Continuiamo la pubblicazione delle prese di posizione delle organizzazioni rivoluzionarie sull’aggressione USA al Venezuela. Oggi pubblichiamo quella dell’Associazione Marxista Rivoluzionaria “Controvento”.

Il bombardamento di Caracas e di altre città venezuelane e l’azione militare che ha portato al sequestro Nicolás Maduro e di sua moglie da parte delle forze speciali statunitensi, costituiscono un gravissimo atto di aggressione imperialista e un possibile elemento di precipitazione in un quadro internazionale caratterizzato da crescenti dinamiche di attrito tra imperialismi nelle quali, alla crescente competizione economica, si sovrappone sempre più la dimensione del confronto militare.
L’aggressione militare avvenuta nella notte tra il due e il tre gennaio rappresenta l’ultimo atto di una sequela di azioni banditesche che il governo degli Stati Uniti, con la scusa della lotta al narcotraffico e ai cartelli della droga, ha perpetrato nei confronti del Venezuela: dalle sanzioni economiche, al dispiegamento di una imponente flotta navale militare in prossimità delle sue coste, all’aggressione a piccole imbarcazioni nei Caraibi e al massacro degli uomini presenti a bordo, nonché al sequestro di petroliere cariche di greggio venezuelano.
Il Venezuela non ha mai rappresentato una minaccia militare diretta per gli Stati Uniti. Ciononostante, l’amministrazione Trump non ha esitato a compiere un vero e proprio atto di guerra contro uno Stato sovrano – il primo intervento militare diretto in America Latina dopo trentacinque anni, dall’invasione di Panama e dalla destituzione di Noriega – accompagnandolo con un’escalation di minacce verso altri paesi della regione considerati “ostili”, come Cuba e la Colombia.
Questi eventi costituiscono un’espressione concreta della nuova Strategia di Sicurezza Nazionale dell’amministrazione Trump, nella quale le minacce alla sicurezza statunitense vengono individuate principalmente nelle interferenze dei concorrenti imperialismi sul controllo delle risorse strategiche detenute dai paesi dell’emisfero occidentale. Si tratta, nei fatti, di una riedizione in chiave trumpiana della Dottrina Monroe: una strategia aggressiva e spregiudicata volta a riaffermare l’idea che il continente americano sia il “cortile di casa” degli Stati Uniti e che non possano esistere governi non allineati agli interessi dell’imperialismo statunitense. Non è casuale che proprio il Venezuela, detentore delle più grandi riserve petrolifere del mondo, veda nella Cina il principale importatore del proprio petrolio, con oltre il 40% della produzione totale.
Di fronte a questo gravissimo atto di guerra, ci schieriamo incondizionatamente in difesa del Venezuela e del suo popolo. Lo facciamo pur non rinunciando alle critiche politiche che abbiamo sempre rivolto a Maduro, al suo establishment e al suo operato. Allo stesso tempo, denunciamo con forza le posizioni assunte dal governo reazionario Meloni, tra i primi in Europa a esprimere un immediato e vergognoso sostegno all’operazione militare statunitense.
Nei prossimi giorni saremo nelle piazze non solo per denunciare i crimini dell’imperialismo contro il Venezuela, ma anche per riaffermare con forza il principio dell’internazionalismo proletario e l’incondizionato sostegno ai popoli aggrediti dal banditismo imperialista. Siamo consapevoli che non potrà nascere nessun governo, più o meno democratico, che possa essere espressione degli interessi dei lavoratori e dei settori oppressi del popolo venezuelano come esito di un intervento armato dalla mano imperialista. Per questo confidiamo nello sviluppo di una mobilitazione di massa in Venezuela e in tutta l’America Latina, capace di respingere l’aggressione in corso e di contrastare gli interessi imperialisti nell’intera regione.

AMR CONTROVENTO


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