Estratti dalle prospettive inviate da Abdullah Ocalan dalla cella di isolamento dell’isola-prigione turca di Imrali al dodicesimo congresso del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK)

Sette principi per un nuovo orientamento

  1. Natura e significato
  2. Natura sociale e la storia dei problemi
  3. Il dualismo dello Stato e del Comunismo nella società storica
  4. Modernità
  5. Le realtà del popolo curdo e del Kurdistan
  6. Il Pkk e la questione dello scioglimento
  7. Prospettive per una nuova fase

“Il tema dello scioglimento del Pkk non è nuovo e la questione non è meramente organizzativa, ma riguarda piuttosto una profonda trasformazione della mentalità e dell’identità personale. Un serio rinnovamento può procedere solo sulla base di questi principi.”

“La nostra prospettiva per la nuova fase è fondata sulla ricostruzione della società sulla base della nazione democratica, dell’economia ecologica e del comunalismo. La sfida nello sviluppare la cornice concettuale e teoretica per questa ricostruzione – incluse i suoi fondamenti filosofici, le sue dimensioni ideologiche e il suo incarnarsi in una fabbrica sociale differenziata – si pone di conseguenza.
Non c’è dubbio che le intenzioni dei vari attori possono essere diverse; nondimeno il percorso che è stato iniziato e gli appelli che sono stati fatti hanno, nella propria essenza, una loro legittimità. Il nostro impegno attuale è rivolto a elaborare i fondamenti ideologici, i programmi pratici e le dimensioni strategico-tattiche di un futuro ordine sociale. Il concetto di società democratica costituisce il programma politico centrale di questo periodo. Non si prefigge di fondare uno Stato, ma si dipana attraverso la forma di politiche di democrazia. Il concetto di comune è inseparabile da quello di organizzazione democratica. Separarli sarebbe fuorviante, dal momento che la comune, in termini sia storici che contemporanei, è il nucleo della società democratica. Il socialismo democratico significa anche una forma di comunalismo democratico.
Come lo Stato ha una sua propria traiettoria storica, così ce l’ha la comune. La libera esistenza dei popoli può essere realizzata solo attraverso la comunalità. Mentre gli stati-nazione servono come strumenti del capitalismo, la comune è il principio costitutivo dei popoli. Il modello della società comunale può essere istituzionalizzato attraverso forme di auto-governo municipale. È conveniente sia nella teoria che nella pratica, a patto che sia legato a una completa e autentica lotta anticapitalista.
Per trascendere la modernità egemonica e i suoi paradigmi ausiliari del socialismo reale, abbiamo provato a sviluppare una nuova teoria analitica e alternativa socialista, che abbiamo chiamato “Modernità Democratica”. Con questo concetto rimpiazziamo i tre pilastri della modernità – lo stato-nazione, il capitalismo e l’industrialismo – con i principi della nazione democratica, del comunalismo e dell’economia ecologica. Dall’intrecciarsi di queste tre sfere abbiamo costruito un modello sociale libertario che è stato articolato in alcuni scritti e ha trovato una considerevole risonanza nella società.
È ovvio, ognuno di questi ambiti contiene innumerevoli sottocategorie. Per esempio, la lotta di liberazione delle donne è una componente chiave del comunalismo. Altri aspetti specifici includono l’etica politica, la filosofia morale e altro ancora. Queste questioni saranno esaminate ed elaborate in profondità. La coerenza concettuale di questo modello si raccoglie nel termine “Modernità Democratica”.
Le visioni apocalittiche descritte nei testi religiosi non sono una prerogativa di ciò che verrà dopo di noi; riguardano anche questo mondo. I pericoli mostrati dai libri sacri si riferiscono probabilmente al fatto che questa modernità capitalista impone un’apocalisse perpetua sull’umanità.”


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