27 Gennaio 2026 (dal sito del PCL)

No all’agressione militare e all’offensiva imperialista! No alla collaborazione neocoloniale del governo venezuelano con quello di Trump! Libertà democratiche per lottare contro le pretese neocoloniali e per tutti i diritti del popolo lavoratore!

dichiarazionevenezuela


Il testo che qui pubblichiamo è politicamente importante. Un insieme di organizzazioni della sinistra venezuelana si esprime contro l’operazione di pirateria coloniale dell’imperialismo americano in Venezuela, e contro la subordinazione servile del nuovo governo Rodriguez all’imperialismo USA.

Le organizzazioni firmatarie della dichiarazione comune hanno storie e profili diversi, dalla sezione venezuelana della Lega Internazionale Socialista (Marea Socialista) al Partito Comunista del Venezuela sino a tendenze e formazioni di impronta democratico nazionalista. Tali organizzazioni già si ponevano all’opposizione del regime bonapartista di Maduro da un versante di classe e/o progressista, in totale autonomia dall’opposizione filoimperialista di Machado. Oggi, il nuovo scenario politico conferma tutte le ragioni dell’opposizione di sinistra, e la carica di una nuova responsabilità: quella di battersi contro la svendita del Venezuela all’imperialismo USA e alle sue pretese coloniali: una svendita gestita dal regime in aperta collaborazione con Trump, col sostegno della cosiddetta “opposizione” di Machado.

Marea Socialista è protagonista di primo piano dell’opposizione di sinistra venezuelana e della costruzione del suo fronte di lotta.




VENEZUELA. DICHIARAZIONE CONGIUNTA

Noi organizzazioni che compongono l’Encuentro Nacional en Defensa de los Derechos del Pueblo (Incontro Nazionale in Difesa dei Diritti del Popolo) e altre correnti antimperialiste, da una posizione di indipendenza di classe e indipendenza da qualsiasi altro elemento dell’attuale potere oppressivo, prendiamo posizione di fronte alla grave situazione che sta attraversando il nostro Paese dopo gli attacchi criminali perpetrati dagli Stati Uniti e dal governo di Donald Trump sul suolo venezuelano; rivendichiamo la difesa del diritto all’autodeterminazione del Venezuela, la difesa della sua sovranità nazionale, e chiediamo di respingere l’aggressione militare e l’offensiva imperialista contro il Paese.


1. Condanna della vile aggressione militare statunitense sul suolo venezuelano

Esprimiamo la nostra più categorica condanna dei bombardamenti effettuati dal governo di Donald Trump nelle prime ore del mattino del 3 gennaio su Caracas e diverse zone del territorio nazionale. Denunciamo questa azione come una flagrante violazione della sovranità, un’aggressione criminale contro il popolo venezuelano, la cui conseguenza si sta traducendo nell’imposizione di un governo sotto tutela imperialista in Venezuela, la cui missione è quella di imporre un’agenda coloniale sulla nazione, sul nostro petrolio e sulle sue risorse strategiche.

L’esteso attacco militare contro il Paese, con l’uccisione di un centinaio di persone tra militari e civili, è la continuazione e il punto culminante di una sistematica aggressione imperialista che va dalle diverse misure coercitive (“sanzioni”) applicate per lunghi anni, all’assedio militare nei Caraibi, ai bombardamenti e agli omicidi a sangue freddo in mare aperto. Questi fatti rientrano in un programma di dominio continentale, nella rinascita della nefasta “dottrina Monroe”, che rivendica il diritto degli Stati Uniti di ottenere i propri interessi a scapito dei popoli del continente, come risorsa nella loro competizione con altre potenze. L’attacco e la sottomissione nazionale del Venezuela vengono così utilizzati come esempio per intimidire altri paesi della regione.

Siamo solidali con i familiari delle vittime dell’aggressione, così come con le persone colpite dalla distruzione delle loro case o delle strutture delle istituzioni statali. Lo siamo anche con coloro che sono stati colpiti emotivamente dai bombardamenti.

Esprimiamo inoltre la nostra solidarietà alle comunità di Fuerte Tiuna, El Hatillo, alle parrocchie civili (municipi) di El Paraíso, San Juan, 23 de Enero, alle zone vicine a La Carlota e alla popolazione di Caracas, Mirandino e La Guaira in generale, che da quel giorno vivono nello smarrimento e nell’angoscia di un possibile nuovo attacco.

Come organizzazioni che si oppongono al governo venezuelano, condanniamo con forza i politici padronali che, dall’opposizione pro imperialista, applaudono l’aggressione militare contro il Paese e il piano di sottomissione nazionale di Trump. María Corina Machado, Leopoldo López, Antonio Ledezma e tutti coloro che sostengono questa politica meritano la più risoluta condanna da parte del popolo lavoratore venezuelano.


