di Franco Turigliatto

Le istantanee di un mese che restituisce una scena internazionale malsana e indecente [Franco Turigliatto]

La scena politica internazionale è dominata dalle “gesta” del capo del principale imperialismo, che con la sua imprevedibilità e il suo aperto e violento cinismo ha sconvolto le relazioni tra le stesse principali potenze capitaliste. E’ questa l’espressione massima delle nuove forme e modalità con cui si formano i gruppi dirigenti politici della borghesia, segnati dalla mediocrità e da un dispiegato autoritarismo, a sua volta espressione delle contraddizioni complessive del sistema capitalistico.

Infatti l’agire di Trump corrisponde a una crisi profonda dell’intero mondo capitalista e dei limiti della mondializzazione per non parlare della crisi climatica negata, ed alla conseguente accelerazione dello scontro tra i diversi interessi delle borghesie.

Il capo della Casa Bianca esprime nella forma più diretta senza infingimenti, con una brutalità aperta e una marcata vertigine psicotica del potere, gli interessi strategici del capitalismo americano e di alcuni suoi settori high tech di punta. Preservare ed accrescere ancora i profitti delle grandi compagnie americane, impadronirsi delle risorse necessarie, del petrolio, delle terre rare, di intere regioni del mondo che sono considerate decisive per il mantenimento dell’egemonia americana, sono gli obiettivi da raggiungere con tutti i mezzi a disposizione, a partire da quello in cui gli USA sono largamente avanti a tutti, quello militare. Un Trump non meno attivo anche nel dispiegare una violenza interna fascista contro migranti, oppositori e comunità che ritiene sue nemiche, attraverso l’operare di un vero corpo franco quale è l’ICE.

In questo percorso senza limiti, mentre si avvicina lo scontro con la grande avversaria economica, la Cina, anche i capitalisti europei sono diventati dei concorrenti diretti; una Europa borghese per altro priva di una direzione unificata, con una classe dirigente liberale e liberista di bassissima qualità in difficoltà ad affrontare in modo unitario lo scontro interimperialista e in un contesto politico in cui in tanti paesi si sviluppano e prendono il sopravvento forze sovraniste di estrema destra. Sono forze interessate più a difendere gli interessi specifici del loro stato nazionale che al progetto europeista e non solo attratti, ma anche affini alle ideologie e ai metodi fascisti del capo del Pentagono.

Tutto questo avviene mentre continua implacabile il macello della guerra nelle trincee in Ucraina e il bombardamento quotidiano russo delle città e con Putin più che mai deciso a consolidare il nuovo impero zarista; mentre continua il massacro del popolo palestinese a cui sempre più viene negato ogni suo diritto, mentre la ferita iraniana con la terribile repressione degli ayatollah del movimento sociale e politico di opposizione, resta del tutto aperta e i vecchi “terroristi “ siriani, oggi pienamente sdoganati da tutte le potenze occidentali, si apprestano ad assaltare il Rojava in un Medio Oriente che resta un polveriera.

Abbiamo finito le foto. Le immagini di Africa e Asia più tardi; ora corriamo subito in piazza, in tante piazze!


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