Sala strapiena (almeno 200 persone) questa sera in via Livorno per l’assemblea aperta del Coordinamento bresciano per la Palestina. Molti giovani, molti militanti “storici” della sinistra “radicale” bresciana, presente in quasi tutte le sue componenti. Ben 18 interventi hanno sottolineato l’importanza di non abbassare la guardia, di non lasciar disperdere l’enorme potenziale delle grandi mobilitazioni delle scorse settimane, di dare quindi continuità, anche organizzativa, alla “marea”, più o meno imprevista, scesa in piazza tra il 22 e il 3 ottobre. Aperto dall’intervento di José Nivoi, portuale di Genova imbarcato sulla Global Sumud Flottilla, che ha raccontato la sua traumatica esperienza nelle grinfie della polizia sionista, il dibattito si è concentrato sulla pseudo-tregua trumpiana (93 morti palestinesi durante la sedicente “tregua”!), sulla situazione in Cisgiordania, sulle prossime scadenze di movimento (il 4, il 9 e il 28 novembre, giorno dello sciopero generale indetto dai sindacati di base). Non sono mancati accenni al più generale problema della corsa al riarmo e alle dinamiche di guerra che si stanno aggravando un po’ ovunque, non solo in Ucraina e in Palestina, anche se il grosso dell’attenzione è stato, ovviamente, sulla denuncia (abbastanza scontata per un’assemblea tutto sommato “militante”) dei crimini sionisti. Qualche strafalcione politico, come l’accenno alla “fratellanza” tra “nazioni proletarie” (che ha fatto rabbrividire chi ricorda l’origine pascolian-mussoliniana dell’espressione) non ha comunque impedito che, tutto sommato, il bilancio di questa assemblea sia positivo, per i richiami all’unità di tutt* coloro che sono contrar* alle guerre del capitale e anche in termini di coinvolgimento di singol* militanti e gruppi che non erano stati inizialmente presenti nel coordinamento. Il primo appuntamento è per il presidio antimilitarista del 4 novembre, seguito dalla manifestazione di massa per il giorno 9 novembre.

FG


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