Ed anche a te, contadina del Chiapas, o del Rojava, dell’India profonda o dell’Africa nera. Vi auguro un futuro di libertà ed uguaglianza. Non sarà sufficiente nemmeno il superamento del capitalismo (ammesso che ce la si faccia). Finché le chiese, le moschee, le sinagoghe, i templi induisti e buddisti, ecc. non saranno diventati monumenti popolati solo di viaggiatori curiosi sarete comunque sottomesse e discriminate. Solo con la morte delle religioni, che hanno saputo attraversare schiavismo, feudalesimo, capitalismo e persino quelle caricature di “socialismo” che abbiam finora conosciuto, si potrà parlare davvero di libertà ed uguaglianza. Né dio, né stato, né serve né padrone.

FG

Mentre marciamo, marciamo

Nella bellezza del giorno,

Milioni di cucine buie e cupe,

Miriadi di grigie soffitte,

Son tutte toccate dalla radiosità,

Che un sole improvviso dischiude,

Poiché la gente ci sente cantare:

“Pane e Rose! Pane e Rose!”

Mentre marciamo, marciamo

Noi combattiamo anche per gli uomini

Perché anche loro son figli di donne,

E noi per loro madri ancora,

Le nostre vite non dovranno esser sudate

Dalla nascita fino alla fine;

I cuori han fame così come i corpi:

Dateci pane, ma dateci anche rose!

Mentre marciamo, marciamo,

Innumerevoli donne morte

Piangono attraverso il nostro canto,

Il loro antico grido per il pane.

Arte e amore e bellezza

I loro spiriti affaticati conobbero.

Si, è per il pane che lottiamo,

Ma anche per le rose!

Mentre marciamo, marciamo

Portiamo giorni migliori.

Poiché la rinascita delle donne

Significa la rinascita dell’umanità.

Non più la fatica e la noia

Che tessono la trama del riposo,

Ma la condivisione delle gioie della vita:

Pane e Rose! Pane e Rose!

Le nostre vite non dovranno esser sudate

Dalla nascita fino alla fine;

I cuori han fame così come i corpi:

Pane e Rose! Pane e Rose!

[James Oppenheim]


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