A 51 anni dalla strage fascista, di Stato e della NATO, oltre alla solita, ingessata e sempre più indigeribile cerimonia istituzionale (con sindaci e “sindacati”, con autorità e politici professionisti, ecc.) che ovviamente hanno parlato di “difesa delle istituzioni democratiche” e via con i soliti triti e ritriti discorsi soporiferi (unica interessante novità la presenza di una delegazione irlandese legata alle stragi, sempre del Maggio 1974, tra Dublino e Monaghan, compiute da paramilitari unionisti e servizi segreti di Londra) ci sono state due iniziative “alternative”, eredi di quelli che, in quella piazza, c’erano proprio per rovesciare quelle istituzioni, per creare una società completamente diversa, una società, dicevamo allora, socialista (e a cui si ispiravano probabilmente molti dei caduti e dei feriti, a cominciare dai due militanti di Avanguardia Operaia Giulietta Banzi e Luigi Pinto). In mattinata un corteo, partito da Piazzale Battisti (storico luogo di concentramento delle manifestazioni studentesche), di circa 300 compagn*, organizzato soprattutto dall’area del Mag47 e dalla Confederazione COBAS (ma in cui c’erano un po’ tutte le “anime” della sinistra d’opposizione, seppur a ranghi ridotti) ha raggiunto la piazza verso le 10, in tempo per il rito dei rintocchi di campana, ascoltati in silenzio e seguito da un lungo applauso dei circa 2 mila presenti. Il corteo è proseguito poi per il Carmina, dove ha occupato Palazzo Gambara in via delle Battaglie 55, un palazzo storico già occupato dai movimenti bresciani alla fine degli anni ’80, sgomberato dalla polizia nel gennaio 1990 e da allora rimasto vuoto, nonostante la gravissima crisi abitativa cittadina. Un palazzo che, sulle piattaforme immobiliari online, viene “proposto” in vendita per 1 milione e 700 mila euro. L’occupazione arriva a poche ore dal voto di fiducia alla Camera sul DL Sicurezza, che colpisce, tra le altre cose, anche la lotta per il diritto all’abitare. In serata, alle 18,30 circa, un altro corteo è partito dalla Stazione. Organizzato dal Coordinamento contro il decreto repressione (ma a cui hanno partecipato, come al mattino, un po’ tutt* le organizzazioni dell’estrema sinistra, compres* quell* che, per motivi di lavoro, non avevano potuto partecipare in mattinata) ha percorso il ring fino in Piazza Garibaldi, dove molti dei 500 partecipanti, i meno giovani, hanno scelto di andare in Piazza Loggia direttamente, probabilmente un po’ affaticati dalla lentezza del corteo, caratterizzato da molte pause con intermezzi musicali. Il resto del corteo alternativo si è poi recato in Contrada del Carmine per terminare in Piazza Loggia. Una particolarità del secondo corteo, oltre a quella della musica, è stata quella di voler essere una specie di comizio itinerante (una dozzina gli interventi), anche se l’ora (tipica ora di cena di un giorno feriale a Brescia) ha limitato di molto i potenziali interlocutori. I contenuti, oltre all’antifascismo militante non istituzionale, sono stati in particolare la lotta contro il decreto fascistizzante in discussione in Parlamento e la lotta contro le guerre in corso, a partire dal genocidio commesso a Gaza dal governo Netanyahu. La manifestazione si è sciolta dopo le 21, in Piazza Loggia.
FG
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