Una cinquantina i presenti all’assemblea di stasera al CS Magazzino 47, a Brescia. Organizzata dall’area che fa riferimento al Mag47 (Diritti per tutti, Collettivo studentesco, ecc.), ha visto la partecipazione di Sinistra Anticapitalista, di Rifondazione Comunista, dell’Associazione Italia-Cuba e della comunità curda di Brescia, oltre che di singol* compagn*. L’introduzione, affidata a Michele Borra, ha sottolineato l’importanza dell’esperienza del Confederalismo Democratico nel Nordest siriano e in tutto il Medio Oriente, unica realtà che si contrappone ai regimi d’estrema destra (sunniti, sciiti, sionisti, ecc.) che dominano la regione. Un’esperienza che rischia di essere travolta nel nuovo clima di guerra che, da almeno quattro anni, sta progressivamente estendendosi al mondo intero. Altri interventi hanno messo l’accento sulle dinamiche guerrafondaie che caratterizzano un po’ tutti gli imperialismi (a partire da quello più pericoloso, quello guidato da Donald Trump) ma anche le potenze minori, come la Turchia, che svolge un ruolo da gendarme in tutta l’area (coerente col progetto imperialista neo-ottomano e islamista di Erdogan) e in particolare nel Bakur, nel Rojava e nel Bashur (Kurdistan turco, siriano e iracheno). Al di là del giudizio più o meno entusiasta sulle direzioni del movimento curdo (e in genere sull’Amministrazione autonoma del Nordest siriano) è stata unanime la scelta di dar vita comunque ad un movimento di lotta unitario contro il progetto di annientamento di questa esperienza. Il primo appuntamento è una manifestazione, sabato pomeriggio alle 15,30, in Piazza Rovetta, che sarà preceduta da una conferenza stampa venerdì, alle 14, davanti alla stele ai Caduti di Piazza Loggia.


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