E UNA PICCOLA RIFLESSIONE SUL NAZISTA D’ORGINE PACHISTANA
E così, a quanto pare – ma le cose saranno chiare solo dopodomani, quando gli organizzatori neofascisti del “pirla (oops, pirlo) tricolore” e alcuni dei compagni che hanno chiesto Piazza Vittoria per sabato pomeriggio andranno in Questura – la nuova provocazione degli scalzacani ultrafascisti dovrebbe essere annullata. Pare che la Questura, dopo l’imponente manifestazione antifascista di venerdì 20, tema che l’alcolica performance prevista da quei poveri idioti di Brescia ai bresciani, Casa Pound e altre accozzaglie minori di dementi sia foriera di ulteriori mobilitazioni, con annesse difficoltà di agibilità per gli epigoni della “razza ariana” in sedicesimo. Pare che sia proibita pure la prevista manifestazione antifascista, in omaggio alla sempreverde teoria di andreottiana memoria degli “opposti estremismi”. Mettendo sullo stesso piano, quindi, chi si richiama all’infame ventennio e chi vi si oppone (richiamandosi, almeno in gran parte – cosa che non ha gran rilevanza per il sottoscritto – alla Costituzione del 1948 “nata dalla Resistenza”, cui dovrebbero obbedienza le variopinte istituzioni, dalla Questura alla Prefettura e al Comune). Sembra che l’Assemblea Permanente Antifascista abbia l’intenzione di non sottostare al “salomonico” divieto, mantenendo l’appello a scendere in piazza sabato prossimo.
Nel frattempo sono stati individuati due dei tre autori delle svastiche apparse sui muri e su alcuni monumenti del centro storico. Si tratta di due giovani, uno dei quali d’origine pachistana, che avrebbero dichiarato di essere stati ubriachi e di non aver avuto velleità politiche, tantomeno antisemite. Quest’ultimo elemento ha portato a reazioni piuttosto strane. Da un lato i fascisti che giocano a far le vittime (sarebbe ridicolo, per chi fa della “lotta allo straniero” la sua bandiera, riconoscere un pachistano, per quanto di seconda generazione, come un camerata, visto che è altamente improbabile che questi ignoranti discepoli di Mussolini e Hitler conoscano il ricercato feeling, negli anni ’30, tra nazifascismo e islam o induismo). Dall’altra, nelle file della “compagneria”, c’è chi parla di “fascisti che pagano estranei per agire” o che mostrano incredulità. Nessuno stupore, dal mio punto di vista. Essere antirazzisti e a favore dei migranti non vuol dire pensare che i migranti siano “migliori” degli autoctoni. Significa ritenere che tutti gli esseri umani hanno pari diritti (tra i quali quello di migrare). Punto. Per parafrasare Carlo Maria Cipolla, la stupidità è diffusa in percentuali analoghe in qualunque gruppo umano. E se non basta vedere il proliferare di candidati immigrati (o figli d’immigrati) nelle liste fasciste, leghiste, berlusconiane (come i candidati sikh alle ultime comunali bresciane), provate a frequentare con una certa attenzione i bar e in genere i luoghi di aggregazione degli immigrati della nostra città (e chi scrive ha lavorato per anni con gli immigrati). Scoprirete che non solo la maggior parte di chi viene dall’est Europa o dai paesi musulmani è impregnato di cultura razzista, misogina e patriarcale, ma che la solidarietà espressa da decenni dalla sinistra radicale ha scalfito solo in minima parte una serie di “valori” reazionari radicati in società a capitalismo arretrato (con aspetti addirittura precapitalistici, in alcuni casi). “Valori” che vengono assunti molto spesso a strumenti d’identità (basti pensare al velo islamico, solo per fare un esempio minore ma ben visibile). E basta dare un’occhiata ai rari sondaggi che indagano sulle scelte di voto dei cittadini “neo-italiani”. Si scoprirebbe che, grosso modo, le scelte di voto sono analoghe a quelle degli autoctoni “storici”. E addirittura, mediamente, un pochino più a destra. E, per quanto riguarda le provenienze citate sopra, MOLTO più a destra. Con buona pace sia degli stupidi razzisti, sia dei semplicisti di sinistra di formazione evangelico-caritatevole.
FG
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