A differenza degli altri premi Nobel, quello per la pace viene assegnato in Norvegia, e non in Svezia: la cerimonia di consegna del Nobel per la pace si tiene infatti a Oslo, questo perché all’epoca dell’istituzione dei premi Nobel la Norvegia era ancora unita alla Svezia. Il vincitore del premio viene scelto dal Comitato per il Nobel norvegese, composto da cinque persone scelte dal Parlamento norvegese, è quindi di scelta politica legata al governo Norvegese e ai suoi orientamenti del momento.
Infatti nel tempo è stato assegnato a vari personaggi che della pace internazionale erano stati fieri avversari.
Vediamone alcuni.
Poco dopo la sua istituzione nel 2006, viene assegnato a Theodore Roosevelt presidente numero 26 degli USA, noto militarista, fervente partecipante alla guerra contro la Spagna, dove condusse squadre d’assalto. Propugnatore della politica del grosso bastone: «Parla piano, ma porta con te un grosso bastone: andrai lontano.» La sua politica estera fu nettamente interventista e aggressiva (la cosiddetta politica del grosso bastone). Razzista aveva atteggiamenti molto duri nei confronti dei neri e degli indiani d’America. Nel 1886, mentre le guerre indiane erano ancora in corso, disse di loro: “Io non arrivo al punto di pensare che gli unici indiani buoni siano gli indiani morti, ma credo che nove su dieci lo siano, e non dovrei indagare troppo a fondo sul decimo.”
Thomas Woodrow Wilson ottiene il nobel per la pace nel 1919. Presidente USA numero 28. Razzista dichiarato: contribuì a creare il più cupo periodo di razzismo nella storia degli Stati Uniti. La sua amministrazione istituì la segregazione razziale nel governo federale, per la prima volta da quando Abraham Lincoln iniziò la desegregazione nel 1863. Fece entrare gli USA nella prima guerra mondiale, anche per la forte esposizione dei fabbricanti di armi ed esplosivi nei confronti della Gran Bretagna. Wilson fece approvare dal Congresso nel 1917 la legge sullo spionaggio e nel 1918la legge sulla sedizione per combattere le opinioni socialiste, anti-britanniche, pro-Irlanda, pro-Germania o contro la guerra. Wilson fece arrestare il capo socialista e candidato alla presidenza Eugene V. Debs per aver accusato i poteri finanziari di essere i responsabili della prima guerra mondiale e per aver criticato la legge sullo spionaggio. Wilson, inoltre, appoggiava la American Protective League, un’organizzazione privata pro-guerra nota per le sue flagranti violenze. Sotto la sua presidenza gli Stati Uniti intervennero molte volte, anche con invasioni, in America Latina, in particolare in Messico, Haiti, Cuba e Panama. Tra il 1917 e il 1920 gli USA appoggiarono il movimento dei Russi bianchi nella guerra civile russa, dapprima finanziariamente, ma in seguito con un blocco navalee truppe di terra a Murmansk, Arcangelo e Vladivostok. Wilson fu una persona molto devota, leggeva la Bibbia e pregava ogni giorno. Tale devozione si ripercosse sulla sua presidenza: era convinto di avere la missione divina di guidare gli Stati Uniti e che quest’ultimi avessero la missione divina di guidare le altre nazioni del mondo.
Gustav Stresemann, cancelliere del Reich, nobel per la pace nel 1926. Fu un convinto sostenitore della monarchia. Nel caso della prima guerra mondiale suo obiettivo fu attraverso la guerra dare alla Germania guglielmina un posto tra le grandi potenze mondiali, e un grande impero coloniale.
George Catlett Marshall, generale e segretario alla difesa degli USA. Premio nobel per la pace nel 1953, dopo aver diretto come capo di stato maggiore l’esercito statunitense nella seconda guerra mondiale, dirige come ministro della “difesa” la guerra di Corea.
Henry Kissinger, segretario di stato statunitense, premio nobel per la pace nel 1973. Famoso per i metodi spregiudicati, che non escludevano pesanti interferenze anche militari su governi e politici stranieri per salvaguardare a tutti i costi il potere statunitense. Kissinger ebbe un ruolo fondamentale di sostegno al colpo di Stato militare dell’11 settembre 1973 in Cile, operato da Augusto Pinochet. Fu accusato di aver ordinato omicidi politici in America Latina.
Menachem Wolfovitch Begin, premio nobel per la pace nel 1978, leader dell’organizzazione terroristica Irgun, poi fondatore del Likud attuale partito al governo di Israele. Nel 1948 fu responsabile del massacro di Deir Yassin e di altri massacri di palestinesi, per indurli ad abbandonare la Palestina. Nel 1981, durante la campagna elettorale, Begin ordinò l’attacco alla centrale nucleare irachena di Osirak nell’operazione Babilonia: anche grazie al successo dell’operazione riuscì a farsi rieleggere primo ministro. Nel 1982 Begin ordina l’invasione del Libano (operazione pace in Galilea) che ha il suo culmine con l’espulsione da Beirut dei palestinesi dell’OLP guidati da Arafat. In quell’occasione avvenne la strage di Sabra e Shatila, 3000 morti donne uomini e bambini, compiuta da formazioni maronite libanesi, in quel momento alleate e protette da Israele. Nel dicembre del 1948 Albert Einstein, Hannah Arendt ed altri scrissero una lettera al New York Times in cui accusavano Begin e il suo partito Tnuat Haherut (partito della libertà ) di “fascismo, nazismo”, “terrorismo” e di “propagandare idee di superiorità razziale”.