2. Condanna del sequestro di Nicolás Maduro e Cilia Flores

Nonostante le profonde differenze politiche che abbiamo con il governo, respingiamo il sequestro di Nicolás Maduro Moros e Cilia Flores da parte delle forze militari straniere. Chiediamo vengano fornite informazioni ufficiali e il rispetto dei loro diritti umani, nonché la loro liberazione, poiché non concediamo in alcun modo all’imperialismo il diritto di arrestare e giudicare un governante venezuelano, cosa che può essere solo di competenza del nostro popolo.

Esigiamo il rispetto dei principi di autodeterminazione del popolo venezuelano. Nessuna potenza straniera ha la giurisdizione per agire come “gendarme del mondo” né per applicare le proprie leggi in modo extraterritoriale sul suolo venezuelano.


3. Il popolo venezuelano ha il diritto inalienabile di discutere e decidere il proprio destino

Con la brutale offensiva neocoloniale sul Paese non è in gioco solo il destino di un governo, ma anche il presente e il futuro del popolo venezuelano. È in discussione la condizione più elementare di Paese sovrano. Ciò che viene proposto è che la gestione delle risorse nazionali e dei frutti del lavoro nazionale venga effettuata a Washington dagli uffici del presidente degli Stati Uniti, nelle sue riunioni con i magnati statunitensi e di altri Paesi. Si tratta di un regresso storico senza precedenti.

È inaccettabile che la classe lavoratrice, i giovani e i settori popolari del Paese siano messi da parte! Chiediamo piene libertà democratiche per poter discutere e lottare contro le insolenti pretese neocoloniali sul Paese. Chiediamo il diritto di tenere assemblee libere da coercizioni nei luoghi di lavoro, di studio e nelle comunità, per discutere la situazione e definire le misure da adottare in risposta ai propositi di sottomissione nazionale. Libero diritto di riunione e di manifestazione.


4. La nostra condanna dell’imperialismo è espressa a partire un’opposizione realmente democratica e di sinistra al governo venezuelano

La nostra condanna dell’aggressione imperialista non implica alcun sostegno politico alla leadership finora al potere né al governo collaborazionista instaurato dopo l’intervento degli Stati Uniti. Concordiamo nel sottolineare che:

– Il governo ha attuato una brutale politica di austerità che ha completamente distrutto i diritti della classe lavoratrice conquistati in anni di lotte. Alla drastica politica di austerità del governo per pagare il debito estero si sono poi aggiunte le misure di soggiogamento imperialiste (“sanzioni”), che mirano a soffocare l’economia nazionale già in crisi, aggravando le difficoltà. La politica del governo ha scaricato le conseguenze dell’intera crisi sui diritti della classe lavoratrice e sulle condizioni di vita del popolo, mentre invece vengono preservati gli interessi delle classi proprietarie dentro e fuori il Paese, generando una disuguaglianza sociale sempre maggiore: tutto per le imprese e i padroni, niente per i lavoratori. Questa è stata di fatto la logica del governo. È quindi urgente il recupero dei salari e delle pensioni, il ripristino delle prestazioni sociali e la restituzione dei diritti sindacali e lavorativi sottratti.

– Allo stesso modo, contestiamo la persistente situazione di incarcerazione di militanti, o di altre persone, per motivi politici. Questi meccanismi di repressione utilizzati dal governo hanno contribuito ad approfondire la sua deriva autoritaria. Sono meccanismi che devono, come la Ley del Odio (Legge sull’Odio), che devono essere abrogati.

– Le scarcerazioni che stanno avvenendo sotto la pressione dell’imperialismo devono essere accolte con solidarietà e mobilitazione popolare per accelerare questo processo e garantire la piena libertà a tutti i detenuti rilasciati.

– Chiediamo il riconoscimento di tutti i diritti democratici del popolo venezuelano. Occorre accelerare la piena libertà dei prigionieri politici e rispondere alle richieste dei familiari, delle organizzazioni sociali e politiche che hanno lottato per la loro liberazione, alleviando il dolore causato a migliaia di famiglie venezuelane che si trovano ad affrontare questa dura e ingiusta situazione.

– Devono cessare immediatamente gli arresti e le perquisizioni arbitrarie, le sparizioni forzate e le perquisizioni senza mandato da parte delle forze di polizia e dei gruppi paramilitari.

– Denunciamo l’inaccettabile opacità riguardante la risposta dei sistemi di difesa nazionale e l’impatto reale (vittime e danni) degli attacchi USA del 3 gennaio. Chiediamo all’attuale governo di Delcy Rodríguez di spiegare con totale trasparenza i fatti, di informare la popolazione sull’identità delle persone uccise in questo criminale attentato e di fornire informazioni sui danni strutturali, sui costi e sulle stime degli effetti sulla popolazione.

