, del PCI e dei Comitati Internazionalisti Contro la Guerra) che ha animato, non solo con applausi, ma pure con interventi e commenti, la seconda scadenza anti-guerra (dopo il piccolo presidio di sabato 28 febbraio) nel Bresciano. Anche la presenza di giovani e giovanissimi, pur essendo minoritaria (una ventina circa) non è stata affatto disprezzabile, probabilmente anche grazie al fatto che alcuni dei ventenni ha avuto una parte attiva nella preparazione della serata. La musica, le poesie, le letture non si sono limitate a denunciare la guerra e il militarismo sempre più invasivo nella nostra società, ma hanno ribadito una visione compiutamente internazionalista, non riducendosi alla pur sacrosanta denuncia dell’imperialismo e del nazionalismo di “casa nostra” (che è stato comunque il bersaglio principale) e delle potenze “occidentali”, ma hanno esteso al Medio Oriente, all’Europa orientale, al mondo intero la necessità di una battaglia che non faccia sconti a nessun imperialismo (ed anche a nessun nazionalismo), che provenga da ovest, da est, da nord o da sud. Perché, come diceva uno slogan del manifesto di convocazione (e come ha ribadito la bella canzone anarchica cantata in coro alla fine), NOSTRA PATRIA È IL MONDO INTERO! Continueremo a lottare e a muoverci in direzione ostinata e contraria.

FG


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