Shimon Peres, militare, primo ministro e ministro degli esteri e della difesa israeliano. Premio nobel per la pace 1994. Nel 1947 fu arruolato nell’Haganah(nucleo delle future forze di difesa israeliane) scelto da Ben Gurion venne nominato responsabile per il personale militare e l’acquisto delle armi. Nel 1948, Shimon Peres divenne capo della marina militare israeliana. Negli anni ‘50 fu il principale responsabile dello sviluppo dell’industria bellica israeliana. L’11 aprile 1996 in qualità di primo ministro autorizzò un massiccio attacco aereo al Libano denominato operazione Grappoli d’ira da parte dell’esercito israeliano. Il 18 aprile l’aeronautica militare israeliana bombardò una base delle Nazioni Unite dove si erano rifugiati 800 civili uccidendo 102 persone e ferendone altre 120, l’avvenimento prese il nome di strage di Cana.
Al Gore vicepresidente degli USA sotto Clinton. Premio nobel per la pace 2007. Gore, secondo gli storici, uno dei vicepresidenti più influenti della storia statunitense: durante i suoi due mandati approvò e guidò le guerre contro Slobodan Milošević (guerra contro la Serbia) e Saddam Hussein (Operazione Desert Fox seconda guerra del golfo del 1998).
Barack Hussein Obama II, presidente USA numero 44. Premio nobel per la pace 2009. Nel settembre 2006, Obama ha appoggiato un disegno di legge collegato, la Legge per la barriera sicura, che autorizza la costruzione di un muro lungo il confine e rafforza le misure di contrasto all’immigrazione proveniente dal Messico. All’inizio della sua presidenza, Obama trasferì 17.000 militari in Afghanistan per “stabilizzare una situazione deteriorata in Afghanistan”, un’area che ha affermato non aver ricevuto “l’attenzione strategica, la direzione e le risorse che richiede urgentemente”. Nel giugno 2011 Obama ha dichiarato che il legame tra Stati Uniti e Israele è “infrangibile”. Nel 2014, Obama ha paragonato il Movimento sionista al movimento dei diritti civili negli Stati Uniti. Ha affermato che entrambi i movimenti cercano di portare giustizia e pari diritti ai popoli storicamente perseguitati. Il 18 marzo 2011 Obama ordina che le forze armate statunitensi partecipino agli attacchi aerei per distruggere le capacità di difesa aerea della Libia compreso l’uso di missili Tomahawk, B-2 Spirits, e gli aerei da caccia. Sei giorni dopo, il 25 marzo, con voto unanime di tutti i suoi 28 membri, la NATO ha assunto la direzione dello sforzo, chiamato Operation Unified Protector. Alcuni deputati e senatori statunitensi chiesero se Obama avesse l’autorità costituzionale di ordinare un’azione militare di guerra oltre a mettere in discussione il suo costo, la sua struttura e le sue conseguenze. Nel 2012 Obama ha autorizzato più programmi gestiti dalla CIA e dal Pentagono per addestrare i ribelli siriani anti Assad. Nel 2014, Obama autorizzò la campagna aerea sulla Siria.
Abiy Ahmed Ali, militare e primo ministro dell’Etiopia. Premio nobel per la pace 2019. Nel 2020 ha ordinato all’esercito di intraprendere un’offensiva militare per contrastare la ribellione del governo della regione del Tigrè. Pochi gioni dopo il Parlamento federale ha sostenuto la sua azione votando per lo scioglimento del governo locale del Tigrè. Il 29 novembre 2020 il governo etiope prende il controllo di Macallè. Secondo le organizzazioni per la difesa dei diritti umani, che hanno denunciato violenza da entrambe le parti, le tre settimane di guerra e i due anni successivi hanno determinato l’uccisione di centinaia di migliaia di persone, soprattutto civili che in fuga dalla linea del fronte e l’esodo di 5 milioni di etiopi, espatriati nel vicino Sudan.
E veniamo alla candidatura di Adolf Hitler al nobel per la pace 1939. Fu proposta da un deputato svedese come provocazione, ma l’accademia norvegese la prese sul serio per il suo ruolo di pace nella conferenza di Monaco del 1938, che smembrava la Cecoslovacchia, consegnandone la parte dei Sudeti a maggioranza tedesca al Reich. Al suo trionfale ritorno in Gran Bretagna il primo ministro Chamberlain il 30 settembre, sventolò in pubblico una copia del trattato che garantirà per 20 anni «la pace nel nostro tempo» (Peace for our time). La Svezia era nell’orbita tedesca, la Norvegia cercava di essere amica di tutti, il premio nobel avrebbe potuto essere assegnato a Hitler. Purtroppo il premio nobel viene assegnato in ottobre e il 1settembre Hitler ordinò l’invasione della Polonia e così come nella prima guerra mondiale il premio non fu assegnato. Peraltro poco prima il proponente aveva ritirato la candidatura, dovendolo fare per iscritto perchè l’accademia aveva già preso in esame la proposta.
Peccato con l’assegnazione a Hitler del nobel per la pace ci saremmo tolti questa pagliacciata dalle scatole.
Nel 1948 fu proposto Stalin per i suoi sforzi per la conclusione della seconda guerra mondiale. Ma la guerra fredda era già cominciata e non se ne fece nulla, non fu assegnato per mancanza di candidati idonei…
In conclusione il nobel per la pace a Trump potrà essere preso in considerazione per il 2026, giacché i tempi per l’assegnazione nel 2025 erano passati. E perchè non in abbinamento a Netanyahu e ai leader di Hamas, sarebbero in buona compagnia in linea con diversi vincitori del passato.
sauro
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