– Come elemento essenziale, chiediamo che venga ripristinato il salario minimo come diritto della classe lavoratrice venezuelana, come stabilito dall’articolo 91 della Constitución de la República Bolivariana de Venezuela, e altre misure di emergenza per ripristinare condizioni di vita dignitose per l’intera popolazione.


5. Ci opponiamo a qualsiasi tipo di governo controllato dagli Stati Uniti

Nel contesto del brutale attacco e del ricatto militare imperialista, il governo Trump sta imponendo misure drastiche per la gestione delle risorse del Paese, che vengono accettate docilmente dal governo venezuelano. La «collaborazione» e la «cordialità» con l’imperialismo sono le linee guida proposte dal governo di Delcy Rodríguez, che in questo modo facilita l’avanzata neocoloniale, agendo nella pratica come un governo sotto tutela degli Stati Uniti che cede il nostro petrolio e le altre ricchezze naturali del Paese.

Rifiutiamo qualsiasi tipo di cooperazione con le imposizioni di Washington, sia che si tratti di come intendono imporci la gestione dell’industria petrolifera nazionale e del resto delle risorse naturali ed energetiche venezuelane, sia che si tratti del controllo dell’economia nazionale e delle relazioni internazionali.

Mettiamo in guardia sulla sottomissione del governo venezuelano, che con il suo collaborazionismo e la sua «cooperazione» con Trump, sta consegnando ad esso il nostro petrolio e le altre ricchezze naturali ed energetiche del Paese.


6. Appello alla mobilitazione del popolo venezuelano e alla solidarietà internazionale. È necessaria una risposta di massa e internazionalista

Trump pretende arrogantemente di calpestare il popolo venezuelano e la sua storia di lotta indipendentista e antimperialista, autoproclamandosi «presidente ad interim del Venezuela» e imponendo alla nostra nazione pressioni colonialiste abusive.

Ora più che mai abbiamo l’impellente e improrogabile necessità di lavorare per l’unità della classe lavoratrice e del popolo venezuelano sfruttato attorno ai suoi interessi di classe e per il recupero della sovranità nazionale.

L’organizzazione e la mobilitazione popolare e della classe lavoratrice sono indispensabili per superare il dominio imperialista al quale siamo soggetti. Per questo è necessario riottenere la possibilità di realizzare assemblee e promuovere spazi di incontro per il popolo venezuelano, in modo che si opponga chiaramente agli interventi di aggressione, spazi dove si discuta di ciò che è accaduto e si mettano in campo, da parte dei settori popolari e di classe, una serie di richieste per risolvere la crisi.

In questi tempi dobbiamo prepararci a sviluppare forme diverse ed efficaci di lotta in difesa della sovranità nazionale e dei diritti del nostro popolo, denunciando e organizzandoci contro tutto ciò che implica la cessione delle risorse petrolifere, minerarie, naturali o il controllo straniero.

Il destino del Venezuela non deve essere deciso da negoziati di vertice né sotto imposizioni di Washington, ma attraverso la volontà sovrana del suo popolo.

Esortiamo il popolo lavoratore venezuelano, i popoli dell’America Latina e le forze democratiche del mondo a manifestare contro questa aggressione militare. La via d’uscita dalla crisi deve essere operaia e popolare, rifiutando sia l’interventismo neocoloniale di Trump sia la continuità di un modello che sostiene e privilegia gli interessi degli imprenditori di qualsiasi origine nazionale, dei ricchi e dei nuovi ricchi, a forza di sopprimere i diritti economici, sociali e politici delle masse lavoratrici.

Tutta l’America Latina è minacciata, e i nostri popoli devono unirsi per affrontare e fermare l’invasore statunitense, le sue nuove forme di colonizzazione e l’estensione dei suoi interessi imperialisti sulle nazioni latinoamericane.

Facciamo appello alla più ampia mobilitazione in America Latina e negli stessi Stati Uniti. In questo senso proponiamo una grande mobilitazione internazionale in grado di fermare l’aggressione imperialista. Ai giovani, alla classe lavoratrice e all’intellettualità progressista degli Stati Uniti chiediamo di opporsi con determinazione al proprio imperialismo.

Fuori l’imperialismo yankee dal Venezuela e dall’America Latina!

Ritiro dell’accerchiamento militare yankee dalle coste del Venezuela!

Piene libertà democratiche al fine di combattere le pretese neocoloniali di Trump, libertà democratiche per i diritti del popolo lavoratore!

No alla resa nazionale!

Per il ripristino dei diritti della classe lavoratrice!



Caracas, gennaio 2026

Partido Patria Para Todos, Marea Socialista, PCV, Partido Socialismo y Libertad, Liga de Trabajadores por el Socialismo, Revolución Comunista, Bloque Histórico Popular, Movimiento Popular Alternativo, Unidad Socialista de Los Trabajadores

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