Venerdì 12 dicembre saremo in piazza per lo sciopero generale indetto contro il governo dalla CGIL, come siamo scesi in piazza il 28 novembre con i sindacati di base. La scelta settaria della CGIL di non scioperare unitariamente con i sindacati di base (come invece aveva fatto il 3 ottobre, con grandi risultati) in quella data o in un’altra da scegliere insieme, non ci impedisce di stare comunque a fianco di chi sciopera contro le politiche antioperaie e riarmiste del governo Meloni. Avremmo preferito farlo tutt* insieme, e continueremo ad impegnarci per superare le logiche autoreferenziali e settarie, da chiunque provengano. Ma in piazza, contro i governi dei padroni, ci saremo.

E il giorno dopo saremo in piazza Loggia, alle 15,30, per manifestare contro l’iniziativa razzista degli ultra-fascisti contro i lavoratori immigrati. La decisione della Questura di non autorizzare la prevista marcia della polvere d’umanità fascista (a quanto pare prescrivendo un’analoga misura per il previsto corteo antifascista e antirazzista) non ci tranquilizza per nulla, perché autorizza comunque un presidio “statico” dei fomentatori dell’odio razzista e stabilisce un’equivalenza di trattamento tra fascisti e antifascisti. Logica che, se è coerente con la pratica reale delle “istituzioni” repressive che, fin dal 1946 hanno permesso e spesso favorito la riorganizzazione dei fascisti (dal MSI ai vari gruppuscoli che da sempre hanno fiancheggiato la “casa madre” neofascista), oltre ad essere nemica delle organizzazioni del movimento operaio, è pure estranea ai principi dell’attuale Costituzione di questa Repubblica, sulla quale hanno “giurato” politici, questori, poliziotti e carabinieri. Significativa (e ridicola) è la protesta piagnucolosa che i gruppetti neofascisti hanno fatto contro la proibizione della loro marcetta, appellandosi al diritto costituzionale! Noi, comunisti internazionalisti, non ci siamo mai illusi che parole come “democrazia”, “antifascismo”, “antirazzismo” avessero un significato concreto per lo stato borghese e la maggioranza dei suoi rappresentanti. Solo l’auto-organizzazione dei lavoratori, l’unità delle loro organizzazioni politiche e sindacali può fare da argine ai rigurgiti reazionari che periodicamente emergono (in perfetta sintonia con la tendenza alla guerra degli ultimi anni). Come gridiamo da sempre nei nostri cortei “Fiducia nello stato non ne abbiamo, l’antifascismo è nostro e non lo deleghiamo”. Tutt* in piazza Loggia sabato 13 dicembre! Morte al fascismo, per l’unità dei lavoratori, autoctoni e immigrati.

BRESCIA ANTICAPITALISTA


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