di Mario Gangarossa
Gli auguri quest’anno li faccio ai ragazzi e alle ragazze che si accingono a vivere il loro primo natale da “grandi”.
Vivete. Combattete per vivere, non per morire.
Morire a vent’anni per la patria, per una bandiera, per un metro di terra sottratto al “nemico”, è da coglioni.
Disertate.
Rispondete con una pernacchia a chi vuole mettervi una divisa e mandarvi a crepare nel fango di una trincea.
Disobbedite.
Non fidatevi dei “maestri”, non fidatevi dei vecchi.
Chi vi ha consegnato il mondo di merda in cui vivere non ha nulla da insegnarvi, se non una “ginnastica di obbedienza” che farà di voi delle larve umane.
Lasciate che a crepare siano gli inutili idioti e la monnezza mercenaria, con la benedizione delle mummie sopravvissute alle guerre del passato e degli sciacalli che sulla guerra ci campano.
Quando si saranno ammazzati a vicenda, e avranno conquistato il loro pezzo di terra dove marcire anzitempo, il nome scolpito sulla pietra di qualche mausoleo, il loro posticino nella storia “eroica” della loro famiglia, rimarremo noi i disertori, i sabotatori, i nemici di tutte le guerre. I nemici dei profittarori di tutte le guerre.
Noi, vecchi e giovani, a brindare sulle loro tombe.
Col cinismo di chi ha smesso di essere “buono” con chi vuole fotterci.
Rubarci il sangue e ridurci alla fame.
Senza pietà per chi non ne ha mai avuta.
Chi prepara per i propri i figli e per i propri nipoti un futuro di guerra è un criminale demente, un “mostro”.
Va spazzato via come si debellano i topi apportatori di peste.
Buon Natale.
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