di Alessio Lamparelli

Vi hanno raccontato che l’8 marzo nasce dall’incendio di una fabbrica americana.

È FALSO. Non è mai successo.

Non è mai esistita nessuna fabbrica “Cotton” a New York. Non c’è nessun incendio dell’8 marzo 1908. Nessun “signor Johnson” che chiude le operaie dentro. È una leggenda inventata nel dopoguerra per cancellare la vera storia.

L’8 marzo nasce da UNO SCIOPERO. Il più importante della storia del mondo.

Pietrogrado, 8 marzo 1917.

Le operaie tessili lavorano tredici ore al giorno. I mariti e i figli sono al fronte a morire in una guerra che non hanno scelto. Loro tengono in piedi le famiglie DA SOLE. Fanno la fila per ore nel gelo per un pezzo di pane che spesso non arriva.

Il 7 marzo il compagno Kajurov, dirigente bolscevico del quartiere operaio di Vyborg, convoca un’assemblea di donne. Il messaggio è chiaro: NON scioperare domani. Non è il momento. Seguite le direttive del partito.

Le operaie ascoltano.

E il giorno dopo fanno esattamente il CONTRARIO.

L’8 marzo cinque fabbriche tessili si fermano. Le donne escono gridando “IN STRADA!” Vanno fabbrica per fabbrica, lanciano palle di neve contro le finestre degli stabilimenti metallurgici, trascinano gli operai fuori uno per uno.

Il 9 marzo scioperano 200.000 operai.

Il 10 marzo 240.000.

I soldati mandati a sparare si rifiutano.

I cosacchi si uniscono ai manifestanti.

UNA SETTIMANA DOPO LO ZAR ABDICA.

Le operaie di Pietrogrado avevano innescato la Rivoluzione Russa.

E Kajurov? Scrisse nelle sue memorie che era “estremamente indignato” perché le donne avevano ignorato le direttive. Ma nel giro di ORE fece l’unica cosa giusta: si mise alla testa del movimento. Non servì un congresso. Non servì un voto. Bastò che la realtà parlasse e il partito la ascoltasse.

Le operaie avevano ragione. La storia gli ha dato torto.

Nel 1921 la Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste fissa l’8 marzo come GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’OPERAIA.

Non della “donna”. Dell’OPERAIA.

La fissa su quella data per ricordare esattamente questo: il giorno in cui le lavoratrici fecero quello che i dirigenti non avevano il coraggio di fare.

Poi sono arrivate le mimose.

Poi i politici con le frasi fatte.

Poi il capitalismo a trasformare una giornata di LOTTA in una giornata di MARKETING.

Le mimose? Scelte in Italia nel 1946 perché costavano poco e fiorivano a marzo. Nessun legame con nessuna fabbrica bruciata. Perché nessuna fabbrica è mai bruciata.

Oggi vi regalano i fiori.

Le operaie di Pietrogrado non volevano fiori.

Volevano il PANE, la PACE e la LIBERTÀ.

E se li sono presi.

Domani, 9 marzo, c’è lo sciopero generale in Italia.

Non è un caso. È una scelta.

Ogni donna che domani incrocia le braccia sta facendo la stessa cosa che fecero le tessitrici di Pietrogrado nel 1917.

Non chiedere. PRETENDERE.

Non aspettare. AGIRE.

🔴 NON FIORI. SCIOPERO. 🔴

CONDIVIDETE. NON FATE I CRUMIRI.


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