Riceviamo dalla compagna Z. S. questa segnalazione relativa alla Berlinale, la mostra cinematografica che il celebrato Wim Wenders pretendeva di tenere fuori dalla “politica” e dai problemi contemporanei, come l’arte, a suo dire, dovrebbe fare. Dalla scrittrice indiana Arundhati Roy, che la lasciato la Berlinale in segno di protesta per questa impostazione filistea, e dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, una lezione di dignità agli amici europei dei criminali di guerra e di pace sionisti. (Red.)

La regista tunisina Kaouther Ben Hania ha rifiutato di ritirare il premio come miglior film dell’anno al Festival del Cinema di Berlino per il suo film “The Voice of Hind Rajab”.

“Quello che è successo a Hind non è un’eccezione. È parte di un genocidio”, ha detto Ben Hania. “E stasera, a Berlino, ci sono persone che hanno dato copertura politica a quel genocidio, riformulando l’uccisione di massa di civili come ‘autodifesa’, come ‘circostanze complesse’”.

Era il 29 gennaio 2024 quando, Hind, una bambina di soli cinque anni, insieme alla sua famiglia e ai soccorritori, è stata uccisa dal fuoco israeliano nel nord della Striscia di Gaza con 335 pallottole.

“Mi rifiuto di lasciare che la loro morte diventi lo sfondo di un discorso educato sulla pace. Quindi, stasera, non porterò a casa questo premio. Lo lascio qui come promemoria”, ha dichiarato Ben Hania dal palco.

Da: https://pungolorosso.com/2026/02/19/berlinale-la-regista-tunisina-kaouther-ben-hania-si-rifiuta-di-ritirare-il-premio-per-il-suo-the-voice-of-hind-rajab/